Bollo auto Sardegna

Bollo auto da pagare: quando non bisogna versarlo anche se richiesto?

Ci sono alcuni casi particolare in cui l’automobilista non deve pagare il bollo auto anche se formalmente richiesto: ecco quali sono e come agire

12 novembre 2021 - 17:00

Se c’è un appuntamento inevitabile è quello con il bollo auto da pagare. Al netto di situazioni particolari, ciascun proprietario di un veicolo è chiamato tutti gli anni a versare quanto richiesto dalla propria Regione. Si tratta infatti di un tributo che viene gestito dalle singole Regioni (tranne in Sardegna e in Friuli-Venezia Giulia, le cui procedure sono nelle mani dell’Agenzia delle entrate) e dalle Province di Trento e Bolzano. L’importo da versare è sostanzialmente legato alla potenza del veicolo. Di conseguenza, maggiori sono le prestazioni e più elevata è la somma da corrispondere. Tuttavia in alcuni casi l’automobilista non deve pagare il bollo auto anche se formalmente richiesto. Siamo davanti a casi particolari che analizziamo uno per uno.

BOLLO AUTO DA PAGARE: L’IMPORTANZA DELL’ITER DI NOTIFICA DELLA CARTELLA

La cartella esattoriale contenente i dettagli sul bollo auto da pagare assume una rilevanza centrale. Lo è tal punto che è sufficiente un piccolo errore procedurale per portare al suo annullamento. In pratica, la forma vale quanto la sostanza. Se non in misura maggiore. Il risultato? L’automobilista a cui è intestato il mezzo non deve pagare la tassa di possesso. Anche se avrebbe dovuto farlo al pari di tutti gli altri proprietari di un’auto. In particolare, l’Agenzia delle entrate non può notificare la cartella se il contribuente non ha prima ricevuto l’accertamento fiscale. Si tratta di uno step che può sembrare trascurabile per l’automobilista, ma non lo è per la normativa italiana in materia. Se viene disatteso, l’intestatario del veicolo che non ha pagato il bollo auto può farla franca.

IMPORTO E INTERESSI: DUE VOCI SEPARATE NEL BOLLO AUTO DA PAGARE

Quando ci sono di mezzo questioni fiscali, l’aspetto formale vale tanto quanto quello sostanziale. Si tratta di un principio di base applicato anche nel caso del bollo auto da pagare. Significa che se l’ente di riscossione non rispetta tutti i passaggi del rigido protocollo previsto dalle normative vigenti, il proprietario del veicolo disporrà di buone ragioni per non versare l’importo dovuto. C’è un caso in particolare in cui gli uomini dell’Agenzia delle entrate inciampano più spesso. Se la cartella del bollo auto raggruppa in una sola voce sia la somma da versare e sia gli interessi accumulati per il ritardo è destinata alla decadenza. A quel punto gli eventuali solleciti al pagamento non hanno alcun valore e il proprietario dell’auto può trascurarli. L’annullamento del bollo auto da pagare non è automatico. Più precisamente è chiamato a proporre opposizione alla Commissione tributaria provinciale. Ma con concrete possibilità di vittoria.

BOLLO AUTO DA PAGARE SOLO ENTRO I TERMINI DI PRESCRIZIONE

I tempi di prescrizione sono il tasto dolente dell’ente di riscossione. Anche in riferimento al bollo auto da pagare. Rispetto ad altre imposte, la tassa automobilistica presenta una tempistica ridotta a 3 anziché ai più canonici 5 anni. Tradotto in termini concreti, se l’Agenzia delle entrate notifica la cartella dopo i termini previsti per legge, interviene la tagliola della prescrizione. Tuttavia il proprietario dell’auto, evidentemente in difetto dal punto di vista fiscale, non deve perdere di vista l’iter procedurale. Al pari di quanto abbiamo visto nel caso in cui la cartella accorpi importo e interessi in una sola voce, anche in questo caso l’annullamento non è automatico. Il proprietario del mezzo deve infatti presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale spiegando le ragioni per non deve più versarlo.

ATTENZIONE AI TEMPI DI INVIO DEL SOLLECITO DEL BOLLO AUTO DA PAGARE

Un altro aspetto centrale da considerare quando c’è di mezzo il bollo auto da pagare è l’esatto conteggio dei tempi di prescrizione. A differenza di quanto accade con altre tasse e imposte, il timing è differente. Tiene infatti conto della peculiarità del bollo auto e di fatto il tempo di 3 anni teoricamente previsto è in realtà più lungo. Più precisamente, il proprietario del veicolo non deve versare l’importo del bollo auto se la richiesta di pagamento viene spedita oltre il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui era previsto il passaggio alla cassa. Il pagamento del bollo auto segue infatti scadenze prefissate sulla base della tipologia del veicolo, dell’immatricolazione o dei passaggi di proprietà eventualmente effettuati. Tenendo presente queste particolarità sull’imposta di possesso, il bollo auto si paga con cadenza annuale entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza.

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