NIO a rischio fallimento: anche i cinesi piangono?

NIO a rischio fallimento: anche i cinesi piangono?

La startup cinese NIO lotta per la sua sopravvivenza: scopriamo i motivi della crisi e la strategia adottata per superarla

 

La startup cinese NIO lotta per la sua sopravvivenza: scopriamo i motivi della crisi e la strategia adottata per superarla

1 Settembre 2025 - 11:30

Anche la bolla dorata cinese inizia a mostrare qualche crepa viste le difficoltà di NIO, una delle startup più innovative nell’ambito della mobilità elettrica, che a detta del suo fondatore e CEO William Li sarebbe addirittura in lotta per la sopravvivenza. Del resto i numeri non mentono: soltanto nel primo trimestre 2025 l’azienda ha registrato una perdita netta di 6,7 miliardi di yuan, che equivalgono a circa 810 milioni di euro.

  1. Discesa del titolo in Borsa
  2. Rete di stazioni in perdita
  3. Vendite insoddisfacenti
  4. Tagliare i costi per ridurre i prezzi

NIO: UNA CADUTA PROGRESSIVA

Fondata a Shanghai nel 2014 e famosa per aver puntato più di qualunque altro brand sulla tecnologia del Battery Swapping, che permette di sostituire in pochi minuti la batteria scarica di un’auto elettrica con una batteria carica presso una stazione di servizio dedicata, NIO ha guadagnato in breve tempo consensi e credibilità in tutto il mondo, ma le cose ultimamente vanno molto meno bene. Al punto che la società ha visto progressivamente crollare il titolo dai quasi 67 dollari ad azione di inizio 2021 agli attuali 5,54 dollari.

RETE DI STAZIONI NIO: INNOVATIVA MA (MOLTO) COSTOSA

I problemi maggiori per NIO derivano dalla rete di stazioni per lo scambio delle batterie, che ha sì raggiunto numeri importanti, sbarcando di recente pure in Europa, ma allo stesso tempo ha richiesto investimenti ingenti non ancora supportati da un adeguato ritorno economico. In base ad alcune stime, infatti, ogni anno NIO spende in Cina l’equivalente di 100/120 milioni di euro per mantenere attive le sue 3.100 stazioni per il Battery Swapping, ma attualmente il numero di scambi per stazione è ben al di sotto della soglia di redditività. Anche per l’uso scorretto del servizio da parte di molti clienti che approfittano della velocità della sostituzione per scambiare batterie ancora cariche, massimizzando così il servizio a danno però di NIO; oppure per utilizzare l’auto come un generatore elettrico mobile al fine di alimentare dispositivi esterni.

VENDITE NIO INFERIORI ALLE ATTESE

A parte questo ci sono i dati sulle vendite di veicoli che pur non essendo pessimi non sono neppure soddisfacenti. Il magazine CarNewsChina, che ha confrontato le vendite delle principali startup cinesi in ambito automotive con gli obiettivi annuali, ha rilevato che nel primo semestre 2025, con 114.150 consegne, NIO ha raggiunto appena il 26% del target annuale, fissato a 440.000 unità. Significa che con un secondo semestre simile al primo, supererà di poco il 50% delle vendite previste, troppo poco. Da gennaio a giugno ben altre percentuali hanno ottenuto Xpeng (52%), Xiaomi (45%) e Leapmotor (37% – 44%).

NIO stazione Battery Swap

TAGLIARE I COSTI PER OFFRIRE PREZZI PIÙ COMPETITIVI

Ovviamente prima di alzare bandiera bianca NIO farà di tutto per evitare il disastro e il CEO William Li ha già annunciato la strategia per risollevare le sorti del marchio: tagliare i costi per offrire prezzi più competitivi e attrarre più clienti. Si parte già con la nuova versione del Suv elettrico NIO ES8, che nonostante le migliorie costa sensibilmente meno del precedente: l’allestimento con batteria da 100 kWh parte da 416.800 yuan (poco sotto i 50.000 euro), ossia circa il 25% in meno rispetto al prezzo base del vecchio modello. La stessa strategia sarà presumibilmente attuata sulle altre vetture NIO in rampa di lancio. William Li ha spiegato che molto probabilmente i vecchi clienti non saranno contenti di questo taglio di prezzi, ma adesso la priorità è la sopravvivenza dell’azienda.

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