Golf Variant Alltrack, GTD e R: prova su strada in anteprima

La Golf station wagon viene declinata in tre versioni speciali, ognuna con un carattere ben definito

28 aprile 2015 - 16:00

La Golf berlina è sicuramente l'auto con più versioni diverse in produzione. Trazione anteriore o integrale, alimentazione benzina, diesel, metano (che abbiamo provato qui), elettrica o ibrida plug-in e una gamma motori che spazia dagli 85 CV della paciosa 1.2 TSI ai 300 CV della arrabbiata R. Il discorso può essere esteso alla carrozzeria station wagon, che dalle parti di Wolfsburg chiamano Variant. È sempre stata un po' in ombra rispetto alla due volumi, ma comunque rappresenta il 20% degli oltre 30 milioni di Golf vendute dal 1976. Ad ogni modo la gamma della Variant è molto simile a quella della compatta, eccezion fatta per le versioni elettrificate. Anzi, ora, con l'arrivo della Alltrack, vanta un punto di differenziazione abbastanza importante. È senza dubbio questa la novità più succulenta delle tre che abbiamo provato in Spagna, visto che la GTD e soprattutto la R sono varianti abbastanza di nicchia. Peraltro, con la Alltrack, è la prima volta che il concetto di “cross station wagon” scende fino al segmento C.

TANTE VARIANT, UNA SOLA GOLF – Queste nuove Golf Variant, inoltre, mostrano nel migliore dei modi che cosa vuol dire avere a disposizione una piattaforma modulare come la MQB. La R, infatti, ha la trazione integrale, la GTD il motore 2.0 TDI da 184 CV e la Alltrack li mette insieme, aggiungendo anche il 1.6 TDI (sempre a quattro ruote motrici) per chi ha meno fretta e voglia di spendere. A questo proposito la Golf che ama gli sterrati ha un listino prezzi che parte da 29.400 euro e raggiunge i 34.400 euro con la 2.0 TDI 184 CV (il cambio automatico DSG a doppia frizione è di serie). La Variant GTD, invece, costa 34.200 euro, a cui ne vanno aggiunti 1.900 se non si gradisce la trasmissione manuale a 6 marce. Per la R il discorso cambia, visto che si tratta di un modello che il mercato italiano richiederà con il contagocce. La Golf station wagon più veloce di tutte sarà disponibile solo su richiesta, con il prezzo che viene comunicato di conseguenza e che dovrebbe essere di circa 2.000 euro più alto rispetto alla R berlina.

LA DIFFERENZA E' NEI DETTAGLI – Le Volkswagen Golf Variant Alltrack e GTD (qui la prova della berlina) si potranno ordinare nelle concessionarie già da maggio con le prime consegne previste a partire da giugno. Le abbiamo provate durante la presentazione alla stampa internazionale, sulle strade spagnole intorno a Malaga, con divagazioni sul circuito Ascari Resort (nel caso della R) e in un percorso off-road (la Alltrack). Al volante ognuna delle tre ha un carattere ben definito, ma basta solo un istante per capire che si tratta di una Golf; in altre parole, il family feeling non è solo questione di design. A questo proposito, la differenza tra le tre è nei dettagli. Mettendole vicine si nota la differenza di altezza, ma diversamente solo un occhio allenato o comunque attento potrebbe cogliere i paraurti personalizzati, gli scarichi diversi al posteriore e i fascioni paracolpi in plastica. Del resto, chi guida una Golf non ha bisogno di “gridarlo” ai quattro venti.

GTD E ALLTRACK – Considerate con lo stesso motore, 2.0 TDI 184 CV e 380 Nm, ma non con lo stesso cambio, la Golf Variant Alltrack e la GTD, costano praticamente uguale, così la scelta diventa una questione di modalità d'impiego. La GTD è senza dubbio una passista, un'auto perfetta per coprire lunghe distanze a medie sostenute con un effettivo risparmio nei consumi, ma si presta senza batter ciglio anche a una guida sportiva. Con la sola trazione anteriore e il 2 litri che dichiara 4,4 L/100 km (dato omologato, abbastanza lontano dalla realtà) è praticamente la più semplice del trittico. La Alltrack, dal canto suo, è un'alternativa credibile a un SUV di media categoria, pur mantenendo tutte le caratteristiche stradali che ci si aspettano da una station wagon. Con la trazione integrale – schema Haldex di quinta generazione con frizione a lamelle – l'assetto rialzato da terra di 20 mm, e il programma Offroad che viene in aiuto nelle discese, ha una mobilità non comune sui terreni accidentati e nel fuoristrada leggero.

R COME REALTA' ACCELERATA – Con la Alltrack, la R ha in comune il sistema di trazione integrale, che però ha un settaggio elettronico dedicato alla guida sportiva, con un trasferimento della coppia al posteriore più repentino. Sotto il cofano c'è  il 2.0 TSI turbo benzina da 300 CV e 380 Nm; la coppia motrice è la stessa del diesel, ma qui viene erogata in tutt'altro modo. Inutile dire che la Golf Variant R è una specie di missile terra-terra, capace di accumulare velocità in un batter d'occhio. Anche in pista, sebbene non sia il suo habitat naturale, si destreggia bene e sono solo gli pneumatici stradali, che vanno fuori temperatura e cedono troppo in fretta, a limitare le sue prestazioni. Per strada, invece, è meglio raffreddare i bollenti spiriti e affidarsi al cruise control adattivo basato su telecamera e radar. Purtroppo non è di serie, allo stesso modo del bilnd spot assist e della frenata automatica di emergenza. L'airbag per le ginocchia, il Fatigue Detection e i sensori luci e pioggia, invece, lo sono, ma quando si spendono queste cifre è comunque poco.

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