Contro la crisi del mercato auto c'è… l'Anticrisi Day

Contro la crisi del mercato auto c'è… l'Anticrisi Day Contro la crisi del mercato auto

Contro la crisi del mercato auto, Umberto Seletto e Exxon Mobil, hanno organizzato l'Anticrisi Day. Ecco cosa ne è emerso

16 Novembre 2011 - 07:11

Anticrisi Day, un format economico dedicato all'approfondimento economico e all'osservazione trasversale del mercato automobilistico che si deve alla fertile creatività di Umberto Seletto e a Exxon Mobil. Dopo il successo delle prime due edizioni a Mendrisio, in Vltellina, Venezia ha ospitato la terza edizione di questo particolare incontro di settore.

SI OSSERVA LA DISTRIBUZIONE AUTO – Anticrisi Day nasce nel 2009 per colmare un vuoto di racconto e di narrazione che sembra attraversare la distribuzione auto in un momento di crisi. La sfida riuscita a Umberto Seletto è la realizzazione di un contenitore da mettere a disposizione dei partecipanti, da riempire con riflessioni, autenticità, emotività e azione. Nel momento in cui il paese vive la più grave crisi del dopoguerra, costretto a difendersi dalla speculazione internazionale, la contrazione della domanda di auto costituisce un fenomeno in fondo naturale. In verità la recessione dell'auto è già da tempo sulla bocca di tutti. Se ne è cominciato a parlare al momento del mancato rinnovo degli incentivi alla rottamazione del 2009. Alcuni hanno provato ad attribuire proprio alla revoca degli aiuti governativi l'inizio del crollo di mercato. Altri al contrario considerano gli aiuti governativi la causa di tutto, avendo forzato il mercato e alterato la domanda.

DOMANDA DROGATA – In verità abbiamo vissuto un periodo di domanda gonfiata da vari fattori. Innanzitutto in alcuni grandi città l'adozione delle ZTL (zone a traffico limitato) a pagamento come a Milano ha portato i consumatori ad anticipare la sostituzione di vetture ancora in buone condizioni solo per poter attraversare gratuitamente le zone monitorate dalle telecamere. Ma anche il progresso tecnologico dei nuovi modelli ha stimolato la voglia di adeguarsi e anticipare il cambio dell'auto. In una tale atmosfera gli incentivi hanno avuto gioco facile sui consumatori inducendoli all'acquisto di auto nuove. Nessuno ha però messo in risalto che si trattava di sostituzioni anticipate e non di generazione di nuova domanda che al contrario veniva frenata dall'aumento della disoccupazione giovanile che già nel 2009 montava in maniera preoccupante. Crollo quindi del mercato di nuova motorizzazione (i giovani) e super sfruttamento di quello di sostituzione allettandolo con incentivi. Se ci aggiungiamo l'acuirsi della crisi e la contrazione di reddito disponibile, si spiega perché l'auto non si vende.

QUALI NUMERI ASPETTARSI? – I numeri ufficiali nascondono però la grande tragedia dei concessionari. Dopo gli ultimi aggiustamenti è ormai certo che si immatricoleranno nell'anno 1.750.000 auto. Ma le vendite effettive dei concessionari si fermeranno in realtà ben al di sotto di quel numero. Innanzitutto bisogna scalare circa 600.000 auto vendute alle flotte aziendali e al noleggio a breve e lungo termine che non entrano nelle casse dei concessionari perché gestite direttamente dalle case o da apposite organizazioni. Inoltre nel rimanente 1.1500.000 di vetture bisogna detrarre le auto KM0 (come SicurAUTO ha documentato in esclusiva) ovvero quelle che vengono immatricolate d'imperio dai costruttori ai concessionari a fine mese per “fare risultato” e alleggerire gli stock di auto invendute, trasferendole al concessionario che non fanno perciò reddito, anzi lo riducono per i costi bancari. Difficile da quantificare con certezza, il business delle KM0 non è però di piccola entità; basti pensare che negli ultimi tre giorni del mese si immatricola il 30 per cento dell'intero immatricolato mensile.

COSA VA RIVISTO? – Da ciò deriva che qualcosa nella distribuzione auto deve essere rivista. “La crisi non è ciclica ma strutturale” ha dichiarato Loris Casadei nella serata inaugurale dell'Anticrisi Day. Nel corso delle sue “Riflessioni sul cambiamento” il n° 1 di Porsche Italia ha invitato i concessionari a interpretare meglio la realtà e a cominciare a far pressione affinché sia cambiato il rapporto con le case. Secondo Casadei è inutile sperare che i costruttori si impietosiscano di fronte alle difficoltà di sopravvivenza dei concessionari. Il loro stato di salute, grazie alla globalizzazione è buono, come risulta dai conti economici. Due in conclusione le ricette per salvare i bilanci dei concessionari in tempo di crisi: occhio ai conti e azione comune per rivedere le condizioni contrattuali con le case.

MODELLO DI BUSINESS SUPERATO – Il calo di mercato ha portato ad un incremento dei costi di distribuzione che ha abbassato sostanzialmente la redditività dei dealer, facendo precipitare molti di essi in regime di perdita. E' quanto emerso dalle analisi di ItaliaBilanci che ha studiato i bilanci di tutti i dealer di tutte le marche. Allienandosi a quanto sostenuto da Loris Casadei, ItaliaBilanci sostiene che l'attuale modello di business della distribuzione auto è ormai entrato nella fase di declino del suo ciclo di vita e richiede un forte ripensamento sui meccanismi di governo e di funzionamento. Almeno da sei anni l'investimento nella distribuzione auto non crea più valore per l'azionista/proprietario. Un concessionario su tre in Italia ha riportato nel 2010 bilanci in perdita. Da ciò deriva che ItaliaBilanci prevede che circa il 20 per cento degli attuali dealer saranno costretti a chiudere o cedere l'attività. Solo l'8% avrebbe i conti a posto. Si pone pertanto al concessionario il problema di come rendere l'azienda più forte guidandola su un percorso virtuoso. Tema che è stato sviluppato da Bernardo Bertoldi professore aggregato della facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Torino e rinomato consulente di grandi aziende internazionali. Il compito non è però facile a causa dei cambiamenti di mercato in seguito ai nuovi bisogni e alla minore disponibilità di reddito. Per cui l'unica strada al momento percorribile consiste nell'incremento del margine lordo armonizzando le attività di vendita delle auto nuove con quelle dell'usato, dei ricambi e dell'officina di riparazione e assistenza. Funzionerà? Appuntamento al prossimo Anticrisi Day a Mendrisio l'11 novembre 2012.

di Nicola Giardino

Commenta con la tua opinione

X