Auto aziendali: +50% di tasse su benzina e diesel con più di 5 anni Auto aziendale

Auto aziendali: +50% di tasse su benzina e diesel con più di 5 anni

Scopri le ultime notizie sugli auto aziendali e la nuova tassazione proposta dal Governo per i modelli benzina e diesel: in arrivo un aumento

 

Scopri le ultime notizie sugli auto aziendali e la nuova tassazione proposta dal Governo per i modelli benzina e diesel: in arrivo un aumento

4 Giugno 2026 - 17:00

Dopo poco più di un anno il Governo torna a occuparsi della tassazione delle auto aziendali con un decreto correttivo della delega fiscale che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni (e non oggi come si attendeva). L’obiettivo è risolvere una serie di nodi rimasti aperti dopo l’intervento del 2025, anche se la misura più impattante riguarda sicuramente l’aumento del 50% del prelievo fiscale sui vecchi modelli benzina e diesel detenuti nelle flotte delle aziende da più di cinque anni.

FRINGE BENEFIT AUTO AZIENDALI: LE NUOVE ALIQUOTE 2025

Le auto aziendali (ma anche motocicli, ciclomotori e autocaravan) concesse in uso promiscuo ai dipendenti, ossia quelle utilizzabili sia per esigenze di lavoro che per esigenze private, costituiscono una forma di remunerazione ‘in natura’ complementare alla retribuzione principale ‘in denaro’, e sono pertanto soggette alla tassazione prevista per il fringe benefit, che è appunto una retribuzione aggiuntiva in beni o servizi. Fino al 2024 la tassazione si basava esclusivamente sulle emissioni di CO2 (ciclo WLTP) e prevedeva quattro fasce di emissioni, con altrettante percentuali da applicare al costo in €/km indicato nelle tabelle ACI. Ma da gennaio dell’anno scorso le cose sono cambiate.

In pratica, lo schema della tassazione non è più basato sulle emissioni di CO2 ma solo ed esclusivamente sulla tipologia di alimentazione, con evidenti vantaggi per BEV e PHEV e svantaggi per le altre (soprattutto termiche e ibride fino a 160 g/km di CO2). La tassazione, infatti, per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 è la seguente:

  • Auto elettriche: 10%
  • Auto plug-in hybrid: 20%
  • Tutte le altre alimentazioni: 50%.

Significa che le auto elettriche e plug-in hybrid sono passate dalla vecchia tassazione del 25% a una, rispettivamente, del 10% e del 20%. Mentre le vetture con emissioni di CO2 da 61 g/km a 160 g/km, cioè la stragrande maggioranza (secondo stime circa l’85% delle auto aziendali in Italia), sono passati dal 30% al 50%, aumentando notevolmente la tassazione Irpef e contributiva in busta paga al lavoratore e per l’azienda.

Come ha specificato l’Agenzia delle Entrate, la nuova disciplina si applica ai veicoli che, dal 1° gennaio 2025, sono immatricolati, oggetto di contratti di concessione in uso promiscuo e già consegnati al dipendente. Quelli ordinani entro il 31/12/2024 ma non ancora consegnati hanno beneficiato di una proroga fino al 30/6/2025.

COSA CAMBIA CON IL DECRETO CORRETTIVO DELLA DELEGA FISCALE

E arriviamo alle ultimissime novità. Se non ci saranno modifiche in extremis, la misura più rilevante prevista dal decreto correttivo della delega fiscale introduce un aumento del 50% della tassazione per le auto aziendali a benzina o diesel che fanno parte della flotta aziendale da oltre cinque anni. L’obiettivo, piuttosto chiaro, è spingere le aziende a sostituire più frequentemente i veicoli, idealmente ogni quattro anni, favorendo modelli più moderni e meno inquinanti.

Tra i ritocchi più importanti spicca anche quello che rivede le regole di tassazione per gli optional non inclusi nella tariffa standard delle tabelle ACI: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, infatti, l’optional aggiuntivo avrebbe aumentato il carico fiscale sul veicolo concesso in uso promiscuo al dipendente. Mentre con la modifica in arrivo il valore del fringe benefit viene aumentato forfettariamente del 5%.

Viene inoltre rivisto il regime fiscale transitorio per le auto prenotate nel 2024 e assegnate nel corso del 2025. Come fortemente richiesto dalle imprese, la modifica elimina il rischio di una tassazione al valore normale per i veicoli assegnati ai dipendenti dopo il 30 giugno 2025.

Infine, le aziende non saranno penalizzate fiscalmente se un’auto già assegnata a un dipendente viene successivamente concessa a un altro lavoratore.

Ribadiamo che queste novità non sono ancora ufficiali e lo diventeranno solo dopo l’eventuale pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Auto aziendali

ALTRE NOVITÀ

Il decreto correttivo della delega fiscale non si occupa solo di auto aziendali ma modifica anche le regole sulle imposte di successione e donazione: in presenza di trust e vincoli di destinazione sarà possibile effettuare il pagamento anticipato dell’imposta, cambiando il momento in cui il prelievo può essere assolto.

Ma non solo:  dopo l’entrata in vigore del decreto, le eventuali plusvalenze derivanti dalla cessione di crediti d’imposta acquistati dai professionisti saranno considerate redditi diversi e tassate al 26%, anziché con l’Irpef ordinaria.

Il pacchetto include anche altre misure fiscali. Una riguarda la ritenuta sui dividendi corrisposti ai fondi pensione europei che sale dall’11% al 20%. C’è poi il diritto alla detrazione IVA che potrà essere esercitato entro il secondo anno offrendo più tempo in caso di fatture ricevute in ritardo. Per quanto riguarda i dati della fattura elettronica si punta a renderli utilizzabili anche per l’analisi di rischio doganale. Viene inoltre eliminata la riduzione di un anno dei termini di accertamento per i contribuenti forfettari dal momento che l’e-fattura è ormai obbligatoria anche per loro. Per le imprese c’è poi la possibilità, in caso di adesione al regime di tutoraggio, di regolarizzare il passato per quanto riguarda possibili disallineamenti interpretativi legati soprattutto all’applicazione dei principi contabili internazionali. Infine c’è spazio per una revisione della tassazione del reddito in agricoltura.

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