SERMI, la sfida è partita: il primo anno di RINA come CAB in Italia

SERMI, la sfida è partita: il primo anno di RINA come CAB in Italia

Maurizio Turtura fa il punto sull’attività di RINA come primo CAB in Italia: certificati rilasciati, errori ricorrenti e rischi di revoca per IO e RSS

 

Maurizio Turtura fa il punto sull’attività di RINA come primo CAB in Italia: certificati rilasciati, errori ricorrenti e rischi di revoca per IO e RSS

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20 Ottobre 2025 - 06:50

Con l’avvio operativo del programma SERMI in Italia, il settore dell’autoriparazione entra in una nuova era di tracciabilità e sicurezza nell’accesso ai dati sensibili dei veicoli. Ma dietro questa svolta c’è un percorso ben preciso da seguire, come abbiamo raccontato nel 4° Aftermarket Report (2024), occasione in cui RINA ha anche annunciato in anteprima di essere in procinto per diventare il primo CAB (Conformity Assessment Body) accreditato in Italia al rilascio della Certificazione SERMI per Independent Operator (IO) e Remote Service Supplier (RSS). Maurizio Turtura, Automotive Product Manager, ha risposto alle nostre domande, per raccontarci il primo anno di RINA come CAB SERMI in Italia, le criticità emerse, i numeri aggiornati sulle richieste di certificazione SERMI e le prossime sfide. Questo approfondimento fa parte del più ampio 5° Aftermarket Report di SICURAUTO.it “Tech & Fintech, ricambi sostenibili e ricambio generazionale”, realizzato anche con il supporto di RINA.

Quanto complesso è stato il processo di accreditamento SERMI?

“RINA è stato il primo CAB accreditato in Italia. Ciò ha reso più difficile il percorso in quanto lo schema era nuovo anche per l’ente di accreditamento ACCREDIA e di conseguenza la messa a punto dei regolamenti e delle procedure di schema che richiedevano l’approvazione del NAB – National Accreditation Body – è stata più lunga del previsto.”

Come valutate la preparazione e la consapevolezza delle officine italiane ed RSS riguardo ai requisiti del SERMI?

“Nonostante il processo di certificazione sia piuttosto semplice c’è parecchia disattenzione nella preparazione dei documenti, che a volte vengono parzialmente disattesi compromettendo il risultato della certificazione, la cosa poi si risolve quasi sempre nell’audit straordinario. I problemi maggiori siamo convinti arrivino nelle prossime ispezioni in campo, in particolare la mancata compilazione del registro degli interventi e il rispetto delle regole relative all’accesso al portale rischiano di portare alla revoca dei certificati.”

Quante richieste di certificazione avete ricevuto dall’entrata in vigore del sistema SERMI in Italia? Qual è il tasso di approvazione delle domande che ricevete?

“Al momento RINA ha processato oltre 650 richieste di certificazione, il tasso di conversione che inizialmente era intorno al 25% è salito al 35%, purtroppo il processo di certificazione che in una prima fase era partito con numeri incoraggianti sta ora procedendo molto a rilento ed attualmente, per una serie di ragioni che vanno dalla scarsa reattività delle Case Automobilistiche, alla poca informazione, il numero degli operatori certificati è significativamente inferiore a quello atteso.”

Quali sono gli errori più comuni che potrebbero portare al rigetto di una domanda?

“RINA effettua un preaudit gratuito per verificare se la documentazione inserita è completa e coerente, spesso la prima richiesta di certificazione viene rigettata proprio per mancanza di documenti quali i massimali assicurativi, l’evidenza del pagamento del premio, il certificato del casellario giudiziale o la mancata evidenza dei requisiti professionali dell’operatore.”

Qual è il tempo medio per completare l’intero processo di certificazione?

“Una volta firmato il contratto per concludere l’iter e ricevere il link di attivazione del certificato servono circa 15 giorni, il tempo dipende ovviamente dal fatto che l’organizzazione certificata produca la documentazione necessaria e carichi la stessa sul portale messo a disposizione da RINA, il portale è stato creato per consentire uno scambio di documenti gestiti in modo sicuro, non è possibile inviare documentazione ad esempio via e-mail in quanto il canale di trasmissione non risulta idoneo per la natura dei documenti da trasmettere.”

In media, quanti “accessi operatore” vengono richiesti dalle singole aziende?

“La maggior parte degli operatori richiede un solo operatore da autorizzare, se l’operatore coincide con il titolare l’iter è più semplice, gli RSS mediamente ne richiedono almeno due, abbiamo comunque avuto casi di 3 operatori da autorizzare e un caso di 4 operatori, oltre i quali comunque non andiamo.”

Come fate a capire se l’azienda che richiede la certificazione SERMI non effettua anche manomissioni ai sistemi inquinanti?

“Argomento piuttosto ostico, ai fini del rilascio della certificazione SERMI, l’azienda deve sottoscrivere una dichiarazione in cui si impegna a non offrire né tantomeno erogare operazioni che inciderebbero negativamente sulle prestazioni del veicolo dal punto di vista delle emissioni, quali ad esempio disattivare o rimuovere dispositivi antinquinamento, sistemi di controllo delle emissioni, occultarne il cattivo funzionamento, disattivare, rimuovere o manomettere dispositivi per il monitoraggio del consumo di carburante, manomettere le indicazioni del contachilometri, manomettere la centralina del motore, anche per quanto riguarda la potenza nominale del motore. in Italia, tuttavia, è possibile modificare la centralina e/o il FAP dichiarando un uso su pista; pertanto, i CAB non hanno modo di rifiutare ad un’azienda la certificazione anche se in presenza di modifiche su centralina o FAP se le stesse sono supportate da una richiesta del cliente che ne dichiara un uso su suolo privato.” 

Se nulla venisse rilevato durante il processo di certificazione, potreste procedere a revoca in caso di segnalazioni mirate e documentate, anche anonime?

“In presenza di una denuncia o segnalazione della pubblica autorità, la revoca sarebbe immediata poiché non è possibile fare altrimenti. In caso di altre segnalazioni si valuterà se svolgere un’ispezione supplementare o anticipare i tempi dell’ispezione di mantenimento in sito qualora non ancora eseguita.”

Quali plus offre la vostra organizzazione per facilitare un iter di autorizzazione rapido e in che modo vengono affrontate eventuali non conformità con il vostro supporto?

“I CAB non sono società di consulenza e dunque, secondo le regole di accreditamento, non possono offrire un supporto preliminare in tal senso, noi cerchiamo di guidare i clienti alla compilazione dei requisiti attraverso la piattaforma anche con l’aiuto di note facilitate, manuali di compilazione e video ad hoc. Inoltre abbiamo messo a disposizione una casella di posta dedicata ([email protected]) verso la quale far convergere eventuali richieste di chiarimento ed eseguiamo un preaudit gratuito al fine di scongiurare un esito negativo per mancanza di uno o più documenti. La gestione delle Non Conformità nella ISO 17020 non è prevista; in caso di anomalie lievi (ad esempio un documento scaduto) il CAB deve rilasciare un esito negativo e predisporre un’ispezione supplementare da eseguire entro 15 gg per dare la possibilità alle aziende di corregge le stesse.”

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