Limiti emissioni: le Case auto più vicine al target del 2027
Limiti emissioni CO2: le Case auto sono più vicine al target del 2027 che gli consentirebbe di evitare le multe. Male invece i furgoni
Limiti emissioni CO2: le Case auto sono più vicine al target del 2027 che gli consentirebbe di evitare le multe. Male invece i furgoni
Nei mesi scorsi la Commissione europea ha introdotto un meccanismo di flessibilità triennale (2025 – 2027) in modo che le aziende automobilistiche potessero disporre di tre anni di tempo, invece di uno, per adeguarsi ai nuovi e più stringenti limiti sulle emissioni di CO2, evitando così le salatissime multe che altrimenti sarebbero già scattate l’anno scorso. Tuttavia la ‘boccata d’ossigeno’ non è infinita: il 2027, infatti, è praticamente dietro l’angolo e, a meno di improbabili nuove proroghe, le Case auto dovranno dimostrare di avere rispettato il severo target di 93,6 g/km di CO2. Ce la faranno? Ebbene, se nel 2025 la situazione era quasi ‘tragica’ (Volkswagen, per esempio, aveva stimato di dover pagare una mega multa di 1,5 miliardi di euro), l’anno prossimo potrebbe andare decisamente meglio.
LIMITI EMISSIONI CO2: CASE AUTO AVVICINANO IL TARGET 2027
Lo rivela un’indagine dell’ICCT – International Council on Clean Transportation, secondo cui le Case auto sarebbero sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo al 2027: l’anno scorso il dato medio si è attestato a 98 g/km di CO₂, dunque a solo circa 4 grammi dal rispettare il requisito dei 93,6 grammi. Situazione meno rosea invece per i furgoni.
Nel dettaglio, i vari costruttori hanno beneficiato innanzitutto del crescente peso delle auto elettriche sul totale delle immatricolazioni, considerato che le BEV hanno rappresentato quasi un quinto dell’immatricolato (19%), salendo di 4 punti percentuale rispetto al 2024 e toccando un nuovo record. Nel contempo la quota dei motori a combustione è diminuita di 10 punti. Secondo l’ICCT è proprio questa crescita ad aver contribuito alla riduzione delle emissioni medie e spinto i costruttori ad avvicinarsi in modo significativo agli obiettivi normativi per il periodo di conformità 2025 – 2027.
I NUMERI DEI VARI POOL: ALCUNI SONO GIÀ DENTRO IL TARGET
Ovviamente l’industria dell’auto ha beneficiato anche dell’adesione allo strumento del pooling, che consente alle aziende di unire le proprie flotte per compensare eventuali sforamenti con i dati di chi è più virtuoso. Nel 2025 il miglior pool è risultato quello rappresentato da Nissan e BYD, che ha raggiunto una media di 75 grammi, 20 in meno rispetto al target dei 95 (ricordiamo che il target standard di 93,6 g/km di CO2 può variare leggermente per ogni costruttore sulla base della massa media dei veicoli che vende). Al secondo posto BMW, che con 90 è sotto di 3 grammi rispetto al limite dei 93, e al terzo il pool Mercedes-Volvo-Polestar-Smart, perfettamente in linea con il target di 90 grammi.
Quelli che invece devono ancora recuperare sono il pool Kia (+2% sul target di 94), il pool guidato da Tesla con, tra gli altri, Stellantis e Toyota (fuori del 3%) e quello promosso da Renault (fuori del 3%). A seguire SAIC (fuori del 4%), Hyundai (fuori del 6%) e Volkswagen, che con uno sforamento di 8 grammi è il pool messo peggio ma anche quello che ha registrato i migliori progressi nel corso dell’anno.
Facendo invece riferimento ai dati per singola Casa automobilistica e non per pool, l’anno scorso Tesla e BYD hanno registrato i risultati migliori avendo accumulato un ‘tesoretto’ rispettivamente di 91 e 81 g/km di CO2. A seguire Volvo (sotto il target di 31 g/km), Mini (19 g/km) e Cupra (17 g/km). Male invece Nissan (29 g/km al di sopra del target), che alleandosi con BYD ha però pescato il jolly, Seat (25 g/km al di sopra), Mazda (20 g/km al di sopra), Mercedes-Benz (19 g/km al di sopra) e Fiat (18 g/km al di sopra).
I FURGONI, INVECE, SONO IN RITARDO
Ci sarebbe quindi quasi da festeggiare se non fosse che i furgoni (veicoli commerciali leggeri) pesano ancora notevolmente nel discorso delle emissioni e delle relative multe. E in questo ambito le cose non stanno andando bene come per le auto, visto che nel 2025 i furgoni elettrici hanno rappresentato solo il 10% dell’immatricolato (comunque meglio del 6% del 2024) e la motorizzazione dominante continua a essere il diesel. Considerato che il target 2025 – 2025 per i veicoli commerciali leggeri è di 153,9 g/km di CO2, il gap negativo continua a essere mediamente quantificato in ben 20 grammi. Si va dai 16 grammi di scarto dei pool intorno a Volkswagen, Nissan e Renault, ai 17 di Ford, dai 18 di Toyota ai 23 di Mercedes-Benz, fino ai 24 di Stellantis.
