patente da privatista

Come fare l’esame di guida per la patente da privatista

A beneficio di chi vuole risparmiare sui costi delle autoscuole spieghiamo come fare l'esame di guida per la patente da privatista, con documenti, costi e procedure

25 maggio 2020 - 17:54

I corsi di scuola guida nelle autoscuole costano un occhio della testa e di conseguenza fare l’esame per la patente da privatista può essere una buona idea per abbattere le spese. Tuttavia occorre considerare che senza il supporto di un’autoscuola si devono gestire in totale autonomia tutte le pratiche burocratiche per il conseguimento del documento di guida, e soprattutto bisogna prepararsi da soli per superare sia l’esame di teoria che di pratica, cosa niente affatto semplice senza un insegnante e un istruttore di riferimento. Insomma gli aspetti da valutare sono tanti, comunque prendere la patente B da privatista è forse solo più complicato ma non impossibile, vediamo la procedura da seguire.

ESAMI PER LA PATENTE DA PRIVATISTA: DOCUMENTI E COSTI

Chi sceglie di sostenere l’esame per la patente da privatista deve prima di tutto recarsi agli uffici della Motorizzazione Civile per iscriversi alla prova di teoria e poi a quella di pratica. Precisiamo che in questa sede ci riferiamo esclusivamente alla patente B per guidare le comuni autovetture. I documenti da esibire e i costi necessari sono i seguenti:

– domanda su modulo TT2112 (scarica qui) compilato e firmato;
– documento di identità in corso di validità;
– 2 foto recenti in formato tessera;
certificato medico di idoneità psicofisica in bollo da 16,00 euro rilasciato da medico autorizzato in data non anteriore a tre mesi antecedenti alla presentazione dell’istanza;
– attestazione del versamento di 26,40 euro sul bollettino postale prestampato 9001;
– attestazione del versamento di 16,00 euro sul bollettino postale prestampato 4028.

Dopo aver presentato la domanda si può subito prenotare la data per l’esame di teoria con i classici 40 quiz, che dev’essere improrogabilmente sostenuto entro 6 mesi. In caso di bocciatura (5 o più errori al quiz) l’esame si può rifare dopo un mese. Ma nell’ipotesi di nuova bocciatura bisogna ricominciare l’iter daccapo, costi compresi.

ESAME DI GUIDA PER LA PATENTE DA PRIVATISTA: PROCEDURA

Una volta superato l’esame di teoria la Motorizzazione rilascia un permesso per esercitarsi alla guida, il cosiddetto foglio rosa, con validità di 6 mesi. Che è appunto il tempo a disposizione del candidato per superare anche la prova pratica (non prima però di un mese dal superamento della prova di teoria). L’esame di guida dev’essere prenotato negli uffici della Motorizzazione, non oltre il decimo giorno precedente la data della prova, allegando:
attestato di frequenza rilasciato da un’autoscuola che dimostri la partecipazione ad almeno 6 ore di esercitazioni obbligatorie di guida con un istruttore professionista e abilitato. Le esercitazioni devono obbligatoriamente prevedere la guida notturna, la guida su autostrada e la guida su strade urbane di scorrimento o extraurbane secondarie;
– attestazione del versamento di 16,00 euro sul bollettino postale prestampato 4028.

PROVA PRATICA PER LA PATENTE: COME SI SVOLGE

La prova pratica di guida si svolge presso la sede dell’ufficio della Motorizzazione competente e dura non meno di 25 minuti. Il candidato privatista deve sostenere la prova di verifica a bordo di un’automobile dotata di doppi comandi almeno per la frizione e il freno, di proprietà di un’autoscuola o locata da società di noleggio senza conducente. Ricordiamo che nel limite della validità del foglio rosa (6 mesi) l’esame di guida si può ripetere per una volta soltanto. Dopodiché, se l’esame non risulta ancora superato, è consentito richiedere il riporto dell’esito positivo dell’esame di teoria su una nuova pratica di conseguimento della patente di guida, ma solo per una volta. Se neppure nel secondo arco di validità del foglio rosa si riesce a superare la prova pratica (due possibilità), il candidato dovrà ripetere pure la prova di teoria.

INFO SULLE ESERCITAZIONI ALLA GUIDA IN VISTA DELL’ESAME DI PRATICA

Ovviamente nell’attesa di sostenere l’esame pratico il candidato può, anzi DEVE esercitarsi privatamente guidando con il foglio rosa (e il contrassegno recante la lettera P che va posto sia davanti che dietro al veicolo) avendo accanto un accompagnatore di età non superiore a 65 anni e munito di patente da almeno dieci (qui i nostri consigli a padri e figli sulle esercitazioni alla guida in famiglia). Anche i minorenni che hanno compiuto 17 anni e che sono titolari di patente A1 o B1 possono, ai fini dell’esercitazione, guidare autoveicoli di massa non superiore a 3,5 t e nel rispetto dei limiti di potenza previsti per i neopatentati. Non prima però di aver effettuato dieci ore di corso pratico di guida presso un’autoscuola e sempre a fianco di un accompagnatore di non oltre 60 anni e titolare di patente B o superiore da almeno dieci.

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