Fornitori auto in crisi? 510 miliardi di euro rischiano di andare in fumo L’automotive cambierà e mette a rischio i guadagni dei fornitori auto ma per chi si muove bene ci sono grandi opportunità

Fornitori auto in crisi? 510 miliardi di euro rischiano di andare in fumo

L’automotive cambierà e mette a rischio i guadagni dei fornitori auto ma per chi si muove bene ci sono grandi opportunità

 

L’automotive cambierà e mette a rischio i guadagni dei fornitori auto ma per chi si muove bene ci sono grandi opportunità

28 Agosto 2019 - 08:08

Forse non tutti lo sanno ma i fornitori auto producono un giro vorticoso di ricavi e utili. Le Case infatti non producono tutto in house: molti dei componenti che usano sono prodotti da un fornitore auto. Si tratta spesso aziende molto specializzate e, dato che lavorano per un settore industriale gigantesco, generano utili e dividendi importanti. Allora perché i fornitori auto rischiano la crisi? Sembra strano: la società di consulenza Deloitte ha infatti stimato che nei passati 10 anni i componentisti hanno distribuito dividendi globali per 510 miliardi di dollari. Cifre notevoli in assoluto e ancor più impressionanti considerando che i 10 anni appena trascorsi hanno incluso una delle peggiori crisi del dopoguerra. Ma perché il settore auto, che è cresciuto nonostante le difficoltà rischia di veder compromessa la propria “salute”? Secondo lo studio di cui parleremo in questo articolo ci sono vari fattori che possono frenare e poi invertire questa lunga positività.

INCERTEZZE PER I FORNITORI AUTO

Si pensa che il rallentamento del mercato, i costi dei materiali in salita e gli ingenti investimenti per Ricerca e Sviluppo potrebbero bloccare la crescita. Un mix pericoloso fatto di incertezza sulle tecnologie, la persistenza di dazi sulle importazione e problemi fra grandi partner commerciali può trascinare fornitori auto in crisi. Le tensioni fra USA, Cina, Messico, Canada ed Europa potrebbero erodere i margini e quindi anche le quotazioni dei principali fornitori. In questi elementi d’incertezza Deloitte inserisce 4 fattori probabilmente dirompenti: sharing, elettrificazione, convergenza tecnologica e l’arrivo di nuovi competitors. Queste tendenze rivoluzionarie inducono gli amministratori a ripensare anche radicalmente l’attività delle loro aziende man mano che il futuro della mobilità prende forma.

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RICAVI IN DISCESA MA NON PER TUTTI

Negli ultimi tre anni, le prestazioni finanziarie dei 200 fornitori analizzati hanno superato di gran lunga quelle degli OEM e del mercato in generale. Deloitte evidenzia una potenziale erosione del 20% per i ricavi complessivi dei fornitori di automobili, stimati in 1.700 miliardi di dollari. Nello stesso tempo ritiene che ci siano 400 – 500 miliardi di possibile creazione di valore per chi riesce a cavalcare l’innovazione e il cambiamento. Quindi i fornitori auto impegnati nella guida autonoma e nell’elettrificazione, per esempio, avranno le maggiori opportunità. Sorte diversa per chi produce trasmissioni e assali, che vedrà una diminuzione rispettivamente del 6 e del 10% entro il 2025. Molto diversi i ricavi dei powertrain elettrici, che potrebbero crescere del 306%, quelli di batterie e fuel cell del 266% e quelli di ADAS e sensori del 190%.

PENSARE ALLE CONTROMISURE

I fornitori auto candidati alla crisi sono quelli che producono telai, interni, freni e motori a combustione: questi comparti ristagneranno e potrebbero poi declinare. Molti fornitori auto sono avvertiti di questa tendenza, ad esempio Bosch che ha presentato dischi freno speciali per le elettriche. Per fortuna esistono possibili contromisure da prendere. I fornitori attivi nei settori a rischio dovrebbero ridurre i costi e crescere offrendo soluzioni intelligenti e personalizzate nei prodotti “fisici”. Gli interni potrebbero diventare individuali e configurabili, ad esempio con climatizzazione per ogni passeggero. I componentisti potrebbero espandersi spostando Ricerca & Sviluppo e investimenti verso segmenti in crescita, come ha fatto Delphi creando Aptiv. Un altro esempio è dato da GKN, che ha affiancato alla sua produzione di trasmissioni tradizionali i moderni eAxle elettrici già dal 2002.

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NON DORMIRE SUGLI ALLORI

Altre strade da seguire sono le acquisizioni e le fusioni fra aziende e la polarizzazione verso Paesi che hanno prodotti meno tecnologici. I fornitori auto presenti nei segmenti sulla cresta dell’onda devono essere comunque attenti ed evolvere con criterio. La loro espansione può passare attraverso lo sviluppo e l’acquisizione di tecnologie e aziende all’avanguardia. Una possibilità da studiare con attenzione è anche lo spin off dei rami aziendali in crescita per focalizzare al meglio le priorità e le risorse. Concludiamo dicendo che esisteranno dei fornitori auto in crisi ma siamo certi che l’industria non sta attendendo passivamente, anzi!

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