Iveco ai cinesi: riaperte le trattative per la vendita a Faw

Riaprono le trattative di una vendita di Iveco ai cinesi di Faw Jiefang: ecco chi è il Costruttore che ha già fatto base nella terra dei motori italiana

31 marzo 2021 - 11:34

La vendita di Iveco ai cinesi di Faw torna a tenere banco, ma stavolta ci sarebbero più di semplici indiscrezioni. Dopo la precedente offerta per l’acquisto di Iveco, i nuovi rumors sul Gruppo cinese che sta mettendo molti capitali nella capitale italiana dei motori, ha fatto schizzare anche le azioni della controllata di CNH Industrial. Ecco cosa succederà se Iveco sarà venduta ai cinesi di Faw.

VENDITA DI IVECO: 3 MILIARDI NON BASTANO

Come riporta Bloomberg, ci sono forti interessi tra CNH Industrial e FAW per la vendita di Iveco. Tanto che la sola notizia della riapertura del dialogo, ha innescato un balzo dell’indice alla borsa di Milano di circa il 4% con un valore della società a oltre 17 miliardi di euro. Una reazione quasi fisiologica che segue voci e dichiarazioni ufficiali di Top manager o aziende. Vedi Tesla, con Elon Musk che cavalca ogni onda mediatica scaturita da qualsiasi dichiarazione pubblica. Nel caso di Iveco ai cinesi, ci sono molti motivi che potrebbero accendere preoccupazioni e altri un po’ meno. C’è anche da dire che la precedente offerta da 3 miliardi di euro è stata respinta.

IVECO AI CINESI: IPOTESI SPINOFF E STABILIMENTI IN ITALIA E SPAGNA

Con la vendita di Iveco ai cinesi, CNH Industrial cederebbe il principale brand più noto in Europa per la produzione di mezzi pesanti per trasporto su gomma. L’operazione di vendita che non ha ancora assunto i contorni e concorre a una possibile operazione di spinoff, porterebbe nuovi capitali (cinesi) in Italia. Le ipotesi accreditate sarebbero:

– Cessione dei siti produttivi di Iveco (a Mantova e Madrid);

– Partecipazione di Faw Jiefang in FTP Industrial (stabilimenti di produzione motori a Foggia e Torino);

CHI E’ FAW CHE VUOLE COMPRARE IVECO DALLA FAMIGLIA AGNELLI

Agli annunci della vendita di Iveco ai cinesi è scattata la reazione delle forze politiche e dei sindacati. Da entrambe le parti il problema non sarebbe di bandiera (nessuno ha nulla da dire contro la Cina, pare), quanto di patrimonio e occupazione. Ricordando  quanto già accaduto con Magneti Marelli venduta a Calsonic Kansei, si invoca l’intervento dello Stato italiano a garanzia dei posti di lavoro. A tal proposito, è bene precisare che Faw Jiefang è proprio il Costruttore cinese che, in joint ventures con Silk EV, ha presentato un piano di investimenti in Emilia Romagna. È là che sorgerà la mega fabbrica di produzione di veicoli elettrici con un’operazione del valore di 1 miliardo di euro.

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