Volkswagen ritratta: 430 mila le auto a benzina con CO2 irregolare. Ecco di quali si tratta

La stima di 800 mila auto solo per "stare larghi?. Ora rivista al ribasso e con nuove indiscrezioni sui motori benzina coinvolti. L'elenco dettagliato

16 novembre 2015 - 12:44

Lo scandalo dieselgate non si ferma ai motori a gasolio e dopo la comunicazione avvenuta da parte di Volkswagen lo scorso 3 novembre in merito ai Model Year 2016 (che prevedeva il coinvolgimento di 800.000 automobili), ora il cerchio si restringe a 430.000 unità, anche a benzina. A riguardo la Casa tedesca ha stilato una lista dei modelli interessati, dove figurano, tra i tanti, anche i propulsori a benzina, che a quanto pare sono ugualmente coinvolti nelle false emissioni di CO2 e che quindi potrebbero dare vita a una “fase 2” dello scandalo dieselgate.

LA MACCHIA SI ALLARGA – Certo, da 800.000 a 430.000 veicoli, il numero si è ridotto notevolmente, eppure ciò che meraviglia in questa situazione è come la Volkswagen stia tentando di far passare “sotto traccia” questo nuovo emergente dato a benzina. È vero che facendo “mea culpa” a Wolfsburg hanno deciso di fare “piazza pulita” e di indagare in casa, ripartendo da zero e soprattutto “puliti”; però nessuno crede che le Volkswagen, le Audi, le Skoda e le Seat in veste 2016 e per giunta con qualche motore a benzina “truccato” possano essere solo 430.000 (in allegato vi proponiamo la lista dei modelli e dei motori interessati).  Così pare che oltre al già citato 1.400 cc TSI, 4 cilindri, altri benzina figurano nell'elenco degli indagati.

I MOTORI A BENZINA – L'ultima apparizione di Volkswagen nello scandalo dieselgate (per il quale altri marchi sono indagati) ha messo sotto investigazione altri motori a benzina. Così sono usciti fuori degli “interessamenti” verso i dati di emissione di CO2 del 1.0 litri TSI tre cilindri utilizzato per la Volkswagen Polo, per la Seat Ibiza e le Leon berline. Altre unità indagate sono il 1.8 litri quattro cilindri TFSI offerto su Leon SC coupé e SporTour e il 2.0 litri quattro cilindri TFSI utilizzato sulla Golf e sulla Passat. Nella lista ci sono anche, oltre al già proclamato 1.4 litri TSI quattro cilindri, il 1.2 litri TSI montato sulla Jetta. Delle 430.000 vetture con emissioni di CO2 false, 282.000 sono a marchio Volkswagen, 83.000 Skoda, 32.000 Seat e 16.000 Audi; le restanti unità riguardano i veicoli commerciali Caddy e Multivan. A rafforzare la già pessima situazione, il giornale tedesco Bild am Sonntag, che ha riferito che molti ingegneri Volkswagen hanno ammesso di aver manipolato le emissioni di vari motori, perché gli obiettivi di riduzione di CO2 fissati dall'ex amministratore delegato Martin Winterkorn erano difficili da raggiungere.

LE PROSSIME MOSSE – La Volkswagen si è così dovuta rimettere a disposizione per rimediare anche a questa “batosta” (l'ultima è arrivata dal Brasile), annunciando che provvederà a ripristinare i nuovi dati di omologazione sulla CO2, sotto la supervisione della Kba, l'authority federale tedesca dei trasporti. Inoltre il Gruppo tedesco sta intavolando un confronto diretto con le autorità fiscali dei singoli Paesi dove sono state vendute le vetture, perché intende pagare le eventuali tasse addizionali per lo sforamento di determinati valori di CO2. Infine Volkswagen ha annunciato che, nel corso di questa settimana, i vari siti nazionali del Gruppo già aperti per informare i clienti in merito allo scandalo del dieselgate, riporteranno anche le notizie e le indicazioni in merito al nuovo fronte delle irregolarità sulla CO2, cosicché i clienti potranno scoprire se il proprio esemplare è a norma.

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