Test Frenata di emergenza AEB: in retromarcia nessun sistema è perfetto

L’ADAC mette alla prova 5 auto con AEB nel test di frenata di emergenza in retromarcia: ecco cosa succede in situazioni di guida reale

2 aprile 2021 - 10:54

La frenata automatica di emergenza AEB sarà di serie su tutti i nuovi veicoli dal 2022. Ma quanto è realmente efficace nell’aiutare ad evitare gli incidenti? L’Automobile Club Tedesco ha voluto sperimentarlo nel test frenata di emergenza AEB su 5 modelli che hanno sistemi diversi. Ecco come sono andate le prove e qual è l’auto con la frenata di emergenza più affidabile.

LE PROVE ADAC NEL TEST FRENATA DI EMERGENZA IN RETROMARCIA

I sistemi AEB (Autonomous Emergency Braking) più conosciuti come frenata automatica di emergenza hanno subito vari sviluppi nel corso degli anni. In generale hanno lo scopo di prevenire gli incidenti contro veicoli e pedoni (pochi riescono anche a riconoscere anche i ciclisti). Tuttavia ci sono scenari di guida reale in cui si verificano incidenti particolarmente gravi, come quelli in retromarcia, proprio a causa della ridotta visibilità ed efficacia dei radar. Ecco perché l’ADAC ha selezionato 5 modelli di auto che ha sottoposto a 3 test standard:

– Pedone che passa dietro l’auto in retromarcia con AEB;

– Ciclista che passa dietro l’auto in retromarcia con AEB;

– Altro veicolo fermo con traiettoria incidente a quella dell’auto in retromarcia con AEB;

Il test è stato condotto a 4 e 8 km/h, valutando l’intervento della frenata automatica ma ignorando volutamente gli avvisi di potenziale collisione.

TEST FRENATA DI EMERGENZA: DUE SISTEMI DIFFERENTI

Le auto coinvolte nel test di frenata di emergenza in retromarcia sfruttano due tipologie di sensori, in alcuni casi combinati tra loro. In altri invece pur essendo presenti sull’auto hanno una sola funzione dedicata (es, manovre di parcheggio, funzione AEB o entrambe):

Sistema AEB in retromarcia con sensori ad ultrasuoni + sensori radar ai lati del paraurti: su Skoda Kodiaq, Seat Ateca e Mercedes Classe A;

Sistema AEB in retromarcia esclusivamente basato su radar ai lati del paraurti (gli ultrasuoni servono solo a rilevare ostacoli in manovra): BMW Serie 4 e Volvo V60;

RISULTATI DEL TEST FRENATA DI EMERGENZA IN RETROMARCIA

Durante il test di frenata di emergenza AEB in retromarcia, l’ADAC ha verificato che nessun sistema riesce ad essere efficace al 100%. In generale, l’intervento dei freni è spesso assente o inefficace se il conducente non sente o non riceve alcun alert e non si accorge del pedone o dell’ostacolo. Ecco i risultati in dettaglio con pro e contro di ogni sistema.

BMW Serie 5 con AEB in retromarcia: il sistema affronta la maggior parte degli scenari di prova. I freni si azionano automaticamente sia con ostacoli fermi che con pedoni in movimento. Tuttavia la frenata è ritardata con traffico trasversale in retromarcia;

Mercedes Classe A con AEB in retromarcia: non è previsto alcun intervento quando ci si avvicina a ostacoli fermi. In presenza di pedoni si attivano in anticipo i freni, ma il sistema non è in grado di reagire in situazioni critiche;

Seat Ateca con AEB in retromarcia: efficace con ostacoli fissi, reagisce troppo tardi al passaggio dei pedoni (vedi immagine allegata). Il display distingue gli interventi nelle manovre di parcheggio dalle segnalazioni da traffico trasversale. Il punteggio complessivo risulta leggermente più alto rispetto alla Skoda Kodiaq con AEB in retromarcia che si basa sulla stessa tecnologia;

Volvo V60 con AEB in retromarcia: sfrutta principalmente i sensori radar ai lati del paraurti (come BMW Serie 5), ma non interviene in caso di ostacoli fermi o pedoni, secondo l’ADAC. Rileva efficacemente invece il traffico trasversale che sopraggiunge e mostra l’intervento sul display in modo chiaro;

Clicca sull’immagine sotto per vedere il report dei risultati a tutta larghezza.

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