Volvo ha spalle larghe in Cina ma è pronta a riprendersi gli USA

Volvo ha annunciato l'apertura di un nuovo stabilimento negli USA, forte del sostegno della cinese Geely, con investimenti da capogiro

12 maggio 2015 - 15:00

Volvo, che dal 2010 appartiene al gruppo automobilistico cinese Geely con cui condivide un nuovo centro di ricerca e sviluppo, ha confermato in un comunicato stampa di aver scelto la Carolina del Sud per stabilire il suo nuovo e primo stabilimento. Questa operazione dovrebbe costare ben 500 milioni di dollari al brand scandinavo. Il Costruttore svedese, che è presente negli Stati Uniti sin dal 1955, aveva annunciato a fine marzo che avrebbe aperto il suo primo impianto di produzione nel paese dello Zio Sam aper aumentare una quota del mercato che al giorno d'oggi è poco rappresentativa: meno dello 0.4% nel 2014. Questa azienda, che dovrebbe essere costruita nella zona di Berkeley a nord di Charleston, dovrebbe reclutare 4.000 impiegati a lungo termine.

PROGETTI AMBIZIOSI – Il gruppo automobilistico ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Una volta che [lo stabilimento, ndr] verrà messo in moto, Volvo potrà fabbricare le sue vetture su tre continenti, sottolineando la sua posizione di costruttore mondiale a tutti gli effetti (…) Il nuovo stabilimento americano fa parte di un piano di espansione ambizioso a medio termine per raddoppiare le vendite mondiali, aumentare le quote di mercato e migliorare la redditività.”

VOLVO DA NOI E NEL MONDO – Al giorno d'oggi, Volvo Cars è presente in Europa con due aziende. Quella principale e locale si trova a Göteborg (Svezia) e la seconda a Gand (Belgio). Ma il mercato sul quale il brand nordico punta di più è quello più grande del mondo a livello automobilistico, la Cina, e questo da anni ormai non solo proponendo modelli specialmente realizzati per quel mercato, ma anche in termini di investimenti: nel paese asiatico, Volvo è presente sia a Chengdu che a Chongqing. Altri due stabilimenti più piccoli sono presenti a Zhangjiakou (Cina) per quanto riguarda la parte motoristica e a Kuala Lumpur (Malesia) per la rifinitura dei veicoli per la guida a sinistra. Tutti questi progetti asiatici, soprattutto in Cina, non hanno niente di sorprendente: la Cina è il paese dove l'economia automobilistica è più florida e, questo, lo hanno capito gran parte dei costruttori mondiali che puntano sempre di più su questo mercato in crescita progressiva, quando invece altri (specie quelli europei) fanno fatica a superare il periodo di crisi economico-finanziaria. Anche se, analizzando il mercato auto cinese odierno, gli esperti sostengono che questa crescita non durerà all'infinito.

FUTURO IN CRESCITA – Volvo ha avuto anni difficili prima di poter andare incontro ad un periodo più florido con benefici veri e propri raggiunti nel 2013. L'anno successivo, nel 2014, il marchio svedese ha abbattuto il suo record storico di vendite che risaliva al 2007 con quasi 466.000 veicoli consegnati. A gennaio 2015 è stato nominato un nuovo direttore per l'America, l'olandese Lex Kerssemakers, che ha intenzione di produrre e vendere 100.000 veicoli all'anno “a medio termine” sul continente. La casa madre, Geely, è un costruttore i cui marchi (Geely, Gleagle, Emgrand e Englon) sono poco conosciuti nel mondo automobilistico occidentale e che aveva pagato ben 1.8 miliardi di dollari per riacquistare l'azienda al colosso americano Ford.

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