Bombole di Gas refrigerante auto
Gas refrigeranti auto: 30% del mercato è potenzialmente illegale, fate attenzione
Scopri i risultati dell'indagine sulla vendita illegale di gas refrigeranti in Italia e le sue implicazioni a livello ambientale
Scopri i risultati dell'indagine sulla vendita illegale di gas refrigeranti in Italia e le sue implicazioni a livello ambientale
Nel corso del 2025 la EIA (Environmental Investigation Agency), in collaborazione con la Guardia di Finanza italiana, ha svolto un’indagine sul commercio illegale di gas refrigeranti nel nostro Paese, documentandola in un report che evidenzia come questo commercio – non limitato ad attori isolati o opportunistici ma sistemico, coordinato e sempre più professionalizzato – rappresenti una minaccia per gli obiettivi climatici e le filiere aziendali dell’Unione Europea. Il report è stato diffuso in Italia da ADIRA, l’associazione degli operatori indipendenti della rete aftermarket, per sensibilizzare il comparto a non farsi trascinare da pratiche illegali come queste, così da rispettare l’impegno per un aftermarket credibile agli occhi di istituzioni e costruttori auto.
COMMERCIO ILLEGALE GAS REFRIGERANTI: IL CONTESTO
Gli idrofluorocarburi (HFC) sono potenti gas serra utilizzati nella refrigerazione e nel condizionamento dell’aria, con un potenziale di riscaldamento globale (GWP) migliaia di volte superiore alla CO₂. A livello globale rappresentano il 2% delle emissioni di gas serra annue – più dell’aviazione (1,7%). Vengono eliminati progressivamente nell’ambito del Protocollo di Montreal e del suo Emendamento di Kigali del 2016, che, se pienamente attuato, potrà evitare ulteriori 0,5°C di riscaldamento entro fine secolo.
L’UE ha adottato nel febbraio 2024 un nuovo Regolamento F-Gas (Regolamento UE 2024/573) che introduce misure rafforzate anti-frode: controllo delle quote in tempo reale, licenze obbligatorie nel Portale FGas, uffici doganali designati, sanzioni fino a 8 volte il valore dei gas per violazioni ripetute. Tuttavia, la riduzione dell’offerta legale – combinata con una domanda ancora elevata – ha moltiplicato i prezzi per circa dieci volte, rendendo il contrabbando estremamente redditizio.
LE INDAGINI EIA IN ITALIA
Basandosi sulle indagini precedenti del 2021 e del 2023, l’EIA ha condotto un’indagine approfondita e sotto copertura sul mercato italiano dei refrigeranti nel 2025. L’Italia è sia uno dei più grandi mercati europei del raffreddamento, sia lo Stato membro con il maggior volume di sequestri di HFC segnalato. L’indagine ha identificato molteplici aziende operanti a diversi livelli della filiera, dagli importatori ai distributori regionali, che ammettevano apertamente pratiche illegali come il superamento dei limiti di quota, la falsificazione delle fatture, l’etichettatura errata dei refrigeranti vergini come rigenerati e l’evasione dell’IVA. Alcune di queste aziende sostenevano di rifornire importanti produttori, operatori del trasporto e catene di supermercati, tra cui le ferrovie statali italiane, Carrefour e Lidl Italia, sollevando preoccupazioni che refrigeranti illegali stiano entrando nelle filiere commerciali tradizionali.
Nonostante gli intensificati sforzi di applicazione in tutta Europa, i risultati dell’EIA evidenziano ancora una volta la natura interconnessa del commercio illegale di HFC attraverso i confini. Le indagini hanno documentato l’uso continuato di tecniche di riciclaggio, mediante le quali gli HFC illegali vengono prima contrabbandati negli Stati membri con controlli doganali più deboli, come Bulgaria o Romania, prima di essere distribuiti in tutta l’UE.
E con la quota HFC dell’UE destinata a diminuire di quasi la metà nel 2027, le pressioni sui prezzi e gli incentivi per il commercio illegale probabilmente aumenteranno.
Stimare la portata del commercio illegale di qualsiasi prodotto è difficile. Tuttavia nel 2022, l’industria europea dei gas fluorurati ha stimato che il commercio illegale di HFC potrebbe rappresentare fino al 30% del mercato, con perdite di profitti fino a 640 milioni di euro all’anno.

PERCHÉ IL COMMERCIO ILLEGALE DI HFC È UN PROBLEMA
Ecco spiegato punto per punto il ciclo vizioso del commercio illegale di HFC:
- Fase di riduzione HFC → riduce l’offerta legale disponibile di hfc nel tempo;
- Prezzi più alti → dove la domanda rimane forte, questo vincolo di offerta aumenta i prezzi di mercato
- Incentivi al contrabbando → le reti criminali organizzate sfruttano i differenziali di prezzo contrabbandando HFC da regioni con controlli più deboli e prezzi più bassi in mercati con prezzi più elevati come l’UE
- Criminali organizzati inondano il mercato → questi prodotti sono tipicamente venduti al di sotto del prezzo di mercato legale pur generando sostanziali profitti illeciti
- Offerta a buon mercato → inondando il mercato con HFC a basso costo, il commercio illegale penalizza le aziende legittime e riduce l’incentivo economico a investire in sistemi più efficienti basati su refrigeranti naturali
- Transizione ritardata alle alternative → questo non solo aumenta le emissioni dirette di refrigerante ma può anche comportare emissioni indirette più elevate a causa del ritardo nell’adozione di sistemi più efficienti
- Emissioni più elevate → il commercio illegale mina lo stato di diritto e la capacità di un paese di conformarsi agli obblighi del protocollo di Montreal
- Fase di riduzione sostenuta e conformità ridotta.
RACCOMANDAZIONI DELL’EIA PER RISOLVERE O LIMITARE IL PROBLEMA
– Azioni a livello UE
APPLICAZIONE E CONFORMITÀ
- Garantire un’implementazione coerente del regolamento UE F-Gas attraverso un’azione coordinata da parte
delle dogane, degli ispettorati ambientali, delle autorità di sorveglianza del mercato e delle unità di
repressione dei reati finanziari. - Espandere le ispezioni basate sul rischio e i test dei cilindri di refrigerante; confiscare i prodotti illegali o con
etichettatura errata e applicare gli obblighi di ritiro. - Proibire i cilindri non ricaricabili e richiedere sistemi di ritiro per quelli ricaricabili.
- Espandere e formalizzare i meccanismi di Consenso Informato Preliminare.
- Rafforzare la cooperazione doganale transfrontaliera per contrastare le reti di contrabbando.
- Integrare le indagini finanziarie per affrontare l’evasione fiscale, le frodi IVA e il riciclaggio di denaro.
- Applicare sanzioni dissuasive e sanzioni penali.
- Rafforzare la cooperazione transfrontaliera.
TRASPARENZA E SEGNALAZIONE
- Integrare le indagini finanziarie nelle azioni di applicazione mirate al commercio illegale di HFC
- Applicare sanzioni dissuasive e sanzioni penali.
- Rendere obbligatoria la segnalazione standardizzata del commercio illegale, comprese le metodologie, le
azioni di applicazione e le sanzioni.
DIGITALIZZAZIONE, TRACCIABILITÀ E CONTROLLI ALL’IMPORTAZIONE
- Collegare tutti gli Stati membri alla Finestra Unica UE per i gas F.
- Migliorare la trasparenza della filiera attraverso il tracciamento digitale e la tracciabilità delle quote.
RIDUZIONE DELLA DOMANDA E TRANSIZIONE
- Digitalizzare completamente i sistemi di segnalazione e licenze.
- Introduzione di divieti sui nuovi impianti HFC più precoci e più ampi per ridurre la domanda e gli incentivi al
commercio illegale. - Introduzione della tracciabilità obbligatoria che colleghi gli HFC immessi sul mercato UE alle assegnazioni di
quota legittime oltre l’importazione. - Promuovere i refrigeranti naturali attraverso incentivi, sviluppo delle capacità e assistenza tecnica.
- Chiudere le scappatoie che consentono l’etichettatura errata di HFC vergini ad alto GWP come rigenerati.
VENDITE ONLINE E PIATTAFORME
- Rafforzare l’applicazione contro le vendite illegali di HFC online, inclusa la verifica dei commercianti, il
monitoraggio proattivo e le sanzioni per la non conformità delle piattaforme.
– Azioni del Protocollo di Montreal/Globali
CONTROLLI E APPLICAZIONE ARMONIZZATI
- Stabilire e applicare standard minimi per i sistemi nazionali di licenze, inclusi numeri di riferimento unici per
le spedizioni e segnalazione obbligatoria delle sostanze controllate (incluse riciclate e rigenerate).
RIDUZIONE DELLA DOMANDA
- Accelerare l’eliminazione degli HFC nei nuovi e negli impianti esistenti per ridurre l’esposizione alla volatilità
dei prezzi, ai vincoli di approvvigionamento e ai rischi di commercio illegale. - Adottare percorsi di transizione settoriali di migliore pratica per allontanarsi dagli HFC.
– Azioni degli utenti finali e del mercato
RESPONSABILITÀ DELLA FILIERA
- Espandere i meccanismi di Consenso Informato Preliminare.
- Condurre la due diligence della filiera per garantire che fornitori, prodotti e documentazione siano conformi.
- Evitare di acquistare refrigeranti o impianti da fonti non verificate o informali.
LA POSIZIONE DI ADIRA
ADIRA non solo condanna ogni pratica illegale, ma esorta tutti i propri associati e tutti gli operatori del settore alla massima attenzione rispetto ai prodotti commercializzati e alle fonti di approvvigionamento, facendo proprie le raccomandazioni EIA.
L’associazione è perfettamente consapevole del contesto in cui una parte significativa dell’aftermarket indipendente italiano si trova a operare, ma la ricerca del prezzo più basso non può e non deve comunque giustificare il ricorso a pratiche in violazione delle norme di legge. La linea da seguire è quella di offrire prodotti a norma, acquistati da aziende affidabili e certificate e, qualora si riceva richiesta di prodotti “alternativi” a prezzi inferiori, astenersi dall’offerta.
La forza del comparto dell’aftermarket indipendente nei confronti degli interlocutori istituzionali e delle case auto per il riconoscimento dei propri diritti, passa anzitutto dalla credibilità che viene persa ogni volta che si cede a “occasioni” che possono apparire vantaggiose nell’immediato, ma che minano poi il percorso verso una parità di diritti vera e compiuta con gli operatori delle reti ufficiali.
