Quantificazione dei danni materiali in un sinistro stradale

Quantificazione dei danni materiali in un sinistro stradale

Come si procede alla quantificazione dei danni materiali in un sinistro stradale? Dipende molto dalla condizione in cui si trova la vettura

12 novembre 2019 - 21:32

Dopo un incidente stradale inizia di solito la ‘conta dei danni’ per quantificare le conseguenze del sinistro e procedere alla richiesta di risarcimento. I danni possono essere materiali (alle cose) o fisici (alle persone), dove per ‘cose’ si intendono non soltanto i veicoli coinvolti ma qualsiasi oggetto o bene di valore danneggiato a causa della collisione tra i mezzi. L’esatta quantificazione dei danni materiali in un sinistro stradale risulta dunque fondamentale per ottenere il giusto rimborso.

I DANNI ALLE COSE NELLA GIURISPRUDENZA

La giurisprudenza definisce per ‘cose’ tutti i beni mobili e immobili, ovvero tutto ciò che può diventare oggetto di diritti (art. 810 c.c.), animali compresi. Un danno alle cose include sia l’alterazione dello stato fisico del bene, sia la sottrazione o perdita dello stesso, che lo rendono inutilizzabile. Il risarcimento del danno deve perciò tener conto non solo della perdita patrimoniale derivante dal sinistro stradale, intesa come diminuzione del valore della cosa danneggiata, ma anche del mancato guadagno derivante dall’indisponibilità del bene. Esempio classico: un lavoratore che in seguito a un incidente d’auto deve rinunciare per un certo periodo a un mezzo fondamentale per la sua professione, subendo un notevole danno dal punto di vista economico, ha diritto per questo a un indennizzo.

RC AUTO E DANNI MATERIALI

Con l’introduzione, ormai da diversi anni, della procedura di risarcimento diretto, nella maggior parte dei casi la richiesta per il rimborso dei danni materiali causati da un sinistro va presentata alla propria compagnia assicurativa, come dispone l’art. 149 del Codice delle Assicurazioni. La procedura di risarcimento diretto si applica negli incidenti tra non più di due veicoli immatricolati entrambi in Italia e riguarda sia i danni alla vettura che alle cose trasportate di proprietà del danneggiato (in realtà anche ai danni alla persona, ma con dei limiti). In tutti le altre situazioni si applica invece la procedura ordinaria. Per avere buone chance di essere risarciti con un’offerta congrua e soprattutto completa, è necessario compilare con estrema dovizia il modulo CID descrivendo non solo la dinamica del sinistro ma elencando tutti gli oggetti e i beni presenti in macchina che risultano fuori uso. In alternativa lo stesso elenco può essere riportato nel verbale delle autorità intervenute sul luogo.

L’ACCERTAMENTO DEI DANNI ALLE COSE

La compagnia assicurativa interessata, una volta ricevuta la richiesta di risarcimento, procede all’accertamento dei danni, alla determinazione del grado di responsabilità e alla formulazione dell’offerta di risarcimento. L’accertamento dei danni materiali consiste nell’ispezione diretta del veicolo e degli altri beni eventualmente danneggiati da parte di un perito nominato dalla compagnia. Ricordiamo che il veicolo danneggiato dev’essere messo a disposizione per l’accertamento per almeno cinque giorni lavorativi. Decorso tale termine senza che l’assicurazione abbia provveduto all’accertamento, il danneggiato è libero di far riparare il veicolo che verrà poi liquidato dopo la presentazione della fattura. In ogni caso la compagnia può procedere all’accertamento dei danni anche se il veicolo è già stato riparato. Ma deve farlo entro i termini per la formulazione dell’offerta di risarcimento (quindi 30 o 60 giorni).

QUANTIFICAZIONE DEI DANNI MATERIALI IN UN SINISTRO

Per la quantificazione o stima dei danni materiali in un sinistro stradale tutto ruota sulla condizione in cui si trova la vettura coinvolta. Per esempio nel caso di mezzi distrutti o gravemente danneggiati, è necessario verificare se essi siano riparabili o meno. Nel primo caso, affinché l’assicurazione risarcisca integralmente il danno, il costo della riparazione non deve superare il valore del veicolo. Altrimenti si ha la cosiddetta ‘riparazione anti-economica’, con la compagnia che non risarcisce il costo della riparazione dell’auto ma solo il valore del veicolo al momento dell’incidente. In caso di vettura non riparabile, invece, oltre al valore del veicolo si risarcisce il costo dell’eventuale rottamazione e dell’immatricolazione di una nuova vettura.
– In definitiva, nell’eventualità di un’auto danneggiata ma riparabile, la quantificazione del danno è data: dai costi per la riparazione; dall’indennizzo per il deprezzamento; dall’indennizzo per il mancato uso nel periodo necessario alle riparazioni (‘fermo tecnico’). Da questi fattori si può però detrarre l’eventuale maggior valore acquisito rispetto a quello che la vettura aveva prima del sinistro. E anche le possibili spese per il veicolo sostitutivo durante la riparazione.
– Mentre se il veicolo è danneggiato ma non riparabile il danno è quantificato dal valore commerciale che l’auto aveva al momento del sinistro, diminuito del valore del recupero o della vendita delle parti riutilizzabili, ma aumentato dall’indennizzo per il mancato uso.

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