Vigili Roma: senza straordinari, niente notifica dellle multe

La consegna delle contravvenzioni è un servizio straordinario: se questo manca, i verbali non vengono inviati

12 gennaio 2015 - 12:00

Chi ha commesso qualche infrazione a Roma può stappare una bottiglia di champagne: nella capitale, c'è il blocco volontario degli straordinari da parte dei vigili. E siccome le multe vengono inviate durante gli straordinari, allora non arriveranno i verbali a casa degli automobilisti indisciplinati. Con due guai in contemporanea: non viene punito chi ha commetto un'infrazione, e viene beffato chi invece è rispettoso del Codice della strada. Senza considerare che qualcuno potrebbe pure pensare: i vigili non faranno straordinari nemmeno in futuro, quindi potrò godere di impunità e continuare a violare il Codice.

PER PROTESTA – Infatti, i caschi bianchi stanno rifiutando gli straordinari per protesta contro il nuovo contratto e la rotazione obbligatoria: così, le multe rimangono “in freezer”, negli uffici di via Ostiense, in attesa che qualcuno trovi una soluzione. A portare le multe sono circa 500 vigili che svolgono il lavoro con turni straordinari, arrivando a mettersi in tasca circa 200 euro in più in busta paga (guadagnano 2 euro a cartella consegnata). Ci sarebbe al momento un solo vigile a lavoro nell'ufficio comunale competente, per far fronte a 415 cartelle accumulate ognuna delle quali contiene ben 50 multe. Sono molte le notifiche che, se non verranno consegnate, scadranno. Un danno economico anche per il Comune di Roma: un milione di euro è la stima.

QUANTI GIORNI – In merito, è utile ricordare le regole e le tempistiche delle notifiche delle multe. Una questione caldissima, visto che il Comune di Milano calpesta Codice della strada e buon senso. Palazzo Marino ha deciso di far cadere i 90 giorni per la notifica non dal momento in cui è stata effettuata l'infrazione, bensì da quello in cui i vigili visionano il fotogramma. In modo da ovviare al problema della mole di verbali conseguenti all'attivazione degli autovelox automatici. Di qui, l'intervento del ministro dei Trasporti Lupi, che ha ribadito la propria posizione contro questa procedura seguita dal Comune di Milano: 90 giorni dall'infrazione.

COSA DICE LA LEGGE – Il punto di partenza è l'articolo 201 del Codice della strada, che recita così: qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell'articolo 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento. Quindi, stando all'interpretazione del Comune, quei 90 giorni possono scattare da un qualsiasi momento: se il vigile esaminasse nel gennaio 2017 la foto di un'infrazione del'aprile 2014, i 90 giorni si conterebbero da gennaio 2017. Alla Camera, l'onorevole Gianfranco Librandi ha chiesto al ministro Lupi se questa interpretazione estensiva dell'articolo 201 del Codice della strada da parte delle amministrazioni locali, fortemente penalizzante per i cittadini, sia corretta. Ecco la batosta contro Milano da parte di Lupi: “Tale interpretazione estensiva del dies a quo non può essere considerata legittima, lo abbiamo detto con molta chiarezza, è molto chiaro e i Comuni si devono adattare. Come i Comuni chiedono ai cittadini il rispetto della legge, allo stesso modo noi dobbiamo chiedere ai Comuni di rispettare le leggi”. Quindi, il secondo affondo: “Qui si tratta per tanti Comuni, in maniera anche qui impropria, di utilizzare gli introiti delle multe – che, ricordo, sono introiti che sono destinati a prevenire e a educare comportamenti sbagliati da parte dei cittadini – per sanare i bilanci”.

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