Riscaldare l’auto in inverno: meglio i riscaldatori diesel, benzina o elettrici?

Quanto sono efficaci i sistemi per riscaldare l’auto in inverno: un test mette alla prova i riscaldatori per abitacolo che funzionano a benzina, diesel o elettricità

13 febbraio 2020 - 14:26

Chi non possiede un garage e parcheggia l’auto all’aperto sa quanto sia noioso rimuovere il ghiaccio dai vetri in inverno. Ma pure parcheggiandola al coperto non si risolve il problema di riscaldare l’abitacolo nel minor tempo possibile. Un’esigenza legata all’uso dell’auto in inverno che si può ovviare usando un riscaldatore ausiliario da parcheggio, che può funzionare a benzina, gasolio o elettricità. Qual è il modo più veloce ed efficiente per riscaldare l’auto in inverno? Scopriamolo nel test dell’ADAC.

RISCALDARE L’ABITACOLO IN INVERNO CON L’AUTO FERMA

Tutti sappiamo che tenere in moto l’auto accesa ferma è vietato e anche dannoso, ma per tutti gli automobilisti che parcheggiano in un luogo privato il problema di preriscaldare l’abitacolo senza spendere un capitale di carburante esiste. Si tratta dei riscaldatori ausiliari da parcheggio che in molti casi si possono acquistare già con l’auto oppure installare in aftermarket. Spesso sono gli stessi produttori che forniscono anche le Case auto, ma funzionano diversamente in base alla tecnologia. Il TCS ha voluto verificare qual è il riscaldatore per abitacolo più veloce che consuma e inquina meno.

IL TEST SUI RISCALDATORI AUSILIARI A CONFRONTO

Nel test sui sistemi per riscaldare l’auto in inverno, l’ADAC ha messo a confronto un riscaldatore elettrico e uno a benzina (entrambi Webasto) montati su Mazda CX30 e un riscaldatore a gasolio Eberspächer montato su Audi A6 Diesel. I riscaldatori ausiliari a benzina e a gasolio utilizzano il carburante presente nel serbatoio dell’auto per alimentare un sistema indipendente installato sull’auto che produce aria calda. Il riscaldatore elettrico invece non emette emissioni (se si considera energia rinnovabile), ma richiede una presa elettrica di corrente nei pressi dell’auto. Entrambe le auto sono state raffreddate alla temperatura di -10 °C prima di misurare il tempo per riscaldare l’abitacolo a 21 °C e le emissioni prodotte dai diversi sistemi.

IL SISTEMA PIU’ VELOCE PER RISCALDARE L’AUTO

Nelle prove dell’ADAC il sistema più veloce per riscaldare l’abitacolo è il riscaldatore a gasolio impiegato dall’Audi A6 (12 minuti), più veloce di quello a benzina della Mazda CX30 (18 minuti). La differenza tra i due sistemi sta nel fatto che il riscaldatore montato sull’Audi preriscalda solo un circuito indipendente, mentre quello della Mazda lavora sul sistema di riscaldamento/raffreddamento dell’auto. Il riscaldatore da parcheggio elettrico, (potenza massima 3 kW a 230 V) e ha impiegato 60 minuti per riscaldare l’interno Mazda. Ma quanto sono efficienti in termini di emissioni?

LE EMISSIONI AUTO PER RISCALDARE L’ABITACOLO IN INVERNO

In un periodo che mette sempre più al bando le emissioni dei veicoli e i motori diesel, ha un certo peso sapere anche quanta energia richiedono i dispositivi che abbiamo in auto. L’ADAC ha misurato le emissioni durante il preriscaldamento dell’abitacolo e  dall’auto con motore riscaldato durante un test di 23 km (metodo WLTC). Il motore a benzina preriscaldato ha prodotto emissioni di CO (monossido di carbonio) inferiori del 50% e emissioni di idrocarburi dell’80% inferiori. A causa dell’ulteriore fase di preriscaldamento, è possibile un leggero aumento dei consumi e quindi emissioni di CO₂ leggermente più elevate – ma definite marginali – rispetto all’avviamento a freddo senza riscaldamento ausiliario. Anche il test di guida con Audi A6 fa registrare un aumento prevedibile del consumo di gasolio nella fase di avviamento, ma non accompagnata da un aumento delle emissioni, prevedibile questo invece visto che l’auto è omologata Euro 6D Temp.

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