Stop accordo Mercosur: cosa cambia per l’industria dell’auto?
Scopri perché l'Europarlamento ha deciso di interrompere l'accordo Mercosur e le sue implicazioni per l'industria automobilistica
Scopri perché l'Europarlamento ha deciso di interrompere l'accordo Mercosur e le sue implicazioni per l'industria automobilistica
L’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur sembrava poter aprire prospettive interessanti per l’industria automobilistica del nostro continente, in cerca di uno sbocco commerciale alternativo agli Stati Uniti. Ma lo stop dell’Europarlamento ha bloccato tutto rinviando l’eventuale via libera di alcuni mesi.
PERCHÉ È SALTATO L’ACCORDO UE-MERCOSUR
L’accordo con il Mercosur, il mercato comune sudamericano di cui sono membri Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay, aveva già ricevuto l’ok del Consiglio UE, ufficializzando un voto informale espresso in precedenza dagli ambasciatori degli Stati membri a Bruxelles. La necessaria approvazione del Parlamento europeo sembrava una formalità, considerato che c’era una maggioranza pronta a sostenere l’intesa. E invece gli europarlamentari hanno deciso di inviare il testo dell’accordo commerciale alla Corte di giustizia europea con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti. In pratica l’Aula ha approvato la richiesta di domandare il parere della Corte presentata da alcuni membri di Sinistra UE, Verdi e una parte dei Liberali, con il consenso di Francia, Polonia, Austria, Irlanda e Ungheria. Chiariamo che l’accorso non è stato definitivamente bocciato, tuttavia prima di avere il parere del massimo tribunale europeo potrebbero trascorrere dei mesi.
COSA PREVEDEVA L’ACCORDO
L’Accordo UE–Mercosur, ora congelato, stabiliva le basi della cooperazione industriale e strategica tra le due entità, fondandosi principalmente sulla progressiva riduzione dei dazi. L’organizzazione sudamericana avrebbe dovuto rimuovere i dazi tra il 90 e il 93% sulle esportazioni europee, mentre Bruxelles avrebbe liberalizzato più del 90% dell’import da Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia. Secondo la valutazione d’impatto della Commissione europea, la combinazione tra l’eliminazione dei dazi e l’adozione di politiche tariffarie mirate avrebbe generato risparmi annuali di circa 4 miliardi di euro per gli esportatori europei.
Proprio il comparto automobilistico rappresentava uno dei punti principali del trattato UE-Mercosur, prevedendo che gli attuali dazi fino al 35% su vetture e alcuni componenti esportati dall’industria automotive europea verso il Sudamerica sarebbero stati eliminati nell’arco di 15/18 anni, decisione in linea con gli investimenti programmati delle aziende europee in quell’area, a partire dal Brasile dove Stellantis è particolarmente attiva.

INDUSTRIA DELL’AUTO EUROPEA “GELATA” DALLO STOP
E invece per ora non se ne farà nulla, in attesa di conoscere l’evolvere della situazione dei prossimi mesi. Eppure il comparto dell’auto europeo, stretto dalla minaccia cinese e dall’inaffidabilità degli USA di Trump, che minacciano nuovi dazi una settimana sì e l’altra pure, avrebbe un gran bisogno di accedere senza troppi vincoli a un mercato potenzialmente enorme (tutti i paesi del Mercosur contano circa 280 milioni di abitanti), aumentando così le esportazioni di prodotti – auto in primis ma non solo – su cui si applicano dazi elevati. Nonché assicurarsi l’approvvigionamento di materie prime sempre più necessarie come il litio, di cui il Sudamerica è particolarmente ricco.