VW ferma la produzione della Passat, ma il Dieselgate non c'entra

La produzione della berlina VW rallenta per un problema al reparto carrozzeria di Emden e lo stop della produzione dei cambi a Kassel

 
VW ferma la produzione della Passat, ma il Dieselgate non c'entra La produzione della berlina VW rallenta per un problema al reparto carrozzeria di Emden e lo stop della produzione dei cambi a Kassel

La produzione della berlina VW rallenta per un problema al reparto carrozzeria di Emden e lo stop della produzione dei cambi a Kassel

1 Febbraio 2016 - 03:02

Il credo della produzione moderna è essere “snelli”, con poche scorte e forniture sincronizzate al secondo. In questo modo le scorte di magazzino si minimizzano ma se qualcosa si inceppa le ripercussioni si propagano da un impianto all'altro. Questo meccanismo è entrato in azione pochi giorni fa: un guato in uno stabilimento Volkswagen si è ripercosso immediatamente in un altro.

LE LAMIERE NON ARRIVANO E I CAMBI SI FERMANO – La cronaca degli eventi racconta di un problema ad uno degli impianti di stampaggio dei componenti della Passat, inconveniente avvenuto nell'impianto di Emden, situato nella regione della Bassa Sassonia e che ha un organico di 9.600 addetti. La mancanza di lamierati ha costretto quindi ad un rallentamento nella produzione della vettura (leggi del congelamento della produzione della nuova Passata negli USA, causato dal Dieselgate) e non è ancora chiaro quando l'impianto sarà riparato. Un portavoce di Volkswagen ha comunicato che l'inconveniente tecnico potrebbe essere risolto in questa settimana. A Emden si costruiscono le Passat berlina e le coupe e di questi modelli l'impianto ne ha finora prodotti più di 11 milioni. La produzione zoppicante di Emden si è riverberata fino all'impianto di Kassel, nel Land dell'Assia, che produce trasmissioni: il parziale stop ha infatti causato la sospensione dal lavoro di 400 addetti dell'impianto di Kassel.

STOP A MACCHIA DI LEOPARDO – Lo stabilimento di Kassel, che ha circa 16.000 addetti, interromperà la produzione oggi, venerdi 5 e e lunedi 8 febbraio, data nella quale circa 2.500 addetti rimarranno a casa. Kassel, proprio perché lavora in stretta sincronia con altri impianti, risente di eventuali rallentamenti produttivi non programmati ed è questo meccanismo che ha impattato sulla sua produzione che, oltre ad assemblare più di 4 milioni di cambi ogni anno, produce anche parti di carrozzeria per la Passat. Lo stop di lunedi coinvolgerà il Padiglione 2, che ospita l'assemblaggio della carrozzeria, le presse di stampaggio e la formatura a caldo. Un portavoce dell'Azienda ha smentito i rumors che davano come causa di questi stop il rallentamento della domanda dipendente dal Dieselgate: “Il motivo di queste interruzioni della produzione non è da cercare in un calo della domanda per la Passat ma soltanto in processi interni della produzione del cambio”.

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA -In effetti i cambi hanno causato non pochi problemi a Volkswagen in passato, dato che diversi DSG a doppia frizione anno manifestato malfunzionamenti che hanno generato problemi anche dopo la sostituzione. Non sappiamo se le questioni produttive del cambio riguardano quel tipo di problema ma sembra che la sfortuna abbia colpito anche le linee delle trasmissioni oltre alle presse di Emden; a Kassel vengono comunque costruiti anche i gruppi DSG a 6 e 7 marce. Questi stabilimenti lavorano, come già anticipato, secondo il metodo della “produzione snella” che, se riduce al minimo le scorte di magazzino, ha un equilibrio più delicato, dato che un inconveniente in un anello della catena si ripercuote negli stadi più a valle. Qualche anno fa il terrificante tsunami che ha colpito il Far East ha fermato per lungo tempo la produzione automobilistica giapponese anche perché il sistema prevedeva scorte ridotte all'osso (leggi perché la produzione delle auto si era fermata a lungo). Anche Toyota, che del processo è stata la pioniera, sarà costretta a chiudere, da giorno 8 al 13 febbraio, le sue fabbriche in Giappone a causa di un'esplosione avvenuta meno di un mese fa in un'acciaieria del suo fornitore Aichi Steel.

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