Accesso ai dati tecnici: solo ora una “BER” anche in USA e Australia

La concorrenza tra officine indipendenti e Costruttori sull’accesso ai dati è agguerrita non solo in Europa, che con la BER sembra un passo più avanti di USA e Australia

10 giugno 2022 - 9:00

Autopromotec 2022 è stata come in ogni edizione passata l’occasione d’incontro e confronto tra realtà internazionali dell’Independent Aftermarket (IAM) riunite sotto l’egida della Right to Repair Campaign (R2RC). L’accesso alle informazioni tecniche di riparazione è un argomento caldo di cui si è parlato durante la conferenza live “Global right to repair forum – accesso ai dati e libera concorrenza nell’aftermarket automobilistico” a cui abbiamo assistito. All’incontro moderato dall’avvocato Piergiorgio Beccari, presidente di ADIRA, hanno partecipato i rappresentanti di FIGIEFA (Federazione internazionale di distributori indipendenti dell’IAM), Australian Automotive Aftermarket Association (Australia), ASA-Verband (Germania) e Auto Care Association (USA), che hanno fatto il punto su cosa sta succedendo a livello mondiale per la tutela dei consumatori e la concorrenza tra officine indipendenti e Costruttori di veicoli.

IN EUROPA IL LAVORO DELLE ASSOCIAZIONI ASSICURA LA LIBERA CONCORRENZA NELL’IAM 

In Europa la concorrenza tra IAM e OEM (Original Equipment Manufacturer) è regolamentata dalla BER prorogata al 2028 (più precisamente MVBER – Motor Vehicle Block Exemption Regulation) di cui abbiamo parlato in questa intervista all’avvocato Piergiorgio Beccari. Il parere di Sylvia Gotzen, CEO FIGIEFA è che “la proroga BER non deve essere solo un’estensione della scadenza ma deve essere anche adattata nelle linee guida all’attualità tecnologica e di mercato”. È tuttavia considerata già una conquista non scontata e la conferma del prezioso lavoro svolto dalle varie associazioni a Bruxelles. “In 30 anni non ho mai visto così tanti esperti e avvocati delle Case auto che fanno lobby sui Car-data, ha dichiarato Frank Beaujan, Amministratore delegato dell’Associazione ASA-Verband e membro del consiglio di amministrazione di EGEA, l’Associazione Europea di Costruttori di Attrezzature per officine (sia IAM che OE). Una condizione che farebbe pensare a un’Europa “lenta”. Ma durante la conferenza abbiamo scoperto che la libera concorrenza nell’IAM di USA e Australia è molto più indietro e solo ora si sta arrivando a una “BER” come in Europa, che invece è stata introdotta già da oltre 20 anni con il Regolamento (CE) n. 1400/2002, anche nota come legge Monti.

DAL 2022 L’OBBLIGO DI CONDIVIDERE LE INFO TECNICHE ANCHE IN AUSTRALIA

Un’Europa così sembra già proiettata verso il futuro dell’IAM, ma chissà cosa penserebbero i responsabili politici se si scontrassero dal vivo con i problemi quotidiani degli autoriparatori, com’è accaduto in Australia. “In Australia i politici sono stati invitati a visitare le officine di riparazione per vedere da vicino quali difficoltà reali devono affrontare i meccanici quando non hanno accesso alle informazioni tecniche”, ha spiegato Stuart Charity, Amministratore delegato dell’Australian Automotive Aftermarket Association. “Questo ha permesso di arrivare a una legge che obbliga le Case auto a condividere le informazioni tecniche alle reti di officine indipendenti nello stesso momento in cui le forniscono alla rete autorizzata del Brand”. Dopo oltre 12 anni di lavoro è diventato legge nel 2021 il Motor Vehicle Service and Repair Information Sharing Scheme, che entrerà in vigore dal 1 luglio 2022. Le Case automobilistiche presenti sul mercato australiano condivideranno le informazioni tecniche tramite la piattaforma AASRA (Australian Automotive Service and Repair Authority). “Non esiste nulla di simile a questo schema in tutto il mondo”, dichiara Charity. “Gran parte del lavoro in corso riguarda l’integrazione delle Case automobilistiche sulla piattaforma AASRA e già 35 marchi automobilistici operanti in Australia hanno espresso interesse ad aderire”.

NEGLI USA UN DISEGNO DI LEGGE SULLA LIBERA CONCORRENZA NELL’IAM

Negli USA le cose non vanno molto diversamente, nonostante sia da sempre proclamata la tutela delle libertà e dei diritti inviolabili dei cittadini. Come spiega Aaron Lowe, Senior Vice President, Regulatory & Government Affairs of Auto Care Association, intervento ad Autopromotec: “c’è un disegno di legge presentato al Congresso a febbraio 2022 per garantire ai consumatori i diritti sui dati di riparazione e manutenzione, e salvaguardare un mercato delle riparazioni libero ed equo”. Si tratta del REPAIR Act (HR 6570), supportato da una coalizione di associazioni americane dell’IAM (Auto Care Association, Automotive Aftermarket Suppliers Association, Consumer Access to Repair, Specialty Equipment Market Association). Aaron Lowe ha coordinato il gruppo di lavoro dell’Auto Care Association nel 2012 per ottenere l’approvazione del diritto alla riparazione dei proprietari di veicoli nel Commonwealth del Massachusetts. Per darvi un’idea di quanto sia farraginosa la faccenda, proprio nel Massachusetts il 3 novembre 2020 il 75% degli elettori ha votato a favore della nuova legge che obbligherebbe i Costruttori a fornire ai proprietari di veicoli sia l’accesso che il controllo dei dati diagnostici e di riparazione. Ma il gruppo automobilistico Alliance for Automotive Innovation ha intentato una causa e chiesto al tribunale di ribaltare l’obbligatorietà sull’accesso ai dati, per ragioni di sicurezza e adeguamento ai nuovi requisiti. Intanto la decisione del giudice attesa per il 15 aprile scorso è slittata al prossimo 2 luglio 2022, come spiega Auto Care Association. Restate collegati poiché continueremo ad aggiornarvi sugli sviluppi della vicenda.

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