Fiat Freemont 2.0 Multijet: Prova su strada

Fiat Freemont 2.0 Multijet: Prova su strada

Abbiamo messo sotto la lente di ingrandimento il suv torinese da 7 posti: ecco come va

19 Giugno 2013 - 10:06

Presentato al salone di Ginevra nel 2011, il Fiat Freemont, nato sulla base del Dodge Journey, è il primo veicolo frutto della partnership con Chrysler Group. Il mercato ha gradito molto questo modello, tanto che nel 2012 le previsioni di vendite sono state riviste al rialzo con un target di 30.000 vendite l’anno. Due i motori disponibili: un diesel e un benzina. Il diesel è un 2.0 Multijet declinato in due livelli di potenza, 140 CV e 170 CV (quest’ultimo può essere accoppiato alla trazione integrale con cambio automatico); per entrambe le versioni la coppia è di 350 Nm disponibili da 1750 giri fino a 2500 giri, 500 giri in meno per il 140 CV. Il benzina è un 3,6 litri assolutamente poco adatto al mercato italiano. La vettura è disponibile in 4 allestimenti: base, Urban, Lounge e Park Avenue.

ESTERNI – A prima impatto il Freemont non fa nulla per mascherare le sue dimensioni generose: 489 cm di lunghezza, 188 cm di larghezza e 172 cm di altezza. Le linee sono tese, muscolose e decise. Il frontale è caratterizzato dalla calandra con la griglia a nido d’ape ed elementi cromati, unita alla presenza di un fregio che enfatizza il logo Fiat. Nel paraurti, dall’aspetto importante, sono integrati i fendinebbia. Nella vista laterale, la linea orizzontale del cofano e i listelli neri opachi sui montanti creano l’illusione di un unico finestrino mentre i passaruota scolpiti sottolineano il carattere deciso. Il portellone posteriore integra lo spoiler e il bordo inferiore del lunotto segue l’andamento dei fari, a LED, per essere il più ambio possibile.

INTERNI – L’abitacolo sfrutta il passo di 289 cm per garantire un’ottima abitabilità a tutti e 7 i passeggeri, che possono fare affidamento a sedili comodi e spaziosi. La terza fila è facilmente accessibile, grazie all’apertura a 90° delle portiere e al pratico sistema di ribaltamento dei sedili della seconda fila, oppure, tirando una semplice cinghia, può essere ribaltata per creare un piano di carico regolare. Anche la seconda fila e il sedile passeggero sono completamente abbattibili garantendo in questo modo 32 configurazioni. La fila centrale dei sedili si regola in avanti e indietro per un totale di 10 centimetri per fornire spazio maggiore per le gambe degli adulti, o per avvicinare i bambini ai sedili anteriori, o fornire più spazio di carico nella parte posteriore. In tema di vani portaoggetti gli ingegneri Fiat hanno sfruttato ogni spazio. Oltre ai classici vani portiera, il bracciolo anteriore, per esempio, è molto profondo e garantisce un’ottima capienza ospitando la porta USB e AUX-in (anche per iPod) e la presa da 12 volt. Inoltre, il sedile passeggero anteriore presenta un comodo vano facilmente accessibile sotto il cuscino, mentre il pavimento della seconda fila ospita due vani spaziosi sotto i tappetini. Da segnalare nel portabagagli la presenza di una torcia inserita in un’apposita rientranza dotata degli attacchi per la ricarica. Il climatizzatore prevede la regolazione della temperatura per tre zone: anteriore destra, anteriore sinistra e posteriore, dove sono presenti 4 bocchette dell’aria sul cielo della vettura.

INFOTAINMENT – Il sistema multimediale della Freemont in prova ha come elemento caratterizzante l’ampio schermo touch-screen da 8,4” posizionato al centro della plancia è la finestra di accesso ad una completa dotazione di servizi. Da qui è possibile comandare la radio, il lettore multimediale, il climatizzatore, il riscaldamento dei sedili, il navigatore, i servizi bluetooth del telefono e le impostazioni audio. L’interfaccia della radio è molto chiara ed è possibile aprire un tastierino numerico per digitare la frequenza desiderata. Il lettore multimediale dà la possibilità di controllare i vari ingressi audio: lettore CD/Mp3, Aux-In, USB e la musica presente sul cellulare connesso via bluetooth. I comandi del climatizzare sono visualizzati sullo schermo ma sono presenti anche i classici tasti fisici al di sotto dello stesso. Inoltre le sue impostazioni base, come temperatura e indirizzamento del flusso, sono riportate in una zona sempre visibile quando si naviga tra le varie funzioni del sistema. Per quanto riguarda la navigazione satellitare si può fare affidamento alle mappe della Garmin, sempre ben visibili e dettagliate, ma bisogna ricordarsi di immettere l’indirizzo di destinazione solo a vettura ferma, perché una volta in moto la funzione viene disabilitata per garantire la massima sicurezza. I servizi bluetooth per il telefono consentono la visualizzazione della rubrica e della lista delle chiamate, purtroppo l’accoppiamento telefono-sistema non riesce sempre al primo tentativo (prova effettuata con iPhone 4 e Samsung Galaxy Note II) ma il sistema si fa perdonare con un'ottima qualità audio del vivavoce. Infine è possibile regolare l’audio nella vettura attraverso la visualizzazione di un semplice e comodo equalizzatore. L’impianto della Alpine ha una resa decisamente ottima. Il volume può essere tranquillamente spinto fino al massimo e il suono non distorce mai restando sempre pulito, nemmeno in presenza di frequenze molto basse o acuti molto alti, e si ha la sensazione di essere in un ambiente più grande dell’abitacolo.

SU STRADA – A dispetto delle dimensioni, nella guida il Freemont si rivela molto semplice da condurre. La posizione di guida rialzata aiuta a percepire la grandezza, l’ampia finestratura garantisce un’ottima visione esterna, ad eccezione del lunotto posteriore che per quasi la metà è coperto dai sedili dell’ultima fila, e gli specchietti retrovisori dalle generose dimensioni sono un valido aiuto in manovra. Grande supporto viene anche dalla presenza dei sensori di parcheggio e dalla telecamera posteriore. Il sedile guidatore e il volante hanno tutte le regolazioni possibili per garantire la massima comodità. Rispetto al Dodge Journey, le performance dinamiche sono state migliorate, grazie all’intervento dell’ingegneria Fiat che ha studiato e realizzato un’apposita taratura delle sospensioni e dello sterzo, ora più preciso e diretto. Nonostante questo, l’assetto predilige il comfort alla dinamicità; il comfort di marcia è ulteriormente garantito da un importante lavoro di insonorizzazione dell’abitacolo. La Fiat Freemont è quindi un veicolo stabile e comodo in autostrada, ma con un buon rollio in curva e lo sterzo mediamente preciso, complice anche pneumatici con una spalla alta. Nota dolente è il pedale del freno che ha una corsa un po’ lunga e va spinto a fondo per avere mordente. L’esemplare in prova aveva il motore diesel da 170 cavalli di potenza che si è comportato sempre molto bene contrastando l’inerzia delle 2 tonnellate di peso del Freemont. La frizione richiede un certo impegno per essere manovrata e ha un’ottima modulabilità, il cambio, invece, ha innesti precisi ma lunghi e richiede una certa decisione nell’utilizzo. Riguardo le doti in fuori strada, queste sono fortemente penalizzate dall’assenza della trazione integrale sul modello in prova e dal peso importate della vettura.

SICUREZZA – L’attenzione alla sicurezza è massima. In tema di sicurezza attiva, la dotazione prevede 6 airbag (anteriori, laterali e window bag), il sistema antibloccaggio (ABS) completo di Brake Assist, il controllo elettronico di stabilità (ESP) con Hill-Holder, il sistema antiribaltamento (ERM), il controllo di trazione (TCS) che, nel caso una ruota perda trazione prevede un intervento che simula l’effetto di un differenziale autobloccante. E' presente, inoltre, un sistema intelligente di controllo del traino, il Trailer Sway Control (TSC) che una volta percepito l’ondeggiamento del traino grazie ad appositi sensori, interviene applicando automaticamente la giusta azione frenante sulle ruote in modo da mantenere il controllo ed evitare pericolose oscillazioni. Un sistema molto intelligente è il “child booster” che grazie alla possibilità di rialzare il cuscino dei sedili della seconda fila, consente la corretta seduta dei bambini a bordo ottimizzando la geometria della cintura di sicurezza e garantendo maggiore protezione. L'ente indipendente Euro NCAP ha assegnato alla Freemont le 5 stelle con un punteggio del 83% per la protezione degli adulti, del 82% per i bambini e del 50% per i pedoni; da tener presente che l'airbag passeggero non è disattivabile.

PREZZI – La versione entry-level con motore da 140 CV ha un prezzo di Euro 26.950 con 7 posti, climatizzatore automatico a tre zone, sistema keyless entry, cruise control, trip computer avanzato, sistema di monitoraggio della pressione pneumatici (TMPS), fendinebbia e radio touch screen con schermo da 4,3” a colori, Radio/CD/MP3, porta USB e ingresso AUX e comandi al volante; la connettività Bluetooth è optional a 310 Euro. L’allestimento Urban costa 1.500 Euro in più e vede l’aggiunta di bluetooth, navigatore satellitare con schermo da 8,4”, sensore luci, volante e pomello cambio in pelle, sensori parcheggio posteriori, barre longitudinali, sedile guida regolabile elettricamente (6 vie + 4 vie lombare), retrovisori ripiegabili elettrici, vetri posteriori oscurati e specchio elettrocromico. Per la versione Lounge, protaginista del nostro test e caratterizzata da sedili in pelle, telecamera posteriore, impianto audio Alpine e cerchi in lega da 19”, bisogna aggiungere 2000 Euro (3.500 in più rispetto alla base) per un totale di 30.450 Euro. Gli allestimenti disponibili in accoppiamento con il motore Diesel da 170 CV sono l’Urban da 29.950 Euro, il Lounge da 31.950 Euro, e infine, il recente allestimento Park Avenue, full optional, che prevede la vernice metallizzata e i cerchi in lega bruniti da 32.950 Euro. Per avere il cambio automatico e la trazione integrale il prezzo lievita di 3.500 Euro. Infine il motore benzina 3.6, 6 cilindri a V da 280 CV è disponibile solo con l’allestimento più completo, cambio automatico e trazione integrale a 35.450 Euro.

Di Luca Giannetti

Si ringrazia il concessionario Giannini Automobili di Roma per la gentile collaborazione

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