Filosa boccia il piano UE per l’auto: “Investimenti a rischio” Antonio Filosa Stellantis

Filosa boccia il piano UE per l’auto: “Investimenti a rischio”

Antonio Filosa critica il piano UE per l'automotive, affermando che non è sufficiente per rilanciare il comparto europeo

 

Antonio Filosa critica il piano UE per l'automotive, affermando che non è sufficiente per rilanciare il comparto europeo

22 Dicembre 2025 - 16:15

Dopo le critiche del presidente di Confindustria, anche il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, boccia senza appello il piano UE per l’automotive, presentato nei giorni scorsi, spiegando che “non è sufficiente” perché mancano “le misure urgenti necessarie per rilanciare il settore automobilistico europeo” e una “chiara tabella di marcia per la crescita“. Alla luce di ciò, se non cambieranno le cose, Filosa ritiene improbabili grossi investimenti di Stellantis in Europa sulla falsariga di quelli promessi negli USA, dove il gruppo automobilistico ha messo sul piatto 13 miliardi di dollari per i prossimi 4 anni.

FILOSA “MINACCIA” IL TAGLIO DEGLI INVESTIMENTI IN EUROPA

Antonio Filosa ha commentato le proposte della Commissione UE in un’intervista al Financial Times che ha inevitabilmente fatto molto rumore, specie in relazione alla ‘minaccia‘, neanche tanto velata, di tagliare gli investimenti nei Paesi europei senza una tabella di marcia chiara per favorire la crescita. Una decisione del genere da parte di Stellantis comporterebbe gravi ripercussioni sul piano economico e sociale, a maggior ragione considerando che si parte da una situazione già complicata (specie in Italia e Francia).

“A queste condizioni diventa molto difficile pensare di investire di più“, ha spiegato il successore di Carlos Tavares, “e senza investimenti aggiuntivi non si può costruire una catena di approvvigionamento resiliente che è vitale per i posti di lavoro, la prosperità e la sicurezza europea“.

“MANCANO MISURE URGENTI E UNA CHIARA ROADMAP”

Secondo Filosa, il piano dell’UE per l’automotive risulta inadeguato perché “non sono state adottate le misure urgenti indispensabili per rilanciare il comparto automobilistico europeo né definita una chiara roadmap“. Mancano inoltre “interventi di sostegno immediati e sufficienti a favorire la transizione elettrica dei furgoni e di altri veicoli commerciali“. E “i caveat associati alla flessibilità sul divieto ai motori a benzina nel 2035 comportano una mancanza di chiarezza sulla loro fattibilità“. Si tratta peraltro di “misure che hanno un costo che potrebbe non essere alla portata di molte case automobilistiche“.

Filosa contro il Piano UE

PER FILOSA LA “MINI” REVISIONE SUGLI OBIETTIVI DEL 2035 NON È SUFFICIENTE

La questione chiave è che in fin dei conti il piano UE, pur avendo cancellato lo stop totale ai motori termici dal 2035, continua a mettere in primo piano le auto elettriche relegando le termiche a un ruolo marginale. Insomma, nelle proposte della Commissione europea la sbandierata neutralità tecnologica è solo sulla carta. Su quest’aspetto Filosa ha fatto un confronto con Stati Uniti e Cina, dove il passaggio all’elettrico è stato sostenuto da grossi interventi pubblici, massicci incentivi e investimenti e strategie industriali di larga portata. Al contrario dell’Unione Europea, che corre il pericolo di restare intrappolata in un quadro regolatorio particolarmente stringente senza un’adeguata dotazione di strumenti di accompagnamento.

Commenta con la tua opinione

X