BlueDiesel R33, com'è fatto il gasolio riciclato dall'olio di frittura

L'olio da cucina esausto finisce nel serbatoio delle auto, Volkswagen ha sviluppato a Wolfsburg il BlueDiesel R33 che inquina il 20% in meno

4 dicembre 2018 - 11:48

L'idea di fare il pieno di olio esausto usato per friggere non è una novità dell'ultimo minuto visto che prima della larga diffusione dei filtri antiparticolato e delle stringenti normative sulle emissione di CO2 si sono resi noti svariati tentativi di sostituire il gasolio con olio di origine vegetale. Ma oltre il solo campo della sperimentazione Volkswagen ha annunciato di aver sviluppato il BlueDiesel R33, un gasolio che abbatte del 20% le emissioni di CO2 impiegando un'elevata quantità di biocarburante ottenuto dall'olio per friggere patatine. Vediamo come si ottiene il diesel R33 e a che punto è la diffusione del biodiesel ottenuto da olio fritto.

9 MESI DI TEST SUL BIODIESEL Il BlueDiesel R33 testato per 9 mesi dalla flotta Volkswagen a Wolfsburg è stato sviluppato dal Costruttore tedesco e dall'Università di Coburgo e con Shell Global Solution, Tecosol e Neste. Ma attenzione poiché la sigla non deve trarre in inganno rispetto alle nuove etichette carburanti in vigore da ottobre 2018. Il gasolio R33 infatti è stato sperimentato da Volkswagen su una flotta di veicoli aziendali contribuendo ad attuare politiche green per la tutela dell'ambiente. Difatti, secondo quanto sostiene Volkswagen il BlueDiesel con olio di patatine riduce le emissioni di CO2 del 20% rispetto al gasolio tradizionale, ma non si ferma alla semplice ricerca poiché è conforme alle caratteristiche della norma DIN EN 590;  una norma che descrive le proprietà fisiche che tutto il gasolio per autotrazione deve soddisfare per essere venduto nell'Unione europea.

COME SI OTTIENE IL BLUEDIESEL R33 Anche da noi la cultura del recupero dell'olio vegetale esausto usato in cucina è piuttosto carente e piuttosto che raccoglierlo e avviarlo tramite le isole ecologiche al corretto recupero viene riversato attraverso le acque reflue nell'ambiente. Volkswagen con il team di ricercatori invece ne ha fatto una risorsa che va a coprire fino al 33% della quota di biodiesel con il gasolio R33. Il grasso recuperato viene filtrato, ripulito e processato ottenendo una miscela di paraffina o biodiesel, che viene poi aggiunto al gasolio tradizionale. Essendo il BlueDiesel R33 conforme agli standard europei sul gasolio tradizionale anche le auto sulle quali viene impiegato non necessitano di ulteriori modifiche.

PRESTO DESTINATO ANCHE AI PRIVATI Dopo la fase di test il BlueDiesel R33 viene impiegato stabilmente in tutte le stazioni di rifornimento di Volkswagen a Wolfsburg e attivando anche l'erogazione nello stabilimento Volkswagen di Salzgitter, mentre Bosch ha iniziato a farlo assieme ad altri partner del progetto da questa estate. “Ci stiamo preparando a un significativo aumento nel medio termine della richiesta di carburanti liquidi prodotti da scarti e di biocarburanti avanzati. Ha spiegato Thomas Garbe, responsabile del progetto al Dipartimento Sviluppo della Volkswagen – Spero che presto anche le stazioni di rifornimento aperte al pubblico proporranno l'R33 come un gasolio premium ed ecologico”. Va da se, coem abbiamo detto in apertura, che l'impiego su larga scala coinvolgerà senza ombra di dubbio le grandi flotte che traggono benefici dall'impiego del gasolio. Mentre tra i consumatori tutto o quasi potrebbe presta cambiare se consideriamo che in un distributore italiano il gasolio ha già superato la benzina, seppur di poco e probabilmente un prodotto “premium” dalle acclarate attitudini ambientali potrebbe fare più fatica ad imporsi in un Paese tradizionalmente legato alle auto diesel usate, ma comprate solo per risparmiare rispetto alle auto nuove diesel.

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