Bonus malus

Bonus malus assicurazione auto: come funziona

Focus sul sistema bonus malus dell'assicurazione auto: come funziona il meccanismo che regola la tariffazione dei contratti RCA

27 aprile 2021 - 14:00

Come funziona il meccanismo bonus malus dell’assicurazione auto? È la formula più diffusa che regola la tariffazione della RCA obbligatoria e si fonda sulla maggiore o minore propensione a provocare incidenti, premiando gli automobilisti virtuosi e penalizzando quelli indisciplinati. Si tratta dunque di un sistema ‘meritocratico’, anche se negli ultimi tempi ha mostrato qualche falla, tanto che le istituzioni assicurative (Ania e Ivass) premono per modificarlo o addirittura sostituirlo.

COME FUNZIONA IL SISTEMA BONUS MALUS DELL’ASSICURAZIONE AUTO

La maggiore o minore propensione a provocare incidenti viene valutata mediante una ‘classe di merito’ rappresentata da un valore da 1 a 18, dove 1 è il più economico e 18 il più caro. Di norma chi stipula per la prima volta una polizza RC auto parte dalla 14^ classe (a meno di avere i requisiti per usufruire della Legge Bersani o della più recente RC familiare) ponendosi come obiettivo di arrivare in 1^ nel minor tempo possibile, così da pagare un premio più basso.

Ma come si scala la classifica? Qui entra in gioco il meccanismo del bonus malus: se nell’anno di contratto l’assicurato non incappa in alcun incidente stradale con colpa esclusiva o principale, la sua classe di merito migliora di una posizione passando per esempio dalla 14^ alla 13^ (bonus). Se invece si rende responsabile di un sinistro, peggiora di due gradini (p.es. dalla 14^ alla 16^) determinando l’applicazione del malus. La classe di merito viene aggiornata ogni anno al termine del periodo di osservazione, due mesi prima la scadenza della polizza annuale. Questo scarto è necessario per permettere alle compagnie di aggiornare l’attestato di rischio ed elaborare la nuova tariffa RC auto.

BONUS MALUS E SINISTRO CON RESPONSABILITÀ PARITARIA O INFERIORE AL 50%

Abbiamo scritto poc’anzi che il malus scatta solo in caso di incidente con responsabilità esclusiva o principale, ma su questo aspetto occorre fare un’importante precisazione. Se è vero che il malus, sempre per effetto della già citata Legge Bersani, non si applica nell’ipotesi di un sinistro con colpa paritaria o inferiore al 50%, c’è però un’eccezione. L’incidente viene comunque annotato nell’attestato di rischio con la quota di corresponsabilità, al fine di verificare se nel periodo massimo di 5 anni (successivi alla prima annotazione) l’assicurato raggiunga la percentuale cumulata del 51%: in tal caso, infatti, la compagnia ha facoltà di applicare il malus al primo pagamento utile.

CLASSE DI MERITO UNIVERSALE E CLASSE DI MERITO CONTRATTUALE

Altra precisazione importante: la classe di merito da 1 a 18 è la stessa utilizzata da tutte le compagnie assicurative? Sì e… no: ogni compagnia è infatti libera di adottare nei contratti RC auto una propria classe di merito bonus malus, definita ‘contrattuale’ o ‘interna’. Tuttavia, per rendere più facilmente confrontabili i preventivi dei prezzi relativi alle polizze, a parità di classe di merito, l’Ivass ha elaborato nel 2005 una tabella di classi di merito detta di Conversione Universale o CU (appunto quella da 1 a 18), uniforme per tutte le compagnie in Italia. Stabilendo anche regole omogenee per il passaggio in una classe migliore (bonus) in assenza di sinistri; e per il passaggio in una classe peggiore (malus) in caso di uno o più sinistri prima della scadenza del contratto.

Le compagnie devono quindi predisporre una tabella che indichi la corrispondenza della propria classe di merito contrattuale con la classe di merito universale dell’Ivass. Riportando nei propri preventivi, nelle polizze e negli attestati di rischio entrambe le tipologie.

BONUS MALUS ASSICURAZIONE AUTO SENZA FRANCHIGIA

L’assicurazione auto con sistema bonus malus può essere con o senza franchigia. La franchigia è la quota di risarcimento che in caso di sinistro resta a carico dell’assicurato e può essere relativa o assoluta: nella prima ipotesi, se il risarcimento è uguale o inferiore alla franchigia prevista, è l’assicurato a dover pagare i danni; se invece il risarcimento è superiore alla franchigia, i danni sono totalmente a carico dell’assicurazione. Con la franchigia assoluta, invece, il danno è sempre risarcito dall’assicurato, ma limitatamente all’entità della franchigia. L’applicazione della franchigia nei contratti RC auto ha soprattutto due vantaggi: ridurre il premio (in media del 20%) e non subire il malus quando il risarcimento resta a carico dell’assicurato. Ricordiamo comunque che alcune volte, specie in caso di piccoli incidenti, può convenire accordarsi con il danneggiato.

QUALE FUTURO PER IL BONUS MALUS?

Dicevamo all’inizio che è in atto una discussione sul bonus malus che in un futuro neppure troppo lontano potrebbe portare alla sua profonda revisione. Secondo l’Ania, per esempio, il sistema attuale non è più efficace nel distinguere gli assicurati secondo l’effettiva rischiosità, e quindi non svolge più la sua funzione educativa e meritocratica di premiare i comportamenti virtuosi alla guida dei veicoli e punire quelli irresponsabili. Questo perché, con la Legge Bersani del 2007 che ha semplificato il percorso per raggiungere la 1^ classe di merito, la quota di automobilisti in 1^ classe, che prima era inferiore al 50%, è salita nel 2019 all’84%. La classe di merito è quindi diventata meno significativa ai fini tariffari, per cui il bonus malus non raggiunge più il suo obiettivo originario di individuare e premiare chi causa meno incidenti.

Anche l’Ivass è della stessa idea, ritenendo ormai obsoleto un sistema di misurazione del rischio che si basa su un unico indicatore, il numero di sinistri, e auspicando quanto prima l’adozione di un meccanismo multidimensionale.

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