Riparazioni in officina, anche queste godono di garanzia

20 settembre 2016 - 14:18

La disciplina della garanzia sui beni di consumo, prevista dal Codice del consumo emanato con Decreto legislativo 206 del 6/9/2005 che ha recepito la Direttiva europea 99/44, si applica anche alle manutenzioni.

SOLO PRIVATI – Va però ricordato che tutte le norme del Codice del consumo sono riservate esclusivamente ai consumatori ovvero “alle persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale”. Tutti coloro invece che, in veste di persone giuridiche (società di qualsiasi tipo o titolari di un’attività imprenditoriale) acquistano beni di consumo con fattura e partita Iva per utilizzarli nella loro attività, restano fuori dalla tutela del Codice di consumo e possono invocare solo le norme previste dal Codice civile agli articoli 1176 e 1490 e seguenti in materia di garanzia commerciale sulla vendita in generale. Il consumatore privato, quindi, è oggi protetto in modo assai efficace, ma deve conoscere e difendere i suoi diritti per contrastare le affermazioni fuorvianti delle Officine, qualche volta francamente vessatorie, e spesso grossolane. È cambiato il contesto dei rapporti tra consumatore e officine, ma molti riparatori continuano ad agire come hanno sempre fatto, esponendosi a rischi economici elevati. La tutela del consumatore in materia di garanzia è affidata all’Autorità del Garante della Concorrenza e del Mercato alla quale chiunque può rivolgersi gratuitamente per un eventuale ricorso.

DUE TIPI DI GARANZIA – In materia di riparazioni bisogna fare una distinzione ai fini della garanzia fra:

Riparazioni effettuate con impiego di sola manodopera e senza utilizzo di pezzi di ricambio: il riparatore che si limita all’intervento di sola manodopera oppure impiega ricambi forniti direttamente dal proprietario dell’auto, non è soggetto all’obbligo di fornire la garanzia prevista dal Codice del consumo poiché non vende alcun bene. Semplicemente è responsabile della qualità della prestazione d’opera in base alle norme generali del Codice civile. Riteniamo utile ricordare che in caso di danneggiamenti dovuti all’impiego di ricambi forniti dal cliente che dopo il montaggio si rivelano difettosi, al riparatore non può essere addebitata alcuna responsabilità degli eventuali danni. Sarà pertanto opportuno prima del montaggio dichiaralo esplicitamente al cliente, magari per iscritto.

Riparazioni con fornitura di pezzi di ricambio: in questo si prefigura una vendita di ricambi montati soggetta alla garanzia biennale del Codice di consumo nei confronti di consumatori privati e pertanto il riparatore dovrà risponderne sia nell’eventualità di un ricambio difettoso sia in quello in cui il pezzo idoneo è stato installato erroneamente. In quest’ultimo caso si dovrà procedere a una nuova installazione. In nessun caso il cliente è tenuto al pagamento di manodopera per la ripetizione della riparazione per difettosità del pezzo di ricambio. Nel caso di riparazioni effettuate con impiego di pezzi di ricambi rigenerati, valgono le stesse norme di garanzia previste per i ricambi nuovi. Se i ricambi sono usati con il consenso del proprietario dell’auto, è possibile ridurre la garanzia a un anno. In tutti i casi il diritto alla garanzia del Codice di Consumo è irrinunciabile e qualsiasi accordo fra officina e cliente in deroga non ha valore giuridico.

Per ulteriori informazioni vai alla nostra sezione sulla Garanzia auto Nuova o Usata

LA GARANZIA NELLE OFFICINE AUTORIZZATE – In caso di acquisto di auto nuova l’eliminazione dei difetti durante il biennio di garanzia legale è compito del concessionario o comunque del venditore. Per prassi, il Consumatore può rivolgersi ad un’Officina autorizzata della rete della Casa, che però quando opera in garanzia rappresenta il Venditore, non la Casa. E’ però bene sapere che l’Officina è autorizzata ad intervenire nell’ambito del contratto tra la Casa ed il Concessionario e sarà pertanto rimborsata dalla Casa. Nella eliminazione del difetto le linee guida della Casa prescrivono di cercare di operare secondo il principio del minimo costo rimandando possibilmente alla manutenzione ordinaria, pagata dal Cliente, eventuali interventi di prevenzione.

OCCHIO AI DOCUMENTI – L’Officina autorizzata deve accertare con attenzione la correttezza formale dei documenti relativi al diritto alla Garanzia, perché se la casa non la dovesse riconoscere, sarà compito dell’Officina farsi rimborsare dal Cliente per interventi in garanzia non dovuti e spiegarne le ragioni, con tutte le difficoltà del caso. Per questo le officine autorizzate procedono con molta cautela  e verificano sempre se i tagliandi di manutenzione periodica sono sati eseguiti e la loro regolarità di esecuzione. Infatti un tagliando eseguito fuori rete ufficiale da officina indipendente senza le prescritte regole può essere causa di rifiuto di garanzia. Su questo argomento è bene consultare le norme al riguardo previste dal Regolamento (UE) 461/2010.  A scanso di equivoci, in mancanza di indicazioni chiare dalla Casa, l’Officina potrà rifiutare l’intervento in garanzia solo quando:

  • I tagliandi di manutenzione non risultino effettuati alla scadenza
  • I tagliandi di manutenzione risultino effettuati, ma da parte di Officine non della Rete senza la dovuta perizia con conseguenze sul funzionamento del veicolo. Nel caso in cui la garanzia venga legittimamente rifiutata per responsabilità dell’Officina indipendente, sarà possibile rivalersi su di lui in virtù delle norme del Codice del consumo in materia di riparazioni (vedi la relativa sezione)
  • Il certificato di Garanzia non sia timbrato da un concessionario, oppure manchi del tutto (tipico delle auto di importazione illegale). In tal caso ci si dovrà rivalere sul venditore perché il rifiuto dell’Officina autorizzata è corretto. La diffusa convinzione che la garanzia sia un obbligo della Casa a prescindere dal modo e da chi la vettura è stata venduta è priva di validità giuridica. La Garanzia piuttosto è univocamente responsabilità del Venditore, che potrà avvalersi della rete di Officine della Casa, unicamente in funzione del rapporto contrattuale tra il Venditore e la Casa. Altrimenti ne risponde in proprio. Anche in questo caso la tutela del consumatore è affidata all’Autorità del Garante della Concorrenza e del Mercato.

DURATA GARANZIA SUGLI INTERVENTI – Una volta effettuato l’intervento in garanzia ogni responsabilità del Venditore in materia decade al termine della garanzia biennale e nulla più è dovuto all’acquirente. Pertanto se viene cambiato in garanzia l’alzacristalli al 18° mese, e lo stesso alzacristalli dovesse ripresentare nuovamente anomalie di funzionamento al 26° mese dall’acquisto del veicolo, la nuova riparazione sarà a carico dell’acquirente per scaduti termini di garanzia.

GARANZIA RESIDUA – Sbaglia chi crede che un pezzo sostituito in garanzia abbia diritto a un nuovo periodo di garanzia biennale. Qualunque ricambio sostituito gratuitamente nel periodo di garanzia è gravato di garanzia residua, in altre parole sino al termine della garanzia biennale dell’intero veicolo. L’unico tentativo possibile nel caso dell’alzacristalli ipotizzato è cercare di dimostrare che la riparazione è stata compiuta in modo inadeguato al solo scopo di arrivare al termine della garanzia principale. Ricordarsi però che dalla scadenza dei due anni si ha diritto a due mesi per effettuare i reclami. In pratica i mesi di garanzia sono 26.

FARSI RILASCIARE RICEVUTA – Esigere la fattura a costo zero di tutti gli interventi in garanzia con il dettaglio degli interventi e dei materiali impiegati è buona regola e rende possibile la denuncia dell’Officina autorizzata o del Concessionario all’Autorità garante del mercato e della concorrenza per comportamento sleale. Magari non verrà niente in tasca, ma l’Officina potrebbe incorrere in una severa sanzione economica, oltre alla pubblicità negativa connessa al caso.

LA GARANZIA DELLE OFFICINE INDIPENDENTI – Il diritto, di affidare la manutenzione ordinaria a un’Officina di propria fiducia, anche non appartenente alla rete ufficiale della Casa costruttrice, senza far decadere il diritto alla garanzia in caso di difetti è stato sancito per la prima volta dal Regolamento 1400/2002 CE e rafforzato alla scadenza dal Regolamento (UE) 461/2010. Nel rivolgersi alle officine indipendenti è’ necessario però osservare alcune regole stabilite dalla Commissione europea che riteniamo opportuno riepilogare:

  • Il tagliando deve essere eseguito secondo le prescrizioni della casa, indicate nelle informazioni tecniche disponibili a tutti gli operatori del settore, ma pagamento.
  • Dovrà essere accertato l’Impiego di ricambi almeno di “qualità equivalente all’originale” secondo quanto disposto dal Regolamento 461/2010
  • Il lubrificante dovrà essere della qualità prescritta. Non è sufficiente il solo rispetto della sola gradazione termica, ma la specifica qualità del lubrificante
  • Si deve verificare l’esistenza o meno di richiami ufficiali sulla vettura sulla quale s’intende intervenire
  • E’ necessario effettuare il controllo della presenza di codici di errore della diagnostica di bordo e tenerne conto magari chiedendo l’assistenza della rete ufficiale.

I richiami ufficiali sono pubblici, sin dal maggio 2000, in virtù di un Decreto Dirigenziale del Ministero dei Trasporti. L’Officina indipendente pertanto non può addurre alcuna scusa se trascura questo aspetto, assai critico ai fini della sicurezza del veicolo. Qualora durante la manutenzione ordinaria emerga un problema che richiede necessariamente l’intervento di un’Officina autorizzata (esecuzione di un richiamo o riparazione in garanzia) il cliente dovrà essere informato preventivamente allo scopo di provvedere a sua cura perché titolare del diritto di garanzia.

LA GARANZIA DI CONFORMITA’ – Al momento dell’accettazione dell’auto assicurarsi che venga inserita la frase “manutenzione ordinaria prevista al KM _______ od entro il _________  secondo quanto previsto dal Regolamento Monti e confermato nel regolamento 461/2010.

DETTAGLIO DEI LAVORI – Alla riconsegna del veicolo, l’Officina deve rilasciare una regolare ricevuta fiscale, la documentazione dei lavori effettuati con la dichiarazione relativa alla qualità dei ricambi utilizzati e la copia della scheda di accettazione firmata dall’Officina e dal cliente. In tal modo si renderà esplicito il contratto tra le parti finalizzato allo scopo di non perdere il diritto alla garanzia in seguito alla manutenzione da parte dell’officina indipendente, per quanto la sola ricevuta fiscale con il dettaglio dei lavori eseguiti potrebbe essere già sufficiente. Se il Venditore, la Casa o l’Officina autorizzata in qualunque momento vi dovessero negare lecitamente la garanzia, a causa del non perfetto lavoro effettuato dall’officina indipendente,  il cliente avrà il diritto di richiedere all’officina indipendente che si faccia carico del problema, a sua cura e spese, in quanto responsabile di un difetto di conformità contrattuale risultante dalla documentazione di cui sopra. Qualunque rifiuto di garanzia da parte della rete ufficiale deve comunque essere motivato per iscritto. Solo così il cliente potrà agire a sua tutela contro chi ha effettuato l’intervento di manutenzione ignorando le disposizioni della Casa costruttrice e comunque non  a regola d’arte.

NON CONFONDIAMOCI – Attenzione a non confondere manutenzione ordinaria a pagamento e interventi in garanzia. Premesso che la manutenzione ordinaria anche nel periodo di garanzia è sempre a pagamento,  per richiederla ci si può  rivolgere sia alla rete autorizzata della casa sia a qualunque altra officina. In entrambi i casi il lavoro e i materiali di consumo impiegati (in quanto a pagamento) sono soggetti a regolare garanzia che sarà quella del Codice civile per la manodopera e quella del Codice di consumo per i ricambi.

GARANZIA DI DUE ANNI – Sui ricambi la garanzia sarà pertanto biennale. Se invece durante le operazioni di manutenzione presso un’officina autorizzata si dovessero riscontrare anomalie dovute a un problema di garanzia relativo al funzionamento del veicolo il ricambio sostituito gratuitamente sarà soggetto a garanzia residuale totale del veicolo ovvero scadrà con la cessazione stessa indipendentemente dalla data della sua sostituzione. In altre parole se acquisto una batteria scarica per mia incuria, la garanzia è di 24 mesi, se invece un’officina autorizzata mi sostituisce in garanzia una batteria perché riscontrata difettosa la garanzia terminerà contemporaneamente alla fine della garanzia del veicolo, anche se sostituita un mese o pochi giorni prima di tale data. Il materiale di consumo come le pastiglie freno sono soggette alla garanzia di 24 mesi solo per difettosità di materiale e non per eccessivo consumo.

GIUSTIFICAZIONI CLASSICHE – Se vi sono state cambiate a scadenza ravvicinata adducendo come motivo il modo di guida sarà molto difficile provare il contrario e consigliamo di pagare. Ci si potrà difendere solamente se è stato fornito il ricambio originale, perché le specifiche della Casa indicano la durata attesa del ricambio (naturalmente in condizioni “normali” d’uso). Diverso il caso di pastiglie rumorose o che danneggiano i dischi perché troppo dure. In questi casi anche se non consumate le pastiglie vanno cambiate in garanzia unitamente ai dischi se sono stati danneggiati a causa della qualità del materiale di attrito. In caso di rifiuto della garanzia anche su queste basi, non mollare mai perché il cliente ha diritto a una piena e soddisfacente giustificazione a prova delle argomentazioni avverse addotte. Ad ogni modo non è sufficiente la semplice affermazione del responsabile dell’officina autorizzata.

GARANZIA ESTESA – In caso di acquisto di un veicolo con garanzia estesa (tre o più anni), è necessario fare attenzione alle condizioni previste dal contratto. Se il contratto di acquisto dell’auto prevede un determinato numero di anni di garanzia senza ulteriori precisazioni (ad es. 3 o 4 o più anni)  si tratta di una garanzia “estesa” cioè il venditore, appoggiato dalla Casa, estende tutte le obbligazioni a proprio carico previste dalla garanzia di 24 mesi di legge al numero di anni indicati nel contratto. Di conseguenza il regolamento EU 416/2010 si estenderà al numero di anni sottoscritto dalle parti. Se invece il contratto di acquisto subordina la garanzia alla manutenzione presso la rete della Casa, si limitano i diritti dell’acquirente  e in caso di contestazione ci si può rivolgere all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per infrazione all’art. 101 del Trattato comunitario (pratiche commerciali scorrette).

L’ESTENSIONE DELLA GARANZIA – Se il contratto di acquisto del veicolo prevede solo la garanzia legale di due anni e l’estensione agli anni successivi viene stipulata con un contratto separato sottoscritto contestualmente all’acquisto del veicolo o in un tempo successivo, siamo in presenza di accordo diverso dalla garanzia legale e pertanto può includere lecitamente l’obbligo della manutenzione presso la rete della Casa.

SI PERDONO I DIRITTI – In questo caso non si può avvalere del regolamento europeo EU 416/2010 e si dovrà rispettare l’obbligo di far eseguire la manutenzione ordinaria presso le Officine della rete alle loro tariffe e alle loro condizioni.  Si tratta infatti quasi sempre di contratti di tipo assicurativo in cui l’obbligo alla prestazione della garanzia è sottoscritto da un ente terzo (compagnia di assicurazione o simile) a cui la Casa ha affidato l’intera gestione del servizio, senza assumerne responsabilità trascorsi  i due anni di garanzia di legge.

OCCHIO AI RISCHI – I rischi in questi casi sono dietro l’angolo perché anche se nel contratto di garanzia esteso (con atto separato) il gestore del Servizio specificherà che l’impianto di scarico è coperto da assicurazione in qualche caso come nella marmitta, potrebbe essere facilmente obbiettato dopo 2 anni di utilizzo che si tratta di un caso di usura piuttosto che difetto con conseguente rifiuto di garanzia rifiutata.

POTETE IMPUGNARLI – Questo tipo di contratti sono basati su pubblicità ingannevole, e in caso di contestazione è possibile impugnarli davanti alla Commissione del Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), con o senza il supporto di un’associazione di consumatori. In conclusione il consiglio di stare in guardia è d’obbligo. Se il venditore o la casa costruttrice vi offre la garanzia estesa con contratto separato accettatela solo se gratuita e comunque non senza prima aver valutato le conseguenze.  In caso di richiesta di pagamento il consiglio è di evitare, salvo diversa valutazione per motivi personali. Nessun problema per l’estensione della garanzia espressamente compresa nel contratto di acquisto della vettura.

MODIFICHE AFTERMARKET – L’installazione di accessori o dispositivi di qualunque tipo dopo l’acquisto della vettura ha un conseguenze significative sulla Garanzia. Un impianto a gas, un dispositivo antifurto, ma anche un impianto HI FI, sono “invasivi”, nel montaggio richiedono cioè una complessa integrazione con gli impianti della vettura e quindi possono variare sostanzialmente la conformità del veicolo rispetto a quella originale depositata presso il Ministero dei Trasporti. Il problema è aggravato dall’approccio artigianale, basato sull’esperienza dell’installatore piuttosto che su una rigorosa documentazione tecnica prevista per il montaggio su uno specifico veicolo.

IL COLLAUDO? – Inoltre non sono previste norme di collaudo per verificare la funzionalità a fine montaggio. Infatti il collaudo della Motorizzazione Civile prescritto per gli impianti a Gas riguarda esclusivamente l’accertamento del rispetto delle normative di sicurezza e non della corretta funzionalità dell’impianto. Se per l’installazione ci si rivolge a Officina diversa dal Concessionario,  lo si solleva da ogni obbligo di garanzia sul veicolo, indipendentemente dalla relazione tra l’impianto e l’eventuale guasto perché a causa  dell’installazione, il veicolo è diverso da quello venduto. E’ pertanto consigliabile informare per iscritto il Concessionario dell’intenzione di installare installazione un determinato impianto, specificando:

  • Il tipo d’impianto
  • La marca, modello, versione e quant’altro necessario per la identificazione tecnica dell’impianto
  • L’officina alla quale si intende rivolgere per l’installazione.

SILENZIO ASSENSO – Nella richiesta è consigliabile specificate che in caso di mancata risposta entro 10 giorni dalla ricezione (preferibile una raccomandata AR anticipata via Fax), l’installazione si intenderà approvata dal Concessionario nella sua qualità di venditore responsabile della garanzia, senza conseguenze. Soluzione alternativa meno rischiosa dal punto di vista della protezione dei diritti di garanzia è quella di incaricare dell’installazione dell’impianto il concessionario (o un’officina da lui indicata) comparando preventivamente i costi richiesti con quelli di mercato. Chiunque  installa l’impianto è tenuto alla garanzia legale per 24 mesi che comprende i difetti di funzionamento nonché le conseguenze di eventuali difetti dovuti al montaggio dell’impianto su altre parti del veicolo. Quindi se un difetto su qualsiasi parte della vettura verrà attribuito all’imperfetto montaggio dell’impianto a gas dovrà essere eliminato a cura e spese dell’installatore dell’impianto e non coperto dalla garanzia del veicolo.

LE RIPARAZIONI IN GARANZIA – Può capitare di essere vittima di in un incidente al volante della propria vettura e di essere rimborsati dalla Compagnia di assicurazione  della controparte ritenuto responsabile dei danni per il suo comportamento scorretto. In questi casi si porta l’auto in carrozzeria e si pensa che tutto sia finito.

LA GARANZIA DECADE – Al primo guasto che rientrerebbe  nella garanzia legale, potrebbe essere obbiettato dalla rete del costruttore che la garanzia è decaduta a causa di riparazione (si badi non manutenzione) effettuata da  officina non autorizzata dalla Casa. In questo caso il rifiuto sarebbe corretto perché il Regolamento EU 461/2010 prevede la liberalizzazione della manutenzione, per evitarne il monopolio durante il periodo di garanzia. La riparazione è cosa molto più complessa e richiede un diverso livello di conoscenza. E’ corretto pertanto che chi risponde della garanzia sull’intero veicolo, sia certo dell’abilità di chi effettua le riparazione, per evitare di doversi far carico di difetti non dovuti attribuibili a imperizia del riparatore.

MEGLIO AVVISARE – Buona regola pertanto sarebbe che, durante il periodo di garanzia di qualunque tipo (legale, estesa, convenzionale per l’usato, ecc.), ci si coordini con il responsabile della garanzia (di norma il venditore), per evitare qualsiasi problema. Anche in casi di riparazioni di carrozzeria per ripristino dopo un incidente.

IMPIANTI AFTERMARKET A GARANZIA SCADUTA – La garanzia dell’usato è un argomento complesso. Il Venditore ne risponde solo della conformità del veicolo rispetto alle condizioni in cui il veicolo si trovava al momento della vendita. I “guasti” dovuti al “normale” uso del veicolo sono a carico dell’acquirente. In tema di manutenzione e rapporti con le officine, compresa la installazione di impianti retrofit (aftermarket), valgono però esattamente le stesse considerazioni fatte per il nuovo. In sostanza gli obblighi di garanzia del Venditore sono definiti, ma implicano altrettanto definiti obblighi dell’acquirente alla corretta manutenzione del veicolo, secondo le prescrizioni della Casa.

Se al momento dell’acquisto il Venditore consegna un libretto di garanzia con i relativi tagliandi di manutenzione, il contenuto del libretto è una “garanzia convenzionale ulteriore”, cioè un’estensione ed un’integrazione della garanzia legale. In caso di guasto comincia una complessa relazione a tre tra lìacquirente, l’officina ed il Gestore, incaricato dal Venditore della Gestione del vostro reclamo. Altre informazioni nella sezione gestione della Garanzia Convenzionale Ulteriore (GCU).

MANUTENZIONE POST GARANZIA – Analizziamo il  rapporto tra cliente  e officina. Alla base del rapporto con l’officina di riparazione è riscontrabile un accordo informale in base al quale gli viene affidato l’incarico di controllare la vettura dandogli le indicazioni del caso. Al termine del lavoro il riparatore avrà diritto a un compenso rapportato all’importanza dei lavori eseguiti a suo giudizio. È sempre stato così e proprio per questo motivo è sempre stato difficile contestare l’operato dell’officina.

Oggi si è finalmente a condizione che il consumatore prenda coscienza dei propri diritti.  Al momento dell’accettazione del veicolo si stabilisce tacitamente quello che la legge definisce contratto d’opera. La garanzia legale sancita dal Codice del consumo, copre il rischio nel caso che il lavoro non venga eseguito in conformità del contratto. Pertanto è consigliabile evitare di fare richieste generiche del tipo “date un’occhiata” perché espone a grossi rischi di amare sorprese. Non si potrà opporre contestazioni per non essersi accorto di un guasto successivo che vi ha poi lasciato per strada. Un’occhiata avete chiesto, ed un’occhiata avete avuto, ed il lavoro è quindi conforme al contratto. Allo stesso modo, se l’incarico al meccanico nel tentativo di contenere i costi, è quello di “fare il minimo indispensabile”, oppure di “risparmiare” vi mettete nel sacco da soli, soprattutto se si ha a che fare con chi della legge ha capito solo quello che gli fa comodo.

Si tenga presente che se il difetto è conseguente ad una precisa istruzione del cliente, ogni eventuale rogna successiva non sarà un difetto di conformità, e non potrete reclamare alcunché perché il riparatore ha assolto il suo compito contrattuale. Lo stesso vale per le riparazioni di carrozzeria. Si badi però che anche se il Carrozziere verrà pagato dall’assicurazione (indennizzo diretto), egli resterà comunque responsabile verso di voi della conformità del lavoro effettuato anche se per la carrozzeria il concetto di conformità è particolarmente difficile da stabilire, a causa delle molteplici tecniche di riparazione adottabili. In sostanza il Carrozziere è molto più esposto al rischio di “comportamento sleale”, perché l’omissione di precise informazioni al consumatore sulle modalità di effettuazione della riparazione unitamente al prezzo della medesima, apre la porta al contenzioso, specialmente quando paga l’assicurazione. Per gestire i diritti alla conformità del cliente il carrozziere deve dettagliare come intende procedere. Ad esempio, se il danno riguarda un parafango:

Riparazione o Sostituzione?

Se riparazione:

– Materiale di riempimento (stucco)?
– Recupero della forma originale (battilastra e finitura superficiale)

Se sostituzione:

– Parte nuova originale
– Parte di qualità equivalente
– Parti di recupero da rottamai
– Finitura superficiale pre-verniciata
– Verniciatura
– Tipo di vernice
– Processo (quanti strati, spessore)
– Essiccazione

Queste informazioni consentiranno di valutare successivamente se la riparazione è conforme al contratto o meno, soprattutto se emergessero difetti di gradazione di colore, disallineamento dei lamierati, ecc. Quindi, pretendere che siano riportato nel preventivo, le informazioni su come verrà eseguirà il lavoro e all’accettazione far riportare nella scheda i riferimenti del preventivo (numero e data). In caso di indennizzo diretto si può fare a meno della parte economica ma non del resto.

In sostanza:

a) Esigere che l’officina registri la vostra richiesta in un modulo numerato di accettazione, dopo aver concordato il dettaglio della riparazione.
b) Evitare di farsi tentare da risparmi apparenti. Se il meccanico vi propone un lubrificante generico tener presente che oggi non è vero che un olio vale l’altro.

LAVORO CONFORME – A scanso di equivoci, e per gestire qualsiasi problema dopo il lavoro, accertarsi che sia chiaramente specificato che il lavoro sia conforme alle prescrizioni della Casa e che sia specificata la qualità dei ricambi impiegati. Non significa che devono essere impiegati solo ricambi della Casa ma che il meccanico si assume la responsabilità legale della conformità alle prescrizioni della Casa di ciò che fornisce o esegue. Di fronte a proposte diverse richiedere la sottoscrizione della garanzia che il risultato sarà lo stesso che si sarebbe avuto con ricambi della Casa od originale. Farsi anche mettere per iscritto che l’Officina dispone delle informazioni tecniche e delle attrezzature necessarie per la esecuzione del lavoro. La garanzia legale sulla riparazione ha inizio dalla data di emissione della ricevuta fiscale ma solo per i Consumatori e non per le figure giuridiche. In questo caso è bene seguire tutte le avvertenze di questo vademecum, ma non sarà possibile richiedere la garanzia legale ma solo quanto previsto dal codice civile a proposito del vizio occulto. Solo la qualità e l’accuratezza della fase di accettazione e la controfirma della stessa è indice sicuro di aver di fronte un riparatore a basso richio di “sorprese” a lavoro eseguito.

RECLAMO E ONERE DELLA PROVA – In caso di malfunzionamento o comunque di difetti dopo la riparazione l’onere della prova è semprea carico dell’Officina. Per la contestazione portare il veicolo in Officina, descrivere accuratamente il difetto e le circostanze in cui si manifesta e sporgere  reclamo di conformità. Per la contestazione la legge prevede 60 giorni dalla scoperta del difetto. Evitare di far sistemare da altri il difetto per poi presentarsi con una fattura per ottenere il  rimborso.

ELIMINARE IL DIFETTO – L’Officina, proprio perché ha il dovere di gestire il vostro reclamo, ha il diritto di esaminare il difetto; se gli viene negato, non sarà più possibile poi pretendere garanzia alcuna. Alcune reti (come Bosch) cominciano ad offrire una garanzia di “rete”, il che vi permette almeno di rivolgervi ad un’altra Officina della stessa rete, che potrà provvedere alla sistemazione del vostro problema. Se non avete la possibilità di reclamare al garanzia di rete e siete lontani dalla vostra officina, contattatela per avere istruzioni.

MANDATEGLI UN FAX – Se vi risponde di arrangiarsi, scrivetegli un fax che dica “prendo atto della sua posizione e procedo alla riparazione, riservandomi di chiedervi il rimborso della spesa da me sostenuta”; dopo di che preoccupatevi che la nuova Officina a cui vi siete affidati, descriva accuratamente la diagnosi del difetto, dimostrando che la causa è riconducibile al lavoro effettuato, consegnandovi la documentazione completa e analitica del lavoro eseguito e dei componenti sostituiti. Potrete così aver diritto al rimborso a presentazione dei documenti descritti e della relativa fattura quietanzata. Se vi siete avvalsi del Regolamento Europeo EU 416/2010 durante la garanzia, potreste avere problemi per eventuali interventi “in correntezza”, cioè interventi per cui la Casa dispone una partecipazione, totale o parziale, ai costi di riparazione per difetti emersi dopo il termine della Garanzia, ma riconosciuti come riconducibili a difetti di produzione. Sono gli interventi discrezionali, non dovuti. Può accadere che vengano esclusi i veicoli con impianti retrofit (aftermarket),o riparazioni di carrozzeria fuori rete.

I RICHIAMI UFFICIALI DELLE CASE – Nel momento in cui il costruttore accerta un difetto anche solo con probabili conseguenze su un lotto di vetture prodotte in un certo arco di tempo e anche in epoca antecedente il periodo della decadenza della garanzia biennale, ha l’obbligo di intervenire per salvaguardare la sicurezza di tutti i veicoli a rischio appartenenti a quel particolare lotto attraverso la propria rete di assistenza. Dal 2000 tali richiami sono pubblici (bollettino richiami), in virtù di un decreto del Ministero dei Trasporti ma lo sarebbero anche in virtù delle norme sulla sicurezza dei prodotti emanate successivamente attraverso il Codice del Consumo.

CARTOLINA OBBLIGATORIA – La Casa è tenuta a inviare per posta ordinaria una semplice cartolina di notifica agli acquirenti dei veicoli interessati alla campagna di bonifica, invitandoli a recarsi quanto prima presso un’officina della autorizzata. Non è obbligatorio specificare nel testo il motivo del richiamo. Il richiamo, una volta emesso non ha limiti di tempo o scadenza. Un richiamo è indice di serietà della Casa, e va considerato con rispetto e ‘attenzione.

Chiunque, consultando il bollettino dei richiami, dovesse riscontrare anche solo il sospetto che il proprio veicolo potrebbe rientrare in una campagna di richiamo della casa produttrice, deve rivolgersi alla rete di assistenza ufficiale, anche se non ha ricevuto alcuna notifica. L’officina è sempre tenuta a provvedere a verificare sul sistema informativo della casa:

  • Se l’intervento di richiamo segnalato dal cliente è previsto e se la vettura rientra o no in quelle da bonificare
  • Se pur regolarmente eseguito la bonifica non è stata trascritta sul libretto dei tagliandi dall’officina autorizzata che vi ha provveduto
  • Se l’intervento non è stato compiuto per qualsiasi motivo. In questo caso provvederà all’effettuazione dell’intervento delle operazioni previste gratuitamente, anche se il richiamo risale a tempo addietro.

DIFETTO DI CONFORMITA’ – Un problema attribuibile a un richiamo non eseguito pur avendo fatto successivamente alla data del richiamo uno o più operazioni di manutenzione ordinaria o riparazione (in garanzia o a pagamento), dà diritto a reclamare un difetto di conformità con risarcimento totale dei danni nei confronti dell’Officina sia autorizzata che indipendente che è intervenuta senza controllare se la vettura era o meno da soggetta a richiamo. Essendo pubblici i richiami, la loro verifica rientra nella normale diligenza dell’Officina perché ritenuta dal Codice di consumo professionista del settore. Obbligo pertanto anche per le officine indipendenti tenute a controllare preventivamente sul bollettino dei richiami se il veicolo sul quale si intende operare (per qualsiasi necessità) è soggetto a richiamo. In questo caso deve astenersi da intervenire e indirizzare il cliente presso la rete ufficiale per la modifica gratuita secondo le modalità previste dalla casa. Solo successivamente potrà procedere alla manutenzione o alla riparazione; indipendentemente se il veicolo abbia o meno la garanzia scaduta.

LE RIPARAZIONI NON PREVISTE – Al ritiro del veicolo è facile riscontrare in fattura lavori eseguiti perché giudicati necessari ma non richiesti o non illustrati preventivamente al cliente. Se è stata rilasciata al cliente una copia della scheda di accettazione, i lavori non previsti possono essere contestati. Nel caso in cui l’officina dovesse insistere e richiedere il pagamento intero del lavoro eseguito è possibile presentare un esposto all’autorità garante del mercato e della concorrenza (www.agcm.it) per comportamento sleale dell’officina ai sensi del Codice del Consumo. Il rimborso non è assicurato perché l’Antitrust non ha poteri limitati in tal senso, ma l’officina incorrerà con certezza in una sanzione assai pesante.

Il codice del Consumo prevede che se l’officina nel corso dei lavori dovesse trovarsi nella necessità di dover eseguire lavori non previsti ha l’obbligo di informare il cliente preventivamente ottenendone autorizzazione a procedere, meglio per entrambe le parti se scritta.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Seconda auto in famiglia: requisiti dell’assicurazione

RC auto: i siti truffa segnalati dall’Ivass nel 2019

Assicurazione patente: come funziona la garanzia accessoria