Vigili o Polizia municipale. Qual è la loro funzione?

Vigili, Polizia e Carabinieri hanno stessi poteri sulle strade. Lo chiarisce il ministero che delega il Prefetto al coordinamento delle attività

12 febbraio 2015 - 8:34

Attribuzioni dei poteri di Vigili, Polizia e Carabinieri: con un recente parere (numero 243/2015), il ministero dei Trasporti chiarisce che hanno stessi poteri e prerogative sulle strade. Il Prefetto ha il potere di coordinare le attività di tali soggetti, al fine di evitare duplicazioni operative, tuttavia i singoli organi possono attivare controlli mirati dentro o fuori al centro abitato. Sono valide le multe della Polizia municipale fatte al di fuori del centro abitato. In particolare, chiarisce il parere, gli organi di Polizia municipale, nell'ambito del territorio comunale, sono abilitati a compiere legittimamente la loro attività di accertamento istituzionale.

OK FUORI DAI CENTRI ABITATI – Come evidenza poliziamunicipale.it, i Vigili possono attivare di propria iniziativa pattuglie per il controllo dell'eccesso di velocità su qualsiasi strada dentro o fuori al centro abitato. L'autorizzazione del Prefetto infatti condiziona unicamente l'installazione dei misuratori fissi automatici e non certo l'impiego dei vigili sul territorio. Si dubita spesso sulla possibilità di intervento della Polizia locale fuori dal centro abitato, specialmente con misuratori autovelox posizionati su strade di grande percorrenza senza alcuna autorizzazione formale del Prefetto. A parere del ministero questa attività di controllo è perfettamente legittima, ma solo con l'impiego di misuratori presidiati da una pattuglia. Per quelli automatici occorre infatti l'autorizzazione del rappresentante governativo, specifica la nota.

NO A SOVRAPPOSIZIONI – L'attività di coordinamento svolta dal Prefetto per i servizi di polizia stradale è finalizzata a evitare una sovrapposizione operativa delle diverse forze di Polizia, nel rispetto delle pari competenze attribuite dalla legge. Salvo i controlli autostradali (possono essere esercitati solo dalla specialità della Polizia di Stato) “non si evince alcuna condizione giuridica che possa legare una esclusiva attività di controllo da parte di un organo accertatore a una particolare tipologia di strada”. Vigili, Carabinieri e Polizia stradale sono dunque parificati dal punto di vista della vigilanza stradale. Per quanto riguarda la Polizia municipale, prosegue la nota, nessuna limitazione può essere imposta all'attività di controllo dei Vigili nel territorio comunale anche se si tratta di strade provinciali, regionali o statali. La Polizia locale nell'attività di controllo stradale non ha limiti ulteriori rispetto al confine geografico del proprio territorio. Solo per l'installazione degli autovelox fissi e automatici serve sempre l'autorizzazione del Prefetto. Per il resto i vigili urbani dipendono dai sindaci e dalla legge 65/1986 che almeno in materia di vigilanza stradale non pone limitazioni particolari. Ai Prefetti resta l'attività di coordinamento delle diverse pattuglie.

LO SCANDALO DEL DECRETO MANCANTE – A proposito dei controlli da parte dei Comuni fuori città, la questione però non è chiusa. Infatti, la legge 120/2010, articolo 25, che riformava il Codice della strada, prevede la devoluzione di metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità agli enti proprietari delle strade. Perché questa norma venga applicata, occorre un decreto interministeriale attuativo, che doveva arrivare nel volgere di pochi mesi, e poi entro fine 2013. A febbraio 2015, non ce n'è neppure l'ombra: scandaloso. L'obiettivo della legge è evitare che i Comuni facciano cassa sulle pelle degli automobilisti, piazzando le macchinette solo per ripianare le casse esauste delle amministrazioni; e mira a garantire più fondi agli enti proprietari delle strade perché migliori la sicurezza. È così che i nostri politici, alle prese con beghe interne e spartizione di poltrone, pensano alla sicurezza stradale.

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