Assicurazione auto: quali sono i rischi per falso incidente

Truffare la compagnia di assicurazione auto per ottenere una liquidazione danni non è mai una buona idea perché le conseguenze sono anche di tipo penale

17 ottobre 2022 - 19:30

Inutile girarci troppo attorno perché si tratta di una vera e propria truffa assicurazione auto. Simulare un incidente mai avvenuto espone l’automobilista a seri rischi. Pensare di fare il furbo per farsi risarcire dall’assicurazione per un falso incidente non è mai una buona idea. Anche se può sembrare di semplice realizzazione rispetto ad altri modi condannabili per fare soldi illegalmente. Già, perché almeno in teoria è sufficiente mettersi d’accordo con una seconda persona. Un amico ad esempio. E poter contare su un carrozziere compiacente disposto a dichiarare il falso in cambio di un ritorno economico, e magari su un certificato medico che attesti conseguenze fisiche mai subite. In termini pratici basterebbe compilare il modulo di constatazione amichevole, inviarlo alla compagnia e attendere il risarcimento dei danni. Il punto è che sarebbe un errore credere nell’ingenuità delle compagnie di assicurazione. Va da sé che prima di pagare avviano tutti i controlli necessari e se riscontrano il tentativo di truffa scatta anche la denuncia penale. Non resta che approfondire.

FALSO INCIDENTE PER ASSICURAZIONE AUTO: COME AVVIENE

L’elenco delle possibili truffe ai danni dell’assicurazione auto è potenzialmente infinito. Perché ci sono gli incidenti coperti dalla Rc auto, ma anche tutti gli altri rischi coperti dalla polizza. Pensiamo ad esempio all’incendio o al furto. Tra i casi più comuni ci sono naturalmente quelli che passano dalla compilazione del modulo Cid per dichiarare e ricostruire la dinamica di un sinistro mai avvenuto. L’accompagnamento della denuncia con un falso certificato medico che attesta una lesione personale non può che rafforzare la posizione del truffatore. Ma anche lo stesso medico può essere raggirato, raccontandogli di aver subito un incidente stradale mentre i motivi della lesione sono da ricondurre ad altre circostanze. Poi si passa naturalmente al danneggiamento dei veicoli per simulare un sinistro stradale. Magari con tanto di documento falsi che attestino o esagerino l’entità delle riparazioni meccaniche. La presenza di falsi testimoni che avrebbero assistito all’incidente è un’altra carta utilizzata per rendere più credibile la truffa assicurazione auto.

TRUFFA ASSICURAZIONE AUTO: QUANDO SI CONSUMA

Punto di riferimento normativo sui tentativi di frode assicurazione auto è l’articolo 642 del Codice penale. Al primo comma si legge infatti che “chiunque, al fine di conseguire per sé o per altri l’indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione è punito con la reclusione da uno a cinque anni”. Non solo, ma anche il secondo comma è centrale per inquadrare la questione. Viene infatti specificato che “alla stessa pena soggiace chi al fine predetto cagiona a se stesso una lesione personale o aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta da un infortunio o denuncia un sinistro non accaduto ovvero distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova o documentazione relativi al sinistro. Se il colpevole consegue l’intento la pena è aumentata. Si procede a querela di parte”. In pratica, affinché si possa parlare di reato non occorre ottenere il risarcimento, ma mettere in piedi il tentativo di frode.

QUALI CONSEGUENZE PER LA FRODE ASSICURAZIONE AUTO

Lo abbiamo ricordato con la citazione dell’articolo del Codice penale sui tentativi di truffa assicurazione auto. Chi prova a mettere in piedi un raggiro di questo tipo è punito con la reclusione da uno a cinque anni. C’è però un aspetto procedurale da mettere in rilievo. Spetta alla compagnia di assicurazione presentare querela nei confronti dell’automobilista che ha denunciato un falso sinistro e chiesto un risarcimento danno non spettante. In caso contrario non potrebbe essere processato ed eventualmente condannato per il reato di frode assicurativa. Come argomentato dalla Corte di Cassazione (sentenza numero 27372 del 14 luglio 2022), “il reato di frode in assicurazione non ha natura plurioffensiva, in quanto è volto a tutelare esclusivamente il patrimonio delle imprese assicuratrici dai comportamenti contrari alla buona fede contrattuale”. In pratica, l’azione penale non può procedere senza la presentazione di formale querela.

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