Come guidare senza creare traffico e incidenti con la precedenza

10 maggio 2021 - 10:14

C’e’ un solo, fondamentale motivo, alla base di tutti gli ingorghi del mondo: l’egoismo dell’automobilista. Ogni volta che saliamo in macchina, torniamo bambini: se qualcuno ci ruba la precedenza, ci sentiamo come se ci avessero rubato il giocattolo. Il clacson diventa il nostro pianto e nulla ci toglierà dalla testa la voglia di vendicarci il prima possibile del bambino cattivo che ci ha rubato la precedenza. Il modo migliore per farlo? Rubare la precedenza a qualcun altro, per dispetto, anche se lui non ci ha fatto niente. Moltiplicate questo simpatico comportamento per tutte le auto che circolano in Italia, o per tutte le auto che si mettono in viaggio durante gli esodi estivi, ed ecco creato il famoso caos di tutti giorni! Vale la pena allora dedicare qualche minuto ai consigli su come guidare senza creare traffico e incidenti!

Aggiornamento del 10 maggio 2021 con miglioramento della leggibilità e informazioni più utili ed attuali

COME GUIDARE SENZA CREARE TRAFFICO

La precedenza non e’ un oggetto che ci appartiene, ma solo qualcosa che e’ stato inventato per evitare gli incidenti. Se venendo da una certa direzione avete la precedenza su chi viene da un’altra, non significa che siete più belli, più alti, o più furbi. Semplicemente che, se arrivate all’incrocio insieme a un’altra macchina, voi e l’altro automobilista saprete automaticamente chi deve passare per primo, ed eviterete un incidente. Questo e’ tutto! E anche se sembra scontato è alla base delle regole della circolazione stabilite dal Codice della Strada. Adesso prenderemo ad esempio un caso tipico dove la precedenza spesso diventa sinonimo di arroganza. Ovviamente questo caso sarà puramente indicativo e serve a spiegarvi che spesso per evitare gli incidenti basta davvero poco!

UN ESEMPIO COMUNE SU COME EVITARE INCIDENTI IN AUTOSTRADA

Ci sono generalmente tre situazioni tipo tra le più diffuse, ognuna con delle conseguenze (che ci sono sempre), anche quando si è nella piena consapevolezza di avere la precedenza:

– La prima è il caso peggiore, nonché quello che si verifica molto spesso. Un conducente che si avvicina a una corsia d’immissione pensa “ci sono prima io, non devi passare”, rivolto a un altro che sta per immettersi, e non rallenta. L’altro conducente che arriva pensa “quel bastardo non vuole farmi passare, ma io ci riuscirò ugualmente!”. Il risultato? Nella migliore delle ipotesi, uno scambio di gesti poco galanti e una strombazzata, nella peggiore, un incidente o una discussione che può degenerare fino alla successiva area di sosta!

– La seconda situazione rappresenta una possibile soluzione, anche se non quella ideale: basta che l’automobilista con la precedenza si limiti a rallentare quel tanto che basta a far immettere l’altra auto. L’immissione diverrà pertanto “automatica”, in autostrada come in qualsiasi incrocio stradale dove l’asfalto diventa luogo di sfida ingiustificata.

– Ma la soluzione veramente ideale può essere quella più intelligente: ricordarsi di lasciare spazio sufficiente tra la propria macchina e quella davanti. E’ una regola sempre valida, ma a maggior ragione in prossimità di un incrocio o un’immissione.

GUIDARE CON INTELLIGENZA PER EVITARE TRAFFICO E INCIDENTI

Ricordate inoltre che se a un incrocio incontrate qualcuno che non vi fa immettere, non vendicatevi all’incrocio successivo: a che servirebbe, se non a ricreare la situazione che vi ha infastidito pochi minuti prima?!? Ma non solo, ricordate che l’articolo 145 del Codice della Strada invita categoricamente tutti i conducenti alla massima prudenza quando ci si avvicina a un incrocio stradale al fine di evitare un incidente. La precedenza è sintomo di educazione, ricordatevelo!

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Chiusura A24 ottobre 2021

Chiusura A24 ottobre 2021: quali sono le uscite consigliate

Preventivo assicurazione auto

Preventivo assicurazione auto: le cose fondamentali da controllare

Risarcimento diretto di un sinistro

Risarcimento diretto di un sinistro: quando si applica