Acquisto auto nuova: quando scattano i controlli fiscali?
L’Agenzia delle Entrate osserva l’acquisto di un’auto nuova da parte dei contribuenti? Quali sono i casi in cui scattano i controlli fiscali?
L’Agenzia delle Entrate osserva l’acquisto di un’auto nuova da parte dei contribuenti? Quali sono i casi in cui scattano i controlli fiscali?
L’acquisto di un’auto nuova rientra tra le spese esaminate dall’Agenzia delle Entrate? Comprare un nuovo veicolo fa scattare i controlli fiscali? Ci sono differenze tra auto di piccole e grandi dimensioni e tra costi d’acquisto della vettura? Facciamo chiarezza su questi interrogativi iniziando da una premessa. Alla base dell’attività di verifica del fisco italiano c’è la volontà di andare alla ricerca di forme di evasione. Si tratta di quei ricavi non dichiarati, ovvero quelli su cui il contribuente non paga le tasse richieste. In poche parole sono i cosiddetti guadagni in nero, sconosciuti al fisco, che di conseguenza sono considerati illeciti dalle Entrate. Ebbene, anche l’acquisto di un’auto nuova può alimentare i sospetti degli uomini dell’Agenzia di Via XX Settembre sull’esistenza di somme di denaro di dubbia provenienza.
CONTROLLI FISCALI SU ACQUISTO AUTO NUOVA
La regola generale sui controlli fiscali prevede che quasi tutte le spese siano potenzialmente oggetto di verifiche. Compresa quella per l’acquisto di una nuova auto. Le ispezioni non scattano e né potrebbero farlo per ogni spesa effettuata da ciascun contribuente. La mancanza di tempo e la non disponibilità di risorse umane impone l’automatizzazione delle operazioni.
Il campanello d’allarme negli uffici territoriali dell’Agenzia delle entrate suona nel caso in cui un contribuente effettua una spesa che non potrebbe ragionevolmente permettersi dal punto di vista economico. Una di quelle per cui il reddito annuo è tale da non giustificarla. Gli ispettori del fisco effettuano una comparazione tra il livello di spese e le dichiarazioni dei redditi in loro possesso. In linea di massima, laddove registrano una discordanza superiore al 20% tra uscite e entrate sorge il sospetto dell’esistenza di ricavi illeciti ovvero sconosciute al fisco.
L’acquisto di un’auto nuova, proprio per via del prezzo superiore rispetto alle spese quotidiane, può incidere notevolmente sul bilancio complessivo del contribuente. Ed ecco allora che scattano i controlli.
ACQUISTO AUTO NUOVA: COME DIFENDERSI DAI CONTROLLI FISCALI
Non è affatto detto che i controlli fiscali per l’acquisto di un’auto nuova comportino l’esistenza di ricavi in nero. Anche se si tratta di un modello più costoso rispetto alla media. Il contribuente può infatti avere accumulato nel tempo una somma di denaro finalizzata a comprare un nuovo veicolo. Oppure potrebbe aver vinto al gioco una somma elevata. O ancora potrebbe aver ricevuto una cospicua eredità oppure una donazione da un familiare. Sono tutte giustificazioni considerate valide dall’Agenzia delle Entrate e che non comportano alcuna conseguenza per chi ha comprato una nuova auto, grande o piccola, costosa o economica che sia.
Il problema è piuttosto un altro ed è la cosiddetta inversione dell’onere della prova. In pratica spetta a chi ha acquistato un nuovo veicolo dimostrare la correttezza del proprio comportamento fiscale e non agli 007 del fisco la fondatezza dei propri sospetti. In termini pratici significa ad esempio che in caso di vittoria al gioco bisogna conservare le ricevute. O in caso di accantonamento di un tesoretto nel conto corrente di esibire la lista dei movimenti in un arco temporale ampio.
E nel caso di donazione da parte di un familiare? La situazione è più complessa e per non correre alcun rischio è preferibile ricevere la somma con un bonifico ovvero con uno strumento tracciato e non farsi consegnare denaro a mano.
NON SOLO ACQUISTO AUTO NUOVA: GLI ALTRI CONTROLLI FISCALI
Abbiamo insomma capito che i controlli fiscali scattano anche per l’acquisto di un’auto nuova. E che è compito del contribuente dimostrare di avere eventualmente ragione. Per farlo non bastano le parole ma prove documentali. Ci sono però altre spese – sempre riferite all’ambito dei trasporti – tenute sotto osservazione dall’Agenzia delle Entrate per verificare la capacità contributiva. In particolare, l’attenzione è anche su:
- RC auto, incendio e furto (anche per moto, caravan, camper, minicar);
- Bollo (anche per moto, caravan, camper, minicar);
- Pezzi di ricambio dell’auto, olio e lubrificanti;
- Spese di manutenzione e riparazione (anche per moto, caravan, camper, minicar);
- Spese per tram, autobus, taxi e altri trasporti;
- Canone di leasing o noleggio di mezzi di trasporto.
Dal punto di vista tecnico, l’Agenzia delle Entrate viene a conoscenza del comportamento fiscale del contribuente con i controlli incrociati. In particolare consulta i dati presenti nell’Anagrafe tributaria, l’archivio che raccoglie le posizioni fiscali dei cittadini, e quelli del Redditometro, lo strumento utilizzato per verificare la congruità tra reddito e spese.
FAQ – FOMANDE FREQUENTI SUI CONTROLLI FISCALI PER L’ACQUISTO DI UN’AUTO NUOVA
1. Quando scatta l’accertamento fiscale per un’auto?
L’accertamento scatta se l’acquisto o il mantenimento dell’auto indicano una capacità di spesa superiore al reddito dichiarato. Dal 2024, le regole del redditometro prevedono che il controllo si attivi solo se lo scostamento tra reddito presunto e dichiarato supera il 20% e, contemporaneamente, i 70.000 euro. L’Agenzia delle Entrate incrocia i dati del PRA con le dichiarazioni. Se il fisco rileva anomalie, riceverai un questionario per giustificare la provenienza dei soldi usati.
2. Quali vetture sono a rischio controllo del Fisco?
Il fisco monitora principalmente le auto di lusso e le supercar, spesso identificate da potenze superiori ai 185 kW che pagano il superbollo. Sono a rischio anche le auto storiche e d’epoca, poiché il collezionismo e la manutenzione di questi mezzi presuppongono un’alta capacità di spesa. Anche un’utilitaria può attirare controlli se intestata a chi dichiara redditi irrisori o nulli. Infine, le elettriche di fascia alta sono monitorate per il loro elevato prezzo d’acquisto.
3. Acquisto auto nuova, quali controlli può fare il Fisco?
Il Fisco incrocia i dati del PRA con la tua dichiarazione dei redditi tramite il redditometro. I controlli scattano se la spesa per l’acquisto e il mantenimento dell’auto supera di oltre il 20% il reddito dichiarato, con uno scostamento di almeno 70.000 euro. L’Agenzia delle Entrate valuta non solo il prezzo, ma anche i costi di bollo, assicurazione, carburante e manutenzione. Se rilevano anomalie, dovrai dimostrare che i fondi derivano da risparmi, regali documentati o prestiti.
