Iveco venduta a Tata Motors? Sindacati in rivolta

Iveco venduta a Tata Motors? Sindacati in rivolta

Iveco in vendita a Tata Motors? Sindacati in rivolta temono per i 14.000 lavoratori italiani. Tensione su occupazione e golden power

 

Iveco in vendita a Tata Motors? Sindacati in rivolta temono per i 14.000 lavoratori italiani. Tensione su occupazione e golden power

21 Luglio 2025 - 12:00

Un’indiscrezione lanciata nei giorni scorsi dall’agenzia Reuters ha scosso il mondo dell’industria automobilistica italiana: Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla il 27,1% di Iveco Group, sarebbe in trattative per la possibile cessione dell’azienda, con il colosso indiano Tata Motors in pole per acquistarla. La notizia, non smentita né da Exor né da Iveco, ha generato immediate reazioni, con il titolo dell’azienda torinese che ha registrato un balzo a Piazza Affari. Tuttavia, l’ipotesi di una vendita ha suscitato grande preoccupazione tra i sindacati, che temono per il futuro dei 14.000 dipendenti italiani di Iveco e per il ruolo dell’Italia nel settore automotive. Le sigle sindacali hanno chiesto un intervento urgente del governo, invocando l’applicazione del golden power per tutelare un asset considerato strategico per il Paese. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha risposto annunciando una convocazione dei sindacati nei prossimi giorni per discutere delle prospettive produttive e occupazionali.

IVECO VENDUTA? L’INDISCREZIONE E IL RUOLO DI TATA MOTORS

Secondo quanto riportato da Reuters, Tata Motors, gigante indiano proprietario di marchi come Jaguar e Land Rover, avrebbe contattato Exor per negoziare l’acquisizione della quota di controllo di Iveco Group, che vanta una capitalizzazione di mercato di circa 4,2 miliardi di euro. La trattativa, che escluderebbe la divisione Iveco Defence Vehicles (Idv), già in fase di scissione per una possibile cessione separata, si inserisce in un contesto di riorganizzazione strategica da parte di Exor. Tata Motors, storico partner di Fiat in joint venture per la produzione di motori diesel Multijet in India, vede in Iveco un’opportunità per rafforzare la propria presenza nel mercato europeo dei veicoli commerciali pesanti. La notizia ha trovato riscontro anche in altre fonti, come Il Sole 24 Ore, che sottolinea come il rialzo del titolo in Borsa rifletta la fiducia degli investitori in una possibile valorizzazione dell’azienda sotto una nuova proprietà. Tuttavia, né Exor né Tata Motors hanno confermato ufficialmente l’esistenza dei negoziati, mantenendo per adesso un prudente no comment.

IPOTESI CESSIONE IVECO: LA REAZIONE DEI SINDACATI

L’ipotesi di cessione ha messo in allarme le principali sigle sindacali – Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic-Confsal, UglM e AqcfR – che hanno immediatamente scritto al ministro Adolfo Urso per richiedere un tavolo di confronto urgente. I sindacati esprimono profonda preoccupazione per i 14.000 lavoratori italiani di Iveco, distribuiti in stabilimenti chiave come Torino, Brescia e Suzzara. La Fiom-Cgil ha definito “inaccettabile” apprendere della possibile vendita attraverso rumors sui giornali, accusando la proprietà di perseguire una strategia di “smantellamento” dell’industria automobilistica italiana, come già avvenuto con altri marchi. Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, ha evidenziato le difficoltà legate alla transizione ecologica e al sistema di multe europee, che potrebbero aggravare l’incertezza per i lavoratori. I sindacati chiedono garanzie occupazionali e il mantenimento della filiera produttiva italiana, temendo che una cessione a un gruppo straniero possa portare a tagli o delocalizzazioni.

Camion Iveco

IL CONTESTO INDUSTRIALE E IL GOLDEN POWER

Iveco, nata nel 1975 e oggi guidata dall’amministratore delegato Olof Persson, è il più piccolo tra i principali produttori europei di veicoli commerciali, in un mercato dominato da colossi come Volvo, Daimler e Traton. Ma con 36.000 dipendenti a livello globale e una rete produttiva che include stabilimenti strategici in Italia, l’azienda rappresenta un asset di rilievo per il Paese. La possibile vendita a Tata Motors si inserisce in un quadro di precedenti tentativi di acquisizione, come quello bloccato dal governo italiano nel 2021 con la cinese FAW, proprio attraverso l’esercizio del golden power. Questo strumento legislativo, che consente di imporre condizioni o bloccare operazioni considerate di interesse nazionale, potrebbe essere nuovamente attivato, come suggerito anche dal leader di Azione, Carlo Calenda, che ha chiesto interventi per tutelare occupazione e brevetti. Intanto, la separazione della divisione difesa, per la quale sono arrivate offerte da Leonardo, Rheinmetall, KNDS e Czechoslovak Group (con valutazioni fino a 1,9 miliardi di euro), sembra essere un passo propedeutico a facilitare la cessione del core business di Iveco.

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