Maserati Quattroporte Diesel: primo contatto

Abbiamo guidato l'ultima versione della limousine modenese, spinta dal 3.0 V6 turbodiesel. Ecco come va la Maserati Quattroporte Diesel

9 maggio 2014 - 11:05

Dopo aver trovato posto sotto il cofano della Ghibli, il V6 3.0 turbodiesel arriva anche sotto il cofano della sorella maggiore Quattroporte, mantenendo le stesse caratteristiche tecniche. È una prima assoluta per l'ammiraglia modenese, che in questo modo vede la sua gamma completarsi, con i V6 3.0 benzina da 330 e 410 CV (anche a trazione integrale) e il poderoso V8 3.8 litri da 530 CV, entrambi bi-turbo che rappresentano l'offerta a benzina. Questo motore è strategico per il mercato europeo e infatti è stato l'ultimo ad arrivare, visto che la Quattroporte sta macinando i suoi successi soprattutto sul mercato statunitense e su quello cinese, dove le versioni a benzina sono le uniche disponibili. In effetti siamo solo noi europei a volere il motore diesel su questo tipo di auto e, numeri alla mano, si tratta di un mercato molto florido, che nel 2013 ha totalizzato circa 16.000 unità nel Vecchio Continente. Non sono numeri mastodontici, ma considerando che il prezzo medio di un'auto del segmento F è di circa 100.000 euro e che la profittabilità è molto elevata, una casa come Maserati non si può permettere di non presidiarlo, visti anche i suoi obiettivi a breve termine.

LA CONCORRENZA EUROPEA – Le concorrenti della Quattroporte si chiamano Audi A8, BMW Serie 7, Jaguar XJ, Mercedes Classe S e Porsche Panamera (qui la nostra prova), tutte dotate almeno di una motorizzazione diesel dai tre litri di cilindrata in su, con potenze comprese tra i 250 CV della Jaguar e i 383 della BMW. Ma di 16.000 auto vendute, la parte più consistente sono le 13.200 unità con potenze comprese tra i 250 e i 300 CV, mentre di “over 300 CV” ne sono state immatricolate solo 2.800. La scelta di Maserati, con il suo motore da 275 CV, appare molto sensata. Inoltre, solo per il mercato italiano vessato dall'inutile superbollo, è prevista una versione depotenziata a 250 CV, con prestazioni solo leggermente inferiori a quelle della “full power”. 

LIMOUSINE ALL'ITALIANA – Il 3.0 V6 turbodiesel, prodotto dalla VM di Cento, è l'unica novità di rilievo su questa Quattroporte, che, per il resto, mantiene le stesse caratteristiche della S Q4 che abbiamo guidato qualche tempo fa (clicca qui per le impressioni). Osservandola senza conoscere le sue misure, è difficile attribuirle i sui 5,26 metri di lunghezza, un effetto dovuto alla qualità del design, che con le sue proporzioni riesce a dissimulare perfettamente le dimensioni imponenti. Del resto la Quattroporte è assolutamente una limousine, anche se “all'italiana”, quindi pensata sia per trasportare il proprietario sui sedili posteriori che per farlo accomodare su quello anteriore, regalandogli sensazioni di vera guida sportiva. L'intento è perfettamente centrato, sebbene la seduta del pilota sia fin troppo comoda e poco contenitiva nell'uso impegnato. Ma, in ogni caso, sulla Quattroporte le ragioni della comodità prevalgono su quelle della sportività; per ribaltare il rapporto meglio orientarsi sulla Ghibli (l'abbiamo provata qui).

SISTEMI DI ASSISTENZA ALLA GUIDA IN ARRIVO – Tuttavia, a un confort di livello assoluto, dovuto anche all'ottimo lavoro delle sospensioni a controllo elettronico Skyhook, non corrisponde una dotazione dello stesso calibro. In particolare, rispetto alla concorrenza tedesca, si sente la mancanza dei dispositivi di assistenza alla guida basati su radar e telecamere, mentre il sistema di infotainment, pur funzionando egregiamente, non stupisce certo con effetti speciali. Ma sono dettagli di cui è facile dimenticarsi quando si tocca con mano la qualità dei materiali utilizzati per la plancia e per i rivestimenti dell'abitacolo. Peraltro, riguardo ai sistemi di assistenza alla guida sono previste novità sostanziose per il prossimo anno – come ci ha raccontato Emanuele Camerini, Product Manager Maserati Quattroporte – quando debutterà un pacchetto completo, calibrato sulle esigenze del DNA Maserati.

IMPRESSIONI DI GUIDA – Dopo tanta teoria è arrivato il momento di passare alla pratica. Una piccola pressione sul tasto posto alla sinistra del volante e il V6 si mette in moto. Ci vuole un orecchio be allenato per capire che si tratta di un diesel, impresa che diventa ancora più difficile se si preme il tasto Sport che, tra le altre cose, attiva il sistema di risuonatori allo scarico. Lasciando il cambio automatico (ZF a 8 rapporti) nella modalità standard, la Quattroporte si muove leggera e fluida come un gatto, con passaggi marcia quasi inavvertibili. Se invece si usa la modalità a manuale con i paddle al volante, la musica cambia e anche di molto: i tempi di innesto scendono da 250 a 150 ms e la Maserati è pronta a scattare secondo gli ordini impartiti. La spinta del 3.0 turbodiesel non è la migliore del segmento, ma è comunque molto corposa, soprattutto dopo i 2.000 giri. Quello che, invece, sorprende davvero è l'agilità, considerato i diciannove quintali di peso. La Quattroporte danza veloce sulle curve delle colline modenesi, con inserimenti rapidi e precisi e una stabilità a prova di bomba.  

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