Cirelli Motor: “l’Aftersales al centro della soddisfazione del cliente”
Paolo Daniele Cirelli racconta come l’approccio alla cura del cliente e il servizio post-vendita stiano definendo il percorso del brand nel competitivo scenario automobilistico italiano
Paolo Daniele Cirelli racconta come l’approccio alla cura del cliente e il servizio post-vendita stiano definendo il percorso del brand nel competitivo scenario automobilistico italiano
Entrare nel mercato automobilistico italiano non è un’impresa da poco, soprattutto per un brand giovane come Cirelli Motor Company. Eppure, in pochi anni, l’azienda ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre maggiore di mercato puntando su innovazione, trasparenza e una visione chiara del futuro della mobilità. Dalle prime presentazioni al MIMO nel 2023 fino all’espansione della gamma con modelli tecnologicamente sempre più avanzati, Cirelli ha costruito il suo percorso combinando esperienza familiare nel settore della componentistica e collaborazioni strategiche con la Cina. In questa intervista esclusiva, scopriamo i retroscena del marchio con Paolo Daniele Cirelli, Fondatore e Ideatore della Cirelli Motor Company, che ha risposto alle nostre domande. Questa intervista fa parte del più ampio Speciale Aftersales Brand Auto Emergenti, che racconta attraverso le interviste ai vari Responsabili Aftersales, come i nuovi Brand si prendono cura dei clienti.
Partiamo dall’inizio, ci puoi spiegare meglio il tuo brand, da quando siete arrivati in Italia e con quanti modelli?
“Abbiamo presentato la Cirelli Motor Company al Mimo nel giugno 2023 e all’autodromo di Monza, dove era possibile effettuare test drive delle automobili. Così abbiamo iniziato il nostro cammino con due automobili, la Cirelli 5 e la Cirelli 7 ancora attualmente in commercio. I modelli di oggi sono stati rivisti a livello estetico e a livello di software rispetto al 2023, però la sostanza dell’automobile è rimasta invariata. Cirelli può sembrare un brand giovane, e in effetti lo è, ma ciò non significa che non ambire a raggiungere il livello di brand più conosciuti e blasonati. Provengo da una famiglia specializzata in lavorazioni meccaniche. Infatti, una prima fase industriale nel settore della componentistica automotive ha avuto inizio con mio padre nel 1974 in provincia di Verona, nell’ambito delle trasformazioni bifuel. Da lì nasce un po’ la storia della mia famiglia e in quel contesto ho sfruttato tutte quelle conoscenze che ho maturato e le ho impiegate nel perfezionare queste automobili che provengono da una prima fase di assemblaggio in Cina e poi vengono ultimate in Italia. Nel nostro impianto di produzione di Ciserano, in provincia di Bergamo, completiamo le autovetture e trasformiamo alcuni componenti, come ad esempio l’alimentazione bifuel, il sistema mild hybrid e quello ibrido a idrogeno, oltre a caratteristiche estetiche che andiamo a perfezionare.”

Quali sono nello specifico i modelli in vendita e in arrivo prossimamente?
“Ad oggi ci sono 8 modelli in gamma: 7 autovetture e 1 Pick-up. Io credo ancora che l’Italia nel prossimo futuro avrà bisogno di motori ibridi per una transizione all’elettrico. Però non sottovalutiamo anche la possibilità di implementazione dell’idrogeno, perché una vettura ibrida a idrogeno, secondo me, potrebbe ritagliarsi uno spazio considerevole, così come è stato per il GPL o il metano per tanti anni. Noi presenteremo tra qualche mese una vettura ibrida, ibrida nel senso che sfrutta la benzina come carburante principale e il sistema Mild Hybrid alimenta la generazione di idrogeno. In questa fase, con questo nostro modello, l’idrogeno viene prodotto tanto quanto serve e quindi non c’è la necessità di un serbatoio di accumulo.”
Quanto dura la garanzia sui vostri modelli? Copre qualsiasi componente dell’auto?
“Abbiamo scelto la strada di offrire al cliente fino a 7 anni di garanzia senza esclusioni di sorta, ovviamente tale estensione è condizionata alla regolare corretta manutenzione della vettura. Questo aspetto è bene specificarlo sempre perché oggi il cliente si aspetta che la garanzia copra qualsiasi componente, ed è giusto però che ci sia sempre la massima trasparenza. Sul nostro sito abbiamo pubblicato l’elenco che chiunque può anche scaricare in PDF di tutta la componentistica soggetta a normale usura non coperta da garanzia. I 7 anni di garanzia sono da parte nostra un impegno importante, ma nei test non abbiamo riscontrato nessun cedimento o problematica ai componenti principali. Quindi partiamo dall’idea che la richiesta di garanzia potrebbe essere collegata a componentistica che non compromette l’utilizzo dell’auto. La Cirelli 5, la Cirelli 7 e la nuova Cirelli 3 che uscirà prossimamente, condividono la meccanica, il motore, il cambio, l’elettronica, i semiassi, gli ammortizzatori, la marmitta, i catalizzatori, gli airbag, etc. Pertanto, possiamo affermare che nei test la percentuale di difettosità è prossima allo zero.
Le stesse condizioni di garanzia di 7 anni sono applicate alle auto Cirelli Bifuel poiché l’impianto viene montato nel nostro stabilimento e quindi viene considerato un componente di fabbrica. Non ci sono differenze a livello di garanzie perché la garanzia di tutti i componenti installati in fabbrica è di 7 anni. In aggiunta alla garanzia convenzionale, per le nostre autovetture ci spingiamo a fornire una garanzia di ben 8 anni sulle batterie agli ioni di litio montate, per ora, sulla Cirelli 4 Plug-in. Nel caso la batteria superi il 18% di decadimento procederemo immediatamente alla sua sostituzione. Quindi noi, con i 7 anni di garanzia siamo molto tranquilli, perché l’unico componente dove potevamo avere qualche difficoltà, al di fuori della parte cinetica dell’auto, era proprio la batteria. Per una questione di uniformità e chiarezza verso i clienti, abbiamo scelto di offrire la garanzia di 7 anni anche sulla batteria ad alta tensione della Plug-in come per tutti gli altri modelli della gamma Cirelli.
Il focus è una comunicazione chiara e trasparente in modo che il cliente vada in concessionaria e sia già informato. Sul sito web abbiamo pubblicato proprio le garanzie con tutte le procedure previste perché non vogliamo contestazioni o non vogliamo che qualcuno possa non essere adeguatamente informato. Vorremmo evitare che anche il concessionario sia poco chiaro, l’abbiamo specificato noi. Preferiamo essere trasparenti, anche a costo di apparire meno accattivanti.”

Su cosa vi siete focalizzati per entrare in un mercato maturo come quello italiano con un Brand nuovo e poco conosciuto?
“E’ stata ed è attualmente una ‘guerra’. È veramente molto difficile perché le normative da rispettare sono tante e rispettare tutte le normative è importante. Sei sotto la lente di ingrandimento perché sei l’ultimo arrivato. Diciamo che fare le cose bene è stata la nostra prerogativa, anche se non tutti scelgono la strada un po’ più lunga e un po’ più complessa. Ci hanno aiutato tanto i costruttori cinesi perché hanno permesso anche di capire alcune dinamiche tecniche per poterle implementare ed utilizzare nel mercato italiano, quindi per fare azienda in Italia, che già di per sé è molto difficile.
L’implementazione principale, innanzitutto sono le risorse umane. Fare quello che abbiamo fatto noi ha bisogno di ingegneri, ha bisogno di tecnici, ha bisogno di progettisti perché ovviamente anche se il progetto è cinese, va rifatto, rivisto e soprattutto ri-omologato. Quindi c’è tutta la parte di disegni tecnici, tutta la parte di ingegneria a livello di test, laboratori, prove di emissione, prove di frenata, prove di rumore e tutta una serie di documentazione e di test che sull’automobile vanno eseguiti: insomma….non è stata una passeggiata.
La seconda implementazione è il sito produttivo, perché il Ministero dei Trasporti controlla tutte le fasi di implementazione delle automobili e quindi si deve arrivare a realizzare un’industria meccanica che esegue tutti i processi dal primo all’ultimo, cioè dall’entrata del semilavorato all’uscita dell’autovettura con il controllo della qualità. E’ un’implementazione importante, diversa da chi invece ha fatto la scelta di commercializzare solamente il prodotto cinese.”
Parlando invece di Aftersales, quali sono i plus implementati dall’azienda, in termini di investimenti, formazione e accesso ai dati RMI implementati in Italia?
“Questa fase è meno impegnativa rispetto a quello che ci siamo detti prima. Diciamo che oggi ci sono tantissimi imprenditori nei punti vendita che ci hanno creduto e sono preparati a qualsiasi problematica. I nostri fornitori sono di primo livello, non abbiamo badato al risparmio. Questo anche per le attrezzature di diagnostica offerte a tutta la nostra rete assistenziale tramite un produttore conosciuto a livello mondiale. Il Post vendita rimane comunque impegnativo perché il cliente mai vorrebbe arrivare alla problematica della sua vettura; vuole usare l’auto e non avere mai problemi. Quindi, quando si verifica un’avaria troviamo un cliente già deluso. In questi casi diamo tantissimo supporto al concessionario perché abbiamo previsto una linea dedicata dove il concessionario può comunicare con un nostro ingegnere, uno per zona (A nord, B centro, C sud, D isole) a cui si aggiunge un ingegnere di coordinamento che segue anche l’aspetto delle normative e delle omologazioni.
Con questo sistema siamo in grado di risolvere il problema al cliente in giornata perché c’è un tecnico che si interfaccia immediatamente col concessionario. Inoltre, avendo individuato già il guasto, possiamo inviare il pezzo che serve al concessionario la sera o la mattina dopo. Riguardo invece all’accesso alle informazioni di riparazione, tutto ciò che è parte tecnica, spaccati, disegni, articoli, codici, di lavorazione, etc., viene fornito tramite un nostro gestionale in base all’automobile in formato digitale alla rete.”

Ad oggi qual è la disponibilità, in termini percentuali, dei ricambi a magazzino? Avete già un magazzino in Italia o in Europa? Quale canale distributivo avete implementato?
“La percentuale di codici ricambi disponibili è molto vicina al 90% perché abbiamo fatto una scelta che per noi è molto strategica. Il nostro magazzino ricambi è a Ciserano, però abbiamo un altro magazzino in collaborazione con un partner in Germania che supporta il nostro italiano. Vuol dire che se un pezzo non è disponibile in Italia sicuramente è disponibile nel magazzino in Germania, dimensionato ben 5 volte il magazzino italiano. Per la distribuzione dei ricambi ci affidiamo ad una rete di corrieri che garantiscono massima velocità di consegna.”
Come intervenite se manca un ricambio necessario a completare la riparazione di un’auto ferma in officina?
“Per noi l’obiettivo è quello di evadere la consegna dei ricambi in 24 ore. Nel caso di irreperibilità del pezzo ci appoggiamo alla nostra hub tedesca che normalmente sopperisce in tempi rapidissimi all’invio dello stesso. Il terzo step potrebbe essere il reperimento del ricambio direttamente dalla fabbrica cinese. Anche in questo caso non badiamo al risparmio e pur con costi di spedizione altissimi ci facciamo inviare qualsiasi parte dell’auto via aerea con una spedizione che di norma impiega 4/5 giorni di viaggio. Tutto questo per salvaguardare il buon nome della nostra azienda. Oggi il 100% delle riparazioni avvengono in maniera imminente. Ovviamente dobbiamo anche pensare che i nostri numeri ci permettono di lavorare in questo senso. Quando i numeri aumenteranno, speriamo a dismisura, la percentuale diminuirà. Però oggi devo dire che dopo quasi 2 anni di attività il non abbiamo un’automobile ferma che attende il ricambio.”
Quanti punti di assistenza avete sul territorio italiano? Prevedete l’apertura di nuove officine entro il 2025?
“Oggi abbiamo 50 officine autorizzate Cirelli in Italia a cui si aggiungono le officine del network Point S per le richieste di soccorso e primo contatto dei clienti nelle zone non coperte dalla rete ufficiale o per i clienti Business e privati che viaggiano per lavoro o piacere.”
Come selezionate la rete di assistenza ufficiale? Siete alla ricerca di nuovi partner?
“Noi abbiamo lavorato in due direzioni. L’officina del concessionario o comunque l’officina autorizzata che si interfaccia con il concessionario, che è una prima direzione. Queste officine hanno tutti i supporti diagnostici e ricambi che prevede il nostro contratto. Ma abbiamo fatto anche una seconda scelta di dare un pronto intervento a chi invece è distante dai punti di assistenza ufficiali con la rete Point S, che ha molte officine in tutta la penisola italiana. Con loro abbiamo fatto un accordo di pronto intervento, ricevono l’automobilista e si interfacciano con l’officina autorizzata direttamente. Non sono tenuti ad avere la strumentazione diagnostica ufficiale come le officine autorizzate Cirelli, ma sono importanti punti di supporto dove l’automobilista può trovare assistenza, essere tranquillizzato quando ha un problema, avere una vettura sostitutiva oppure per risolvere un problema banale.”
Avete pensato di stringere accordi con altri network indipendenti ben strutturati sul territorio italiano?
“Al momento non abbiamo valutato la partnership con network esistenti. Preferiamo, per ora, gestire direttamente la rete dealer e l’organizzazione officine autorizzate. Tutto improntato nell’ottica della soddisfazione di un cliente Cirelli Motor Company”.