Manutenzione auto: al Sud l’82% dei clienti si rivolge all’IAM

Il convegno organizzato da Parts e Car Carrozzeria al Salone della Mobilità di Napoli ha aperto una finestra sull’aftermarket al sud: ecco dati, focus e prospettive

13 giugno 2022 - 19:00

In occasione del Salone della Mobilità sostenibile 2022 a Napoli abbiamo partecipato al convegno organizzato dalle riviste Parts e Car CarrozzeriaSfide e opportunità dell’Aftermarket al Sud”. All’interno dell’evento moderato da Maria Ranieri, direttore rivista Parts e Car Carrozzeria, sono intervenuti Marco Mosaici, Direttore Aftermarket Networks Arval Italia, per parlare dell’evoluzione delle flotte di auto a noleggio che abbiamo approfondito in questo articolo; Ugo Carini, Vicepresidente Autodis Italia; Salvio Bruognolo, titolare del primo Premium Center ARVAL al sud e Marc Aguettaz, Country Manager GiPa Italia che ha esposto dati e analisi dell’aftermarket al sud Italia, su cui ci focalizzeremo nei prossimi paragrafi.

PARCO CIRCOLANTE AL SUD: 6 AUTO SU 10 CON OLTRE 10 ANNI

L’analisi di GiPA sull’aftermarket inizia dall’evoluzione del parco auto circolante al di sotto del 42° parallelo, cioè nelle regioni del sud Italia ed evidenzia una decrescita da circa 9,4 milioni a 9 milioni tra il 2012 e il 2016, per poi tornare salire a 9,43 milioni nel 2022. In 10 anni è cresciuto leggermente ma con un tasso di sostituzione che è strettamente legato (come nel resto d’Italia) alle immatricolazioni in calo. Secondo le rilevazioni di GiPA il 57% delle auto circolanti al sud ha oltre 10 anni anche se è cambiata la propensione alla sostituzione con una sempre maggiore messa al bando dei motori diesel.

Al gennaio 2022 il parco circolante rilevato dall’indagine è composto da:

45% di auto circolanti diesel (nel 2012 erano il 40%);

52% di auto circolanti benzina, incluse bifuel benzina-gas (nel 2012 erano il 60% solo benzina);

3% di auto ibride + elettriche;

Rispetto all’indagine del 2020 e del 2021, le intenzioni degli automobilisti sull’acquisto di un’auto nuova elettrificata al sud Italia sono cambiate, passando dal 14% (2020) a oltre il 50% (2022). Ecco cosa avrebbero comprato (nel 2020) gli italiani al sud di fronte all’acquisto dell’auto nuova e cosa comprerebbero nel 2022:

Elettrico, da 9% (2020) a 12% (2022);

Ibrido, da 5% (2020) a 41% (2022);

Benzina, da 15% (2020) a 9% (2022);

Diesel, da 38% (2020) a 12% (2022);

Gas, da 22% (2020) a 13% (2022);

Incerti, da 11% (2020) a 13% (2022);

AFTERMARKET AUTO AL SUD: PER COSA SI VA IN OFFICINA

Tra il 2020 e il 2022 c’è stato un altro importante cambiamento nelle abitudini degli automobilisti che ha impattato poi sul comparto dell’aftermarket automotive e delle riparazioni. A causa del Covid, la percorrenza in km annui è diminuita dell’8% tra il 2020 e il 2021, per poi risalire della stessa quota tra il 2021 e il 2022, con una ripresa più veloce di quanto invece l’indagine ha rilevato alle regioni del nord Italia. Complessivamente tuttavia il numero totale di ingressi in officina si è mantenuto stabile negli ultimi 5 anni a una media di oltre 15 milioni. Dal 2019 però risultano in diminuzione gli ingressi per la manutenzione ordinaria a fronte di un aumento per pneumatici e altri tipi di interventi:

Manutenzione ordinaria (tagliando auto) dal 43% nel 2017 al 38% nel 2021;

Pneumatici (acquisto e cambio stagionale) dal 17% nel 2017 al 21% nel 2021;

Altri interventi (pre-post revisione, guasto specifico, incidente, altro) dal 40% nel 2017 al 41% nel 2021;

In questo arco temporale le Reti autorizzate dei Brand hanno recuperato un piccolo volume di bacino di utenti rispetto alle reti dell’Independent Aftermarket:

– nel 2017, l’84% di riparazioni in IAM e il 16% presso le Reti autorizzate;

nel 2021, l’82% di riparazioni in IAM e il 18% presso le Reti autorizzate;

QUANTO SPENDONO IN OFFICINA GLI AUTOMOBILISTI AL SUD

L’indagine di GiPA rivela anche che in media gli automobilisti al sud nel 2021 hanno speso 172 euro ad ogni ingresso in officina (era 194 euro nel 2017) e 284 euro l’anno (era 325 nel 2017). Marc Aguettaz nel raccontare l’evoluzione dell’autoriparazione al sud Italia, in un periodo temporale in cui l’automobilista ha ampio accesso ai prezzi, seppur indicativi dei ricambi, spiega che “ai tempi di internet il valore di un’officina sta nel saper fare. “Un autoriparatore può anche scegliere di applicare uno sconto sul ricambio e aumentare leggermente la tariffa per la manodopera”, con un chiaro riferimento anche alla competenza: “sapere quale bullone svitare ha un valore molto maggiore del bullone stesso”.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Motorsport: la filiera italiana vale 2 miliardi di fatturato l’anno

Brembo Greenance: -80% di polveri sottili dai freni

Mercato auto: l’Europa ha perso competitività per il CEO VW