Toyota GT 86: prova in pista a Vallelunga

Ecco come si comporta la Toyota GT 86 tra i cordoli di Vallelunga

26 novembre 2013 - 10:20

La Toyota GT 86 è un cocktail di tre ingredienti. È una coupé sportiva, ha la trazione posteriore e la sua missione è far riscoprire quanto sia gratificante guidare di questo tipo. Il peso non supera i 1.240 kg e il motore boxer aspirato, che eroga 200 CV a 7.000 giri e 205 Nm a 6.600 giri è accoppiato a un cambio a 6 marce manuale. Sfrutta una doppia iniezione, indiretta e diretta, per i bassi e gli alti carichi; il passaggio da una all'altra avviene a circa 3.000 giri. La GT 86 è nata grazie a un progetto condiviso tra Toyota e Subaru, che si è occupata del motore a quattro cilindri contrapposti, che è stato posizionato molto in basso, contribuendo ad avere un baricentro record di 46 cm dal suolo. Ma tutti i componenti della GT 86 sono stati progettati per tenere le masse più vicine possibile al suolo; per questo la piattaforma è tutta nuova, così come il 90% dei componenti non sono condivisi con altri modelli dei due gruppi. Anche le sospensioni sono dedicate: il McPherson anteriore ha i braccetti inferiori a L per arretrare il motore all'interno del passo, mentre il multilink al retrotreno ha quattro bracci e mezzo (quello triangolare superiore è vincolato) per correggere la convergenza e il camber nelle curve. Il differenziale posteriore è un'autobloccante Torsen e i cerchi in lega sono da 17 pollici.

LE SENSAZIONI – Dopo essersi calati nell'abitacolo, la prima sensazione è quella di un'accoglienza perfetta nella posizione di guida: il sedile è basso e molto contenitivo, il volante è piccolo e verticale, mentre le gambe assumono una posizione semi-distesa. Ai bassi regimi la Toyota GT 86 è fluida e silenziosa. Il motore è presente sin dai 2.000 giri ma è solo quando raggiunge i 5.000 giri che inizia a spingere davvero, perfettamente assecondato dal cambio corto e ben spaziato con gli innesti secchi e precisi. Lo sterzo si rivela preciso, sensibile ai piccoli angoli e diventa più sostanzioso man mano che sale la velocità. È molto comunicativo, in qualsiasi momento sai perfettamente che cosa succede sotto le ruote anteriori. Le informazioni sono filtrate al punto giusto e il servosterzo elettrico si dimostra all'altezza delle aspettative. Il telaio è rigido e copia il profilo stradale come se fosse un pezzo unico, non c'è latenza tra anteriore e posteriore e alle basse velocità le oscillazioni del corpo vettura sono limitate. In appoggio, alle alte velocità, non ci sono variazioni di assetto, l'auto entra in curva e segue la linea senza scomporsi. Nella nostra prova su strada, potete trovare tutte le informazioni sulla Toyota GT 86; per sapere come si comporta sulla pista romana di Vallelunga, invece, continuate a leggere.

LA PISTA – Una volta entrati in pista è consigliabile selezionare la modalità sport dell'ESC, configurazione in cui le soglie di intervento si alzano lasciando più spazio alle perdite di aderenza. Si può anche disattivare completamente, ma consigliamo di farlo solo a chi ha già una certa esperienza (e magari ha frequentato qualche corso di guida sportiva), perché la GT 86 è molto reattiva e può andare in sovrasterzo con facilità. Si spinge il pulsante di accensione e il boxer si risveglia con un tremolio, per poi assestarsi su un minimo borbottante. La prima entra con un movimento corto e deciso, tipico giapponese. La potenza, come dicevamo, si trova nella parte alta del contagiri ed è questa che bisogna frequentare se si vuole far correre la coupé Toyota. La trasmissione aiuta molto perché i rapporti sono corti e la manovrabilità eccellente, inoltre la pedaliera è posizionata perfettamente per effettuare il punta-tacco. La GT 86 monta di serie i Michelin Premacy HP, pneumatici assolutamente non specialistici che antepongono la scorrevolezza al grip. Questa è stata una scelta ben ponderata da parte degli ingegneri giapponesi, che hanno voluto conferire alla GT 86 una trazione non eccessiva, a favore del divertimento. In effetti, in pista il limite dell'auto si raggiunge abbastanza in fretta e rendendosene bene conto. Ma è proprio in questo frangente che si apprezza il perfetto bilanciamento dell'auto e la sua comunicatività. Con una distribuzione dei pesi 53:47, la Toyota è leggermente sottosterzante, ma basta giocare con i trasferimenti di carico per guidarla nella maniera voluta. Si può adottare uno stile pulito, oppure divertirsi con qualche derapata, ma la caratteristica fondante della GT 86 rimane la sua assoluta facilità. Le perdite di aderenza sono comunicate con grande anticipo e il guidatore non ha mai la sensazione di trovarsi in difficoltà o di perdere il controllo. Anche i freni regalano sempre una bella fiducia, con tanta potenza a disposizione e pochissima tendenza all'affaticamento. In conclusione si può affermare, senza dubbio di essere smentiti, che la Toyota GT 86 è una delle migliori interpretazioni del concetto classico di coupé a un prezzo accessibile. 

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