Renault Scénic Xmod e Xmod Cross: prova su strada

Abbiamo provato la Xmod sia in versione automatica con il 1.5 dCi da 110 CV sia con il 1.6 dCi da 130 CV nella versione, più campagnola, Cross

5 dicembre 2013 - 15:14

A solo un anno dal precedente restyling Renault ha aggiornato l’estetica della Scénic Xmod per allinearla allo stile delle sorelle più piccole Clio e Captur e, con l’occasione, ha introdotto un modello tutto nuovo: la Xmod Cross che gode di piccoli dettagli da off-road pura, come, ad esempio, parte dei paraurti e delle fiancate in plastica grezza e alluminio, e del nuovo sistema Extended Grip (un sistema che ottimizza l'aderenza alla strada sposandosi al meglio con i pneumatici M+S). L'obbiettivo della Regìe è sempre quello: restare il punto di riferimento per il segmento delle monovolume compatte. Per la Xmod Cross, così come per la Xmod normale, le motorizzazioni sono cinque, tre benzina (un 1.6 da 110 CV e un 1.2 TCe da 130 CV o da 105 CV) e due Diesel (un 1.5 da 110 CV e un 1.6 da 130 CV oggetto della nostra prova). Gli allestimenti sono tre Wave, Live e Energy. Noi abbiamo provato la Xmod Cross con il motore 1.6 Diesel e la Xmod normale con il motore 1.5 Diesel e con il cambio robotizzato doppia frizione EDC: ecco come si sono comportate le due sorelle.

IN OFFICINA – La Renault Xmod è lunga 4 metri e 37 centimetri, con passo di 2 metri e 70 centimetri), è larga 1 metro e 85 centimetri (2 metri e 8 centimetri considerando gli specchietti) ed è alta 1 metro e 65 centimetri. Il bagagliaio ha un volume di 645 litri, abbattendo i sedili si arriva a 1850 litri mentre estraendoli si giunge a 2050 litri. Il motore 1.5 è la versione ampiamente rivista del K9K sul mercato ormai da quasi 10 anni mentre il 1.6 (codice R9M) è un progetto più fresco e deriva dal 1.9 dCi (codice F9Q) con il quale condivide i valori di corsa. La cilindrata di 1598 cm³, infatti, scaturisce dalle misure di alesaggio e corsa di 80×79.5 mm mentre il 1.9 dCi aveva misure caratteristiche di 93×79.5 mm: rispetto a questo motore sono cambiati il 75% dei componenti e sono stati depositati 30 brevetti. Alzando la vettura sul ponte si nota la presenza della sola carenatura sotto il motore. Lo schema sospensivo è di tipo McPherson all’anterione e ponte torcente al posteriore. Il freno di stazionamento è elettrico del tipo con attuatori sulle pinze. Attenzione alle sospensioni posteriori: gli attacchi degli ammortizzatori sono all’interno del portabagagli e di conseguenza per smontarli c’è bisogno dell’intervento di due persone, di conseguenza i costi per la sostituzione aumentano. Facile invece sostituire le lampadine sia delle frecce sia degli anabbaglianti.

INTERNI – Per quanto riguarda la plancia, il disegno, anche se particolare, è ben riuscito e permette di accogliere, nella parte centrale, lo schermo del navigatore e lo schermo delle informazioni di guida (l’utente può scegliere tra sei tipi diversi di visualizzazione). Sotto al quadro informazioni abbiamo le bocchette dell’aria e il pulsante dell’hazard (di dimensioni generose e facile da vedere e da raggiungere) e il pulsante della chiusura centralizzata. Al di sotto abbiamo i comandi dell’impianto audio. Per quanto riguarda il posto guida lo sterzo è leggermente inclinato e l’ergonomia del volante è solo discreta dato che la presa non è delle migliori. Nella parte posteriore del volante, sulla destra, sono presenti i comandi dell’autoradio e del telefono mentre sul volante sono presenti solo i pulsanti del cruise control. Il quadro strumenti è di tipo digitale ma riproduce, per il contagiri, l’indicatore a lancetta per una migliore leggibilità; il tachimetro indica numericamente la velocità mentre la temperatura del liquido di raffreddamento e l’indicatore della benzina sono rappresentati rispettivamente da una barra orizzontale e da una verticale. I sedili della versione in prova erano del tipo misto pelle alcantara molto belli e davvero molto comodi; si adattano bene anche ai più alti. Da notare la presenza molto utile delle tendine parasole integrate nelle potiere posteriori un'idea semplice ma utile. Secondo Renault, Xmod offre la migliore modularità della categoria: obbiettivo raggiunto grazie ai sedili del passeggero anteriore e della seconda fila ripiegabili a tavolino. Una maniglia situata sul fianco dei sedili laterali di seconda fila consente di ripiegare lo schienale e di arretrare completamene i sedili con un unico movimento; è possibile poi rimuovere agevolmente questi ultimi e ottenere così anche un interessante aumento del volume di carico. Utili infine le prese da 12V ad ogni fila e gli oltre quaranta alloggiamenti (per un totale di 90 litri) suddivisi in tutto l’abitacolo.

LA 1.6 DCI CON CAMBIO MANUALE – Ottima la visibilità in ogni condizione di manovra; il montante posteriore, di dimensioni generose, non pone grossi problemi perché il lunotto è ampio e permette di rendersi conto degli ingombri. Ad ogni buon conto i sensori di parcheggio, sia anteriori sia posteriori, possono venire incontro nelle situazioni più difficili. Il climatizzatore è automatico bizona, funziona molto bene ed ha anche il controllo della qualità dell’aria che indica ai passeggeri la qualità dell’aria esterna: se l’aria è pulita verrà visualizzato un ramo con due foglie, se invece l’aria è sporca verrà rappresentata una nuvoletta davanti al disegno stilizzati della Scénic; se poi l’aria è molto inquinata la nuvola diventa più grande. i controlli sono posizionati sotto all’autoradio e sono intuitivi e facili da utilizzare. La tenuta di strada e la stabilità sono molto buone (segno della bontà del progetto e delle caratteristiche del telaio) mentre è ottima la capacità di assorbire le sconnessioni, ad esclusione, ovviamente, delle voragini. Il feeling dello sterzo è più che adeguato se si fa riferimento al tipo di vettura: migliorabile solo la precisione. Nella media lo sforzo richiesto al freno al freno: la modulabilità è buona e anche la frenata è potente. Il 1.6 dCi da 130 CV, accoppiato a un cambio meccanico a 6 rapporti garantisce ottime prestazioni. La differenza rispetto al 1.5 (anch'esso in prova) è subito evidente, non tanto per i 20 CV quanto per i 60 Nm di coppia in più, nonostante la differenza di cilindrata tra i due diesel sia esigua (137 cc). Al volante tutti questi numeri fanno la differenza. La risposta al comando del gas è molto pronta e nelle marce basse la Scènic scatta in avanti con vigore. Il turbodiesel si comporta molto bene anche in autostrada, dove, anche con la sesta marcia, si può contare su una riposta robusta. I consumi medi si sono attestati sui 7,1 litri/100 km. Per quanto riguarda il sistema Extended Grip, non abbiamo potuto testarlo sul percorso fuoristrada Antares perchè la Xmod Cross, a livello di telaio, ha comunque le caratteristiche di una volume e non di un fuoristrada o di un SUV; di consueguenza l'Extended Grip va considerato solo uno strumento che ottimizza l'aderenza in condizioni difficili. In poche parole la Xmod Cross non è da considerarsi una fuoristrada ma, semmai, se ci lasciate passare il termine, una movolume ad “aderenza aumentata”.

LA 1.5 DCI CON CAMBIO EDC – Nel corso della nostra prova abbiamo avuto a disposizione anche una Xmod normale motorizzata con il 1.5 diesel dCi da 110 CV e un cambio robotizzato a 6 marce a doppia frizione denominato EDC (Efficient Dual Clutch). Fatto salvo il comportamento dinamico che rimane invariato rispetto alla Xmod 1.6, vogliamo enfatizzare il comportamento del cambio automatico che si è dimostrato abbastanza fluido se si guida in maniera tranquilla anche se non ha ancora raggiunto i livelli dei classici automatici con convertitore di coppia (la gestione elettronica è tarata per emulare questo comportamento). Se si preme a fondo il pedale dell’acceleratore i tempi di risposta del cambio sono lunghi mentre l'allungo del motore è solo discreto; bene invece le scalate in fase di frenata. L'accoppiata cambio-motore quindi si è rivelata adatta ad una guida in souplesse ma non ad una guida brillante, tanto più che il propulsore è molto silenzioso e riesce ad erogare comunque una buona coppia. I consumi che abbiamo rilevato sono stati dell'ordine dei 7,4 litri nel misto.

INFOTAINMENT – Il sistema montato sulla Xmod in prova era costituito da navigatore TomTom, radio-CD con bluetooth e ingressi Aux e USB. Abbastanza facile la procedura di agganciamento del telefono al sistema e buona la qualità audio della telefonata telefonata. Il navigatore funziona bene nella ricerca della destinazione prescelta, l’unica pecca è che, nelle situazioni, molto rare, in cui ci si trova su una di due strade parallele tra loro molto vicine, non riesce a trovare la posizione corretta dell’auto. La qualità della musica è buona, anche se non sconfina nell’alta fedeltà, sia con la radio sia con i file MP3 sia con il lettore CD. La Scénic Xmod Cross era dotata anche del nuovo sistema di infotainment R-Link che integra tutte le funzioni dell’auto con una facilità d’uso esemplare. Il passo avanti rispetto al vecchio sistema è netto e ne trae giovamento anche la sicurezza di marcia, visto che le distrazioni si riducono al minimo.

SICUREZZA – Iniziamo con lo scrivere che ci fa piacere trovare di serie airbag a tendina e il segnale di dimenticanza per tutte le cinture di sicurezza (lo scorso anno erano optional). Per quanto riguarda la sicurezza passiva la Scénic ha ottenuto, nel test effettuato nel 2009 sulla versione “lunga”, 5 stelle Euro NCAP. La Xmod monta il Sistema Renault di Protezione di terza generazione (con anti-effetto submarining per i sedili, doppio pretensionatore, limitatore di carico e airbag adattativi), doppi sensori di urto laterale (con airbag torace, bacino e addome a doppio volume) e ganci Isofix a 3 punti di ancoraggio per i seggiolini sui tre posti di 2° fila. Come dispositivi di sicurezza attiva da segnalare il Visio System (500 Euro, disponibile solo per l'allestimento Energy) che aiuta il conducente a restare vigile migliorando anche la visibilità notturna: questo sistema, pur utilizzando un'unica telecamera, è in grado di unire le funzionalità di segnalazione sonora del superamento della linea di carreggiata e la regolazione automatica degli abbaglianti. In questo modo si ottiene un vantaggio sia per la sicurezza del conducente sia per la sicurezza degli automobilisti che viaggiano in senso opposto. Di serie anche l’accensione automatica dei proiettori e dei tergicristalli, il regolatore-limitatore di velocità, il sistema di controllo della pressione dei pneumatici oltre ai ben noti ABS con ripartitore elettronico della frenata, l'assistenza alla frenata di emergenza (AFE), l'ESP con funzione supplementare di controllo del sottosterzo (CSV).

PREZZI – Per la Xmod Cross si parte dai 21 mila 700 Euro della 1.6 a benzina da 110 CV in allestimento Wave mentre con i Diesel si parte dai 24 mila Euro; la versione in prova parte da 27 mila 750 Euro. Per la Xmod standard si parte da 20 mila 950 Euro con il 1.6 a benzina in allestimento Wave che, con il 1.5 dCi costa invece 23 mila 950 Euro. La versione in prova, allestimento Live, con gli optional montati (tetto panoramico, sedili pelle e alcantara, keyless, ruota di scorta di dimensioni normali) costa 28 mila 840 Euro. In questa nuova versione la XMod ci è apparsa migliorata sia sotto l’aspetto del feeling dello sterzo, ora più duro, sia sotto l’aspetto della frenata, ora il pedale trasmette un miglior feeling ed è facile da azionare. Per il resto fa piacere vedere migliorata la dotazione di sicurezza di serie dato che l'Xmod è la tipica auto da famiglia.

SicurAUTO.it ringrazia l'officina Autoservice 3000 s.r.l. per la gentile collaborazione

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