Tavolo automotive il 5 marzo 2025: si parlerà anche di incentivi?
Il primo Tavolo Automotive del 2025 andrà in scena il 5 marzo alla presenza delle imprese del settore, delle organizzazioni della filiera e dei sindacati
Il primo Tavolo Automotive del 2025 andrà in scena il 5 marzo alla presenza delle imprese del settore, delle organizzazioni della filiera e dei sindacati
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per mercoledì 5 marzo alle ore 11:00, nella sede del ministero, il primo Tavolo Automotive del 2025 a cui sono stati invitati a partecipare i rappresentanti delle imprese del settore, delle organizzazioni della filiera e dei sindacati. Non è probabilmente un caso che il 5 marzo sia anche la data in cui la Commissione europea dovrebbe annunciare il piano d’azione completo per rilanciare l’industria automobilistica del continente, a conclusione degli incontri del Dialogo strategico sull’auto. Evidentemente il Tavolo del ministero punta ad assumere decisioni in sinergia con quanto stabilito dalle istituzioni europee, in modo da dare una risposta comune alla crisi dell’auto.
TAVOLO AUTOMOTIVE 5 MARZO 2025: LE IPOTESI IN BALLO
Non a caso nell’annuncio pubblicato sul sito del Mimit si specifica che il Tavolo Automotive del 5 marzo 2025 affronterà le tematiche inerenti al processo di riforma delle politiche europee nel settore, che vede l’Italia molto attiva, e le politiche industriali nazionali, con le misure finanziarie predisposte per la componentistica, anche in conseguenza della conclusione del Tavolo Stellantis.
Il Tavolo Stellantis di cui si parla è quello andato in scena lo scorso 17 dicembre, al termine del quale i rappresentanti del gruppo automobilistico hanno svelato il Piano Italia con i dettagli per rilanciare la produzione negli stabilimenti del nostro Paese e la promessa che non sarà chiuso nessun impianto, mentre il Governo ha annunciato lo stanziamento di 1,6 miliardi di euro per supportare la riqualificazione della filiera italiana dell’auto tra il 2025 e il 2027, più altri fondi potenzialmente disponibili per le aziende del comparto attraverso contratti di sviluppo, mini contratti di sviluppo e accordi per l’innovazione.
IN ARRIVO SUSSIDI PER LE AZIENDE DELLA COMPONENTISTICA
Come si può intuire, la strategia del Governo italiano a supporto dell’industria automotive non prevede più l’elargizione di incentivi per acquistare automobili, giudicati inutili dopo che neppure il miliardo elargito nel 2024 è servito ad aumentare la produzione nel nostro Paese (anzi è accaduto esattamente il contrario), ma sostenere direttamente le imprese, inclusa la fondamentale filiera della componentistica. E infatti uno dei punti all’ordine del giorno del Tavolo del 5 marzo riguarderà proprio i sussidi (“misure finanziarie“, si legge nel comunicato ministeriale) a favore delle aziende italiane che producono componenti e ricambi per auto, settore che coinvolge 2.135 imprese con sede legale in Italia e che nel 2023 (secondo il report della Camera di commercio di Torino) hanno impiegato un numero stimato di addetti pari a circa 170.000 e generato un fatturato stimato di circa 58,8 miliardi di euro.

INCENTIVI AUTO 2025: NESSUN DIETROFRONT, NON CI SARANNO
Riguardo invece alle voci su presunti ‘incentivi‘ rilanciate da alcuni organi di stampa, forse confusi dalla dicitura ‘incentivi 2025‘ inserita nell’ordine del giorno del Tavolo Automotive, ci sentiamo di escludere che possano riferirsi a un improvviso quanto clamoroso dietrofront del Governo sull’Ecobonus, che non c’è e non ci sarà (anche se molti automobilisti continuano a sperarci, rimandando l’acquisto). Urso è stato molto chiaro quando ha detto che gli incentivi auto “svenano gli Stati ma non risolvono il problema. È come svuotare un oceano con dei secchielli“, confermando la volontà di concentrare le risorse del Fondo Automotive sugli investimenti delle aziende. Facile quindi che gli annunciati ‘incentivi 2025’ riguardino iniziative a favore delle produzioni nazionali, a cominciare proprio dalla filiera della componentistica.