Ziarelli e Tagom: SicurAUTO.it scopre il trucco delle gomme "furbe?

Pneumatici più grossi di quelli omologati, ma con finte marcature per beffare i controlli delle forze dell'ordine: è il business delle gomme "furbe"

6 giugno 2016 - 9:00

Come fare per montare pneumatici più grandi di quelli ammessi dal libretto senza il rischio di incorrere in sanzioni e ritiro della carta di circolazione? La via legale ci sarebbe e passa attraverso il cosiddetto 'Decreto ruote' che liberalizza gli pneumatici maggiorati, che permette di omologare pneumatici più grandi, ma entro certi limiti. Ma per i furbetti, specialmente quelli amanti del fuoristrada, esiste un modo più semplice che SicurAUTO.it ha sniffato grazie al passaparola: procurarsi gomme più grandi o alte, ma marchiate con le misure ammesse dalla Carta di circolazione. Pensate sia impossibile? Ed invece no. Grazie ad una nostra inchiesta esclusiva abbiamo scoperto che, non solo si può fare, ma è anche abbastanza semplice: Ziarelli e Tagom Tires, due ricostruttori di pneumatici specializzati nell'off-road, offrono infatti questo “servizio” con costi che variano da 0 sino ad 80 euro. Peccato che il tutto sia assolutamente illegale e pericoloso. Ecco i dettagli della storia.

PERCHÉ QUESTA INCHIESTA? (AGGIORNAMENTO) Considerando la quantità di reazioni ed il loro tenore generale, SicurAUTO.it ci tiene ad esprimere il suo punto di vista sulla vicenda, spiegando cos'è questa inchiesta e perché è stata fatta. Sicuramente questo articolo NON è contro il fuoristrada e chi lo pratica: chi fa off-road cerca la libertà, ha il senso dell'avventura e ama immergersi nella Natura, senza contare lo spirito di servizio che, come ricordato in un commento, spinge molti fuoristradisti – pur correndo rischi – a portare il loro aiuto in caso di calamità e pericoli per la vita umana. Lo scopo di quest'indagine è smascherare aziende che si prestano a pratiche poco pulite come la falsificazione dei prodotti. A chi ci accusa di voler colpire una categoria e di voler fare i delatori rispondiamo con i fatti: tantissime volte SicurAUTO.it ha scritto contro lo Stato, i Comuni assetati dei soldi degli automobilisti e le Autorità e le Case auto che latitano sul fronte della sicurezza, i truffatori che vendono auto usate “skilometrate”, etc… Anche noi non approviamo le contraddizioni delle Leggi e l'inadeguatezza del CdS e quando qualcosa non ci piaceva l'abbiamo sempre scritto, senza remore. Le contraddizioni di regole cervellotiche e vessatorie non ci sono mai piaciute e non ci piacciono ma non possiamo approvare un Far West pericoloso, sia per la sicurezza stradale sia per la correttezza del mercato. I commenti che leggiamo, di certo, vengono da lettori di passaggio che si sentono attaccati, ma che non conoscono le nostre battaglie frutto di 15 anni di lavoro e che oggi ci permettono di avere 700.000 lettori mensili ed una redazione piena di esperti. E' triste leggere che, come spesso avviene in Italia, invece di ringraziare i giornalisti che fanno il loro lavoro a caccia dei poco onesti, si dica: “parlate di altro invece di rompere…”. Una mentalità diffusa che vede la medesima reazione della gente direttamente coinvolta dagli scandali. Un andazzo che ha portato l'Italia nello stato in cui si trova adesso.

SOTTO MENTITE SPOGLIE Le coperture maggiorate, o ribassate, fanno molta presa sugli automobilisti, al punto che le Case ne fanno uno strumento di marketing, arrivando anche agli eccessi di vetture con 90 CV, ma dotate di grosse gomme dal profilo ribassato. Gli appassionati di fuoristrada o tuning, pur di montare gomme aggressive, rialzate o con profili diversi, spendono un mare di soldi per modificare le proprie auto, sfidando magari la legge, sapendo che i controlli su strada siano pochi. Poi ci sono quelli che, grazie al passaparola, sanno che esistono delle “gomme furbe” (così le chiamano in gergo gli appassionati di 4×4) che hanno delle misure fuori norma, ma che riportano sul fianco esattamente le misure previste da libretto. Un gioco nel quale gli unici perdenti sono il Codice della Strada e la sicurezza. Una nostra inchiesta ha infatti sperimentato la concreta possibilità di comprare gomme ricostruite per fuoristrada con dimensioni effettive diverse da quanto riportato dalla sigla impressa sui fianchi. Grazie a delle segnalazioni anonime abbiamo scoperto che, rivolgendosi alle Ditte giuste, acquistare queste famose “gomme furbe” (leggi la guida su come scegliere gli pneumatici e leggere le loro sigle) non è così difficile. Cosi ci siamo messi sulle tracce di tre ditte segnalate dai nostri lettori: Lerma Gomme, Tagom Tires e Ziarelli fingendoci clienti.

PARLIAMONE… Lerma Gomme Snc è stata l'unica che, nel proporci delle alternative, ha escluso a priori la rimarchiatura delle gomme: nella prima mail ha infatti già chiarito il concetto: “si possono avere delle 265/75×16 che sono più larghe di battistrada e con altezza uguale alle 235/85×16 (82 cm). Altrimenti delle 285/75×16 alte circa 86 cm e larghe 27 cm circa od ancora delle 255/85×16 alte circa 84 cm e larghe circa 25 cm. In ogni caso non posso rimarchiare i pneumatici”. Lerma propone gomme più grosse (alcune delle quali sarebbero omologabili) ma esclude quindi di marchiare delle gomme con misure non corrispondenti a quelle effettive e anzi, in un'altra mail, mette in guardia sul montare gomme più grosse, sia perché potrebbero urtare nei passaruota durante i twist sia perché il cerchio originale potrebbe avere il canale troppo stretto. Di tenore ben diverso, ma simili fra loro le risposte di Tagom Tires e Ziarelli: “Se ci richiama al numero xxx-yyyyy le daremo le informazioni necessarie”, con una reticenza che dimostrava la consapevolezza di essere non contrari a fare qualcosa d'illecito. Abbiamo fatto allora qualche telefonata ottenendo delle esplicite affermazioni che la cosa – marchiare delle gomme in maniera difforme dalle dimensioni effettive – era perfettamente fattibile e senza grossi problemi ci sarebbero state consegnate gomme off road 265/70 R16 ma marchiate sul fianco 235/85 R16.

PIU' GOMMA MA MENO SICUREZZA La marchiatura farlocca è offerta gratuitamente da Tagom mentre Ziarelli la fa pagare 80 euro per treno di gomme. La sensazione che emerge da questa inchiesta è che i ricostruttori di pneumatici abbiano campo libero nel realizzare gomme di una misura, ma con marchiatura “a scelta del cliente”. Evidentemente mancano dei controlli specifici da parte delle forze dell'ordine, e comunque entro certi limiti è davvero difficile accorgersi su strada delle difformità tra misure impresse sul fianco e quelle reali. Ci chiediamo se queste ditte siano a conoscenza dei rischi per la sicurezza che ne possono derivare. Le dimensioni diverse degli pneumatici potrebbero infatti inficiare l'efficacia dei sistemi di sicurezza. ABS, EBD e controllo della trazione, per esempio, hanno fra gli input primari il conteggio dei giri delle ruote e la stima della velocità, da esso derivata, verrebbe falsata da un diametro degli pneumatici diverso, mettendo in crisi le centraline. Ne possono derivare quindi spazi di arresto più lunghi o un controllo della sbandata non efficace. Le auto avrebbero poi “scarpe” diverse da quelle approvate in fase di progetto e anche questo creerebbe rischi per la stabilità del mezzo.

AIRP E POLIZIA STRADALE SI ATTIVERANNO Prima della pubblicazione di questa inchiesta abbiamo contattato l'AIRP (Associazione Italia Ricostruttori di Pneumaciti) e l'ufficio stampa della Polizia di Stato, ecco cosa hanno risposto alle nostre domande. “Sono a conoscenza di questo fenomeno perchè circa 4-5 anni fa sono stato chiamato come consulente da una procura piemontese per un caso simile a quello da lei segnalato, allora lavoravo ancora in Michelin – ha dichiarato l'ing. Labò, consulente di AIRP ed esperto di normative a livello internazionale -. Non so bene come si sia concluso quel processo, di certo la vostra segnalazione sarà preziosa per l'associazione. Resto in attesa di sapere quali siano le aziende coinvolte e, qualora fossero associate AIRP, saranno prese le decisioni del caso per tutelare la categoria. Se necessario immagino che l'AIRP possa arrivare sino alla radiazione delle stesse, perchè queste pratiche mettono a rischio la sicurezza stradale e anche la credibilità degli associati onesti”. Per conto del Ministero dell'Interno è il vice questore aggiunto presso il servizio di Polizia Stradale, dott. Protospataro, a parlare ai nostri microfoni: “I pneumatici ricostruiti non conformi sono un fenomeno abbastanza diffuso nel mondo del trasporto pesante, ma sinceramente non ero a conoscenza di quanto da voi segnalato e non mi risultano che siano mai state effettuate operazioni a riguardo. Di sicuro la vostra segnalazione ci aiuterà a conoscere meglio il fenomento e prendere subito i provvedimenti del caso, non escludiamo che saranno anche instituiti appositi controlli su strada. Di sicuro vi terremo aggiornati sull'evolversi della situazione dopo la pubblicazione della vostra inchiesta”. Adesso non resta che aspettare l'evolversi della situazione e vedere cosa succederà, noi abbiamo raccolto le nostre prove e siamo certi di quanto scoperto. Ci auguriamo, quindi, che gli organi preposti prendano presto i provvedimenti del caso e mettano fine a questa pratica commerciale illegale che danneggia la sicurezza e i produttori onesti.

LA RISPOSTA DI AIRP “L'associazione è da tempo impegnata sul fronte del rispetto delle regole prima promuovendo una norma a livello internazionale che prevedesse un sistema di qualità e prove ruota strada secondo protocolli simili a quelli previsti per l'omologazione dei pneumatici nuovi, poi battendosi affinché la stessa omologazione diventasse obbligatoria. L'associazione ha tra i propri iscritti solo aziende omologate e continua la propria opera informativa alle autorità affinché, anche in sede di revisione, vengano effettuati controlli sui pneumatici. Il rispetto delle regole sia per quanto riguarda le omologazioni, i dimensionamenti, l'idoneità dei materiali, è infatti un primario requisito di sicurezza ed elemento cardine dell'attività della nostra associazione. Da quanto leggiamo sono già stati allertati gli organi di controllo perché facciano piena luce, anche nell'interesse della categoria dei ricostruttori di pneumatici. Ziarelli e Tagom Tires non fanno più parte di Airp dal 2009”.

31 commenti

alex
0:30, 28 febbraio 2019

vergogna… articolo penoso… viviamo in un paese di ladri e opportunisti…. quindi fatemi capire, se compro un auto di importazione con gomme da trattore e la targo italiana va bene… se la costruisco io in italia no….

un popolo di pagliacci che venderebbe anche la propria madre pur di stare seduto e bello paraculato a girarsi i pollici in manica di camicia accontentandosi di un lavoro e una retribuzione da miserabile in cambio di tenere la bocca chiusa e andare diligentemente a votare

vergogna state riducendo la genialità e l'estro di un popolo a una tazza di un cesso pieno di …

e mettete meno pubblicità che è un incubo leggere ste pagine

fulvio
12:37, 6 giugno 2016

Tutto questo è causato dall ottusa legge italiana che non permette nessuna modifica come invece accade in paesi più seri del nostro vefi austria e Germania. Più regole = più scappatoie x aggirarle

Redazione
13:09, 6 giugno 2016

Samuele,
l'omologazione avviene entro certi standard e entro determinati limiti di sicurezza, ecco perchè esistono le norme.

Mentre, da quanto emerge dalla nostra inchiesta, non vi è nessun parametro scelto dalle aziende in questione, se non il gusto del cliente. Nessuno ci ha messo in guardia su eventuali pericoli, etc.

Grazie per il tuo commento
Saluti

Nicola
13:39, 6 giugno 2016

Carissima sicurauto…. Al posto di citare il “decreto ruote” che a conti fatti limita ancora di più il settore delle omologazioni al posto di facilitarlo, soprattutto sui mezzi maggiormente utilizzati e quindi anziani. Visto che siamo in Europa, e quindi ci sono delle normative europee perchè i nostri cari governi delle riforme non si adeguano a teli normative al posto di restringere? Si muoverebbe una buona fetta di economia legata alle ditte costruttrici, officine, preparatori e soprattutto un sacco di omologazioni vere che tutti saremmo felici di pagare e avere sul libretto… Spagna e Germania per caso non tengono alla sicurezza stradale visto che sono più permissivi nelle omologazioni? Oppure siamo noi he siamo retrogradi e preferiamo fare cassa con i verbali piuttosto che favorire un settore… Una passione, un hobby, uno stile di vita, senza contare che ad esempio una buona maggioranza dei fuoristradisti sono anche operatori di Protezione Civile che in caso di necessità non risparmiano il proprio mezzo privato per aiutare il prossimo a titolo gratuito (tengo a precisare che anche quelli non in protezione civile si comportano in questo modo) continuando in questa direzione si è deciso di uccidere tale categoria…

Redazione
13:45, 6 giugno 2016

Nicola, siamo d'accordo che in Italia c'è ancora una rigidità normativa che non ci vede allineati agli altri paesi, ma questo non giustifica le pratiche commerciali illegali che danneggiano tutti, la sicurezza, il mercato e le aziende oneste.

Di sicuro il decreto ruote non è la soluzione a tutti i mali, ma è pur sempre qualcosa. Mentre, pare, che molti preferiscano fare di testa propria senza curarsi di alcuni limiti/problemi di sicurezza. Sarebbe bello fare dei test comparativi di frenata ed evitamento ostacolo tra veicoli con gomme conformi e non conformi…

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