Citroen C4 Cactus: primo contatto

Abbiamo guidato la nuova crossover francese nelle due motorizzazioni disponibili. Ecco come va la Citroen C4 Cactus

10 luglio 2014 - 16:52

Nel panorama attuale del mercato dell'auto, sono pochi i modelli che riescono a colpirci perché esprimono qualche cosa di innovativo. Uno di questi, forse l'unico negli ultimi mesi, è la Citroen C4 Cactus, che abbiamo provato durante la presentazione internazionale di Amsterdam. L'ultima nata della linea C4 ci aveva già colpito durante il suo debutto statico, allo scorso Salone di Ginevra e Anne Ruthmann, Responsabile del Progetto C4 Cactus, ci aveva raccontato la sua filosofia e i suoi segreti, ma ora è arrivato il momento di toccarla con mano e di mettersi al volante. La prima cosa che stupisce è lo stile, davvero un elemento di rottura, in uno scenario popolato da auto sempre più aggressive, anche laddove non ce n'è realmente bisogno.

GLI AIRBUMP – La C4 Cactus sceglie un'altra strada, quella del comfort, della creatività e della tecnologia utile. Nel suo design ci sono richiami allo stile di alcune Citroen del passato, come la Mehari e, più in generale, alcuni stilemi ripresi direttamente dagli anni Settanta/Ottanta, come il cofano completamente piatto, che si vede benissimo dal posto guida, o come i gruppi ottici posteriori , non troppo grandi e dal design lineare. Interessante la soluzione degli Airbump, due pannelli laterali realizzati in materiale termoplastico e a manutenzione zero, che contribuiscono a caratterizzare il design della vettura (si possono scegliere in quattro tinte) e riducono al minimo le conseguenze dei piccoli urti laterali, come quelli che avvengono quando si parcheggia in verticale in spazi ristretti. Infatti, il rivestimento in TPU integra delle piccole capsule d'aria che attutiscono gli urti.

LEGGERA E SEMPLICE, ANCHE TROPPO – La Citroen C4 Cactus ha le misure tipiche delle crossover di segmento B: 4,16 metri di lunghezza e 1,73 di larghezza, ma un'altezza piuttosto contenuta (1,48 m) e un passo allungato (2,60 m), che, unitamente agli sbalzi ridotti, permette di ampliare lo spazio utile a bordo, sia dell'abitacolo che dei bagagli. La capienza del vano è di 358 litri, che diventano 1.170 se si abbatte la panchetta posteriore, realizzata in un pezzo unico. È una delle semplificazioni tecniche della C4 Cactus, che sull'altare della riduzione del peso e del contenimento dei costi ha rinunciato anche alla regolazione in profondità del volante, ai vetri posteriori tradizionali (sono a compasso) e al contagiri. La bilancia segna -200 kg rispetto alla C4, dando ragione a Citroen e la Cactus in versione base, grazie anche alla piattaforma modulare EMP2, ha un peso a secco contenuto in 965 kg.

QUELLO CHE CONTA DAVVERO – Tuttavia, queste semplificazioni non ci trovano sempre d'accordo, soprattutto per quanto riguarda la mancanza sulla regolazione del volante, che riduce le possibilità di avere una posizione di guida corretta, e quella del contagiri, uno strumento indispensabile per regolare al meglio lo stile di guida. Sulla Cactus bisogna affidarsi interamente al segnalatore di cambio marcia, così come bisogna passare per il touch screen da 7 pollici per effettuare qualunque tipo di operazione, anche la regolazione del climatizzatore. La strumentazione davanti al guidatore, invece, è particolarmente scarna e non si può personalizzare in nessun modo. Citroen definisce questo approccio “what really count”, cioè quello che conta davvero; secondo noi in questi due casi si è spinta un po' troppo oltre.

L'AIRBAG DEL PASSEGGERO ARRIVA DAL TETTO – Molto interessante, invece, la soluzione adottata per l'airbag del passeggero, per ridurre le dimensioni della plancia e liberare spazio nella parte superiore. Si chiama 'Airbag in Roof' e prevede lo spostamento di tutti i componenti del sistema nel padiglione. In questo modo è stato possibile studiare un cassetto portaoggetti che si apre verso l'alto, denominato “Top Box”, che permette di vedere subito gli oggetti che contiene. Il livello di protezione è il medesimo dei classici airbag inseriti nella plancia; la caratteristica forma ad arco ne permette l'apertura indipendentemente dalla posizione del passeggero, mentre il volume globale è di 120 litri, per coprire anche la zona del touch screen.

IMPRESSIONI DI GUIDA – Nella nostra breve presa di contatto olandese abbiamo avuto modo di provare le due motorizzazioni più interessanti, disponibili da settembre sul mercato italiano (prezzi a partire da 14.950 euro), il conosciuto 1.6 e-Hdi nella versione da 92 CV, con cambio robotizzato ETG6 e il nuovo 1.2 Puretech, turbobenzina 3 cilindri, da 110 CV. Entrambe promettono consumi bassissimi, nell'ordine dei 4,6 e 3,5 L/100 km nel ciclo misto, con emissioni di 107 e 94 g/km di CO2. Si possono già ordinare anche i 3 cilindri aspirati 1.2 VTi, da 75 e 82 CV, mentre in un secondo tempo arriverà il nuovo 1.6 turbodiesel 1.6 e-Hdi da 110 CV, che promette 3,4 L/100 km e 89 g/km di CO2. Al volante la C4 Cactus conquista per la fluidità di azione, per la morbidezza delle sospensioni e per la totale silenziosità, frutto anche di un eccellente studio aerodinamico. Il servosterzo ad assistenza variabile ha sempre la giusta consistenza, i freni un'azione pronta e l'auto un comportamento stradale sincero. Il diesel è leggermente meno 'rotondo' e più rumoroso del benzina, ma i risparmi alla pompa sono garantiti, inoltre, il cambio robottizzato ETG6 consente di eliminare la leva dal pavimento e di avere il sedile anteriore 'integrale'. 

Commenta per primo