Scuola guida: posso scaricare le spese sostenute?

È possibile scaricare dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute per il conseguimento della patente attraverso la scuola guida?

16 maggio 2022 - 17:00

Il conseguimento della patente ha un costo che non può essere trascurato. Anche e soprattutto se il rilascio passa attraverso la scuola guida. L’aspirante patentato deve infatti sostenere i costi per la preparazione e lo svolgimento dell’esame teorico. Ma anche quelli relativi alle esercitazioni obbligatorie su strada. Si tratta di spese da mettere in conto anche nel caso in cui il candidato decidesse di non rivolgersi a una scuola guida ma di seguire la cosiddetta strada da privatista. Tuttavia la differenza economica è pronunciata e quindi si pone la legittima domanda sulla possibilità di scaricare dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute. Non tutte, se non altro perché il contribuente può detrarre solo una percentuale della cifra totale. Dal punto di vista fiscale, l’alternativa è ottenere un credito d’imposta sulle spese della scuola guida. Esaminiamo il quadro completo.

POSSO SCARICARE LE SPESE DELLA SCUOLA GUIDA?

Come lascia intendere la denominazione di scuola guida, siamo davanti a un vero e proprio struttura per la formazione. Seppure con finalità differenti presenta similitudini con altri enti di istruzione, pubblici e privati. Nella maggior parte dei casi, il contribuente può beneficiare della detrazione del 19% delle spese sostenute. Più precisamente, lo può fare in sede di dichiarazione dei redditi in relazione a:

– asili nido;

– scuole dell’infanzia, scuole primarie, scuole medie inferiori, scuole medie superiori;

– università;

– master;

– scuole di specializzazione;

– dottorati di ricerca;

– corsi di perfezionamento.

Tuttavia i punti di contatto finiscono qui. Il candidato al conseguimento della patente – o la famiglia che sostiene i costi – non può infatti detrarre le spese. Neanche in piccola parte. Il motivo è molto semplice: la legislazione vigente non fa rientrare i costi per la frequenza di una scuola guida e in generale quelli relativi al rilascio di una patente, tra le spese di istruzione.

SPESE DELLA SCUOLA GUIDA: COME FARE A RECUPERARLI

Assodato come non sia percorribile la strada principale della detrazione delle spese per la scuola guida, ci sono alternative? Quali sono i modi con cui il contribuente può alleggerire l’impatto economico? Una possibilità supplementare esiste, ma occorre verificare caso per caso. Si tratta infatti dell’opzione dell’accesso ai contributi a livello locale che permettono di ammortizzare i costi per i libri di testo e più in generale per il materiale didattico per la preparazione agli esami per il rilascio della patente. Ma si pongono almeno due grandi questioni che rendono questa strada non sempre percorribile. In prima battuta l’ente locale (quasi sempre il Comune) deve effettivamente emanare un bando. Dopodiché gli enti locali non erogano i contributi a pioggia. Lo fanno sulla base di una graduatoria in cui sono premiati i primi classificati. L’elenco viene quindi stilato tenendo conto di alcuni parametri per favorire chi si trova in uno stato di disagio economico. Il principale strumento di riferimento l’Isee. Si tratta dell’Indicatore della situazione economica equivalente che serve appunto per valutare lo stato finanziario dei nuclei familiari che richiedono una prestazione sociale, nazionale o locale.

SCUOLA GUIDA: POSSO RECUPERARE LE SPESE CON IL CREDITO D’IMPOSTA?

Abbiamo accennato alla possibilità di recuperare le spese per la scuola guida con il credito d’imposta. Ma si tratta davvero di una possibilità concreta o, al pari di quanto abbiamo visto prima, non è una opzione praticabile? Ebbene, anche in questo caso, il semaforo è rosso. Il contribuente non può ottenere un credito d’imposta per le spese della scuola guida, sfruttando ad esempio lo school bonus. Quest’ultimo – nonostante sia una prerogativa di persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa – spetta a chi effettua erogazioni in denaro in favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione. L’aspetto critico è proprio questo: è un credito d’imposta per le donazioni in denaro e non per semplici pagamenti, come è appunto quello relativo alla scuola guida. Senza dimenticare che la donazione può essere effettuata solo a favore degli istituti di ogni ordine e grado, pubblici e privati paritari. La conclusione è quindi presto detta: il candidato all’ottenimento della patente non può scaricare i costi sostenuti per la frequentazione della scuola guida.

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