Nuova Renault Captur: prova su strada in anteprima

Il crossover Renault Captur si aggiorna nell'estetica con la nuova generazione, puntando su una qualità maggiore ed alcuni sistemi ADAS

21 maggio 2017 - 8:00

Negli ultimi anni il mercato dei SUV e dei crossover ha spopolato, portando tutte le firme automobilistiche mondiali a lanciare una propria interpretazione all'interno di questo segmento. Renault offre ai propri clienti crossover di diverse grandezze ed adatti a diversi clienti, ma è innegabile che Renault Captur sia riuscito, fin dal suo lancio, e catturare l'attenzione e le preferenze di molti automobilisti. Noi abbiamo avuto modo di provare in anteprima il piccolo crossover francese lungo le strade della capitale danese Copenaghen.

I PARTICOLARI CHE FANNO LA DIFFERENZA Osservare il nuovo Renault Captur e metterlo di fianco ad un modello della vecchia generazione semplicemente non fa percepire così, su due piedi, quelle che sono le differenze che segnano il passaggio dall'uno all'altro. Un occhio più attento è poi capace di cominciare a distinguere dei tratti come il nuovo disegno dei proiettori anteriori, anche se in una cupola identica alla versione che già dal 2013 gira su strada, così come i listelli della calandra, per giunta più generosa nelle dimensioni. Di fatto nuovo Renault Captur non vuole tagliare i ponti con il passato ma semplicemente mostrare una maturità stilistica superiore, un'evoluzione sul tema, evidenziata anche dal disegno dei proiettori posteriori e dalle frecce a LED dinamiche riservate all'allestimento top di gamma Initiale Paris, oltre ai paracolpi montati sotto i paraurti anteriore e posteriore.

INTERNI CHE PUNTANO ALLA QUALITA' Se c'è un particolare sul quale Renault ha lavorato per cercare di dare un'impronta diversa e più importante a questo nuovo Captur, merito anche di un'influenza sul mercato che vede questo segmento occupare oltre il 40% delle vendite, è la qualità degli interni. Il design dei sedili è cambiato rispetto al passato ed anche questo si mostra più maturo e “serio”, con un pellame bianco sulla Initiale Paris che manderà al manicomio gli amanti della pulizia ma, una delle cose più importanti e più apprezzate dai clienti di Captur in passato e che avrà salvato in calcio d'angolo clienti su clienti, è stata mantenuta la possibilità di avere i sedili in tessuto sfoderabili: famiglie con bambini non demordete, perché eventuali macchie potranno essere debellate molto più facilmente. Per poi centrare il gusto particolare dei clienti la firma francese ha puntato anche sulla personalizzazione, con colori degli inserti che possono essere scelti a proprio piacimento così come la combinazioni del bicolor della carrozzeria. C'è un particolare che però non è cambiato e forse avrebbe potuto offrire un maggiore appeal: la strumentazione. In realtà la parte superiore della plancia è stata leggermente modificata, ma la forma stessa dello strumento è rimasta del tutto invariata, cosa che fa leggermente storcere il naso considerando la disponibilità di strumentazioni importanti e belle come quelle presenti sulla Renault Megane (leggi la nostra prova su strada della Renaut Megane).

OPZIONI MULTIMEDIALI E ADAS Il nuovo Renault Captur sarà offerto con tre possibili sistemi di infotainment, che dal più semplice al più pregiato si concretizzano nel sistema R&Go, nel Media Nav e nel R-Link Evolution. Tutto dipende dall'allestimento scelto e si parte da un sistema molto semplice ma che non offre soluzioni come il navigatore, fino ad arrivare al pairing con il bluetooth del telefono oppure il collegamento tramite Android Auto. Dal punto di vista dell'assistenza di guida il Cruise Control resta quello tradizionale, non adattivo, ma in compenso è arrivata la possibilità che l'auto si parcheggi da sola, con la semplice selezione della tipologia di posteggio da occupare e, prima volta su una Renault di segmento B, il Blind Spot Assist per monitorare l'angolo cieco dello specchietto.

LA PROVA SU STRADA L'idea di fondo che ha portato alla realizzazione del nuovo Renault Captur è stata probabilmente la volontà di immettere sul mercato un mezzo tuttofare, capace di soddisfare a 360 gradi le esigenze di una famiglia. Non si spiegherebbe altrimenti. Perché in effetti guidare su strada il crossover francese di segmento B permette di apprezzare in primis le doti di silenziosità e regolarità offerte dal motore 1.2 TCe da 120 cavalli, che spinge con regolarità già dai poco dopo il minimo ma soprattutto senza alcuna vibrazione di sorta. Con una licenza poetica potremmo dire che sembrava alla lontana un motore elettrico per assenza di vibrazioni, mentre ovviamente la spinta è pur sempre quella di un'auto senza particolari velleità sportive. Il cambio manuale a sei marce fa il suo dovere in ogni situazione e non si impunta nel passare da un rapporto all'altro, mentre l'assetto è di quelli comodi e pensati perlopiù per la città: buono l'assorbimento di sconnessioni come i tombini oppure i rattoppi dell'asfalto, ma essendo troppo morbido non permette di alzare il ritmo poiché dimostra evidenti limiti a causa di un rollio marcato. Non è l'auto che viene acquistata per andare in collina a fare quattro curve in allegria, su questo non ci piove, quindi la annotiamo come semplice presa di coscienza più che difetto di sorta. Ad ogni modo con una buona abitabilità interna il Renault Captur è un concorrente importante in un segmento che vede tra i principali competitor la Fiat 500X (leggi la prova su strada della Fiat 500X) e la Peugeot 2008, perché sia seduti in prima fila che sul divanetto posteriore non ci si può lamentare e chiedere troppo di più da un'auto che è lunga 4,12 metri ed ha anche un bagagliaio da 455 litri (che diventano 1.235 con i sedili abbattuti). Poi c'è il vano portaoggetti sotto la plancia, lato passeggero, da 11.5 litri: validissimo aiuto per una infinità di oggetti che ci si può trovare a trasportare ma bisogna avere a portata di meno. Chapeau.

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