Veloce ergastolo in Germania per omicidio stradale: e l'Italia cosa fa?

La Germania è il Paese delle autostrade senza limiti, ma chi commette un omicidio stradale, come i due giovani condannati, ora rischia l'ergastolo

3 marzo 2017 - 19:26

Usare l'automobile come un'arma è un comportamento assolutamente censurabile ed è per questo che le legislazioni di diversi Paesi prevedono pene severe e, a volte, lo specifico reato dell'omicidio stradale. La Germania ha diversi tratti autostradali nei quali non vigono limiti di velocità e per questo è quasi leggendaria per gli appassionati di motori (leggi delle norme e dei limiti da sapere per guidare in Germania). Ma questo non deve far pensare che lo Stato tedesco non sia attento e severo: oltre ad un'efficiente e ben equipaggiata Polizia la Giustizia tedesca non è tenera con i contravventori e nei giorni scorsi ha comminato l'ergastolo a due giovani che, durante una folle corsa nel centro di Berlino, avevano ucciso un incolpevole pensionato.

FAST AND STUPID Leggendo le notizie sulla meccanica dell'incidente viene da stupirsi del fatto che le vittime non siano state di più. Il resoconto parla infatti di due incoscienti guidatori di 25 e 28 anni che hanno causato un grave incidente nei pressi del famoso centro commerciale KaDeWe, la notte del 1° febbraio 2016. Le loro automobili, potenti e pesanti, hanno infatti ingaggiato una folle gara illegale, sul filo dei 160 chilometri all'ora, nella centralissima e frequentata Kürfürstendamm. Dopo aver attraversato 11 incroci, molti dei quali con il semaforo rosso, l'Audi A6 TDI guidata da Hamdi H., di 28 anni, ha speronato la Jeep guidata dal pensionato Michael W. di 69 anni, che aveva impegnato l'incrocio perché aveva il semaforo verde.

ENTRAMBI COLPEVOLI La Jeep è stata spostata più di 70 metri oltre il punto dell'impatto ed è poi finita contro pilastro di cemento, provocando gravissimi traumi al guidatore che è infatti morto sul colpo.

Gli esperti hanno stimato che la velocità dell'A6 doveva essere compresa fra i 160 ed i 170 km/h. L'altra auto, una Mercedes AMG CLA 45 guidata da Marvin N. di 25 anni, viaggiava invece a circa 140 km/h e nell'impatto contro i detriti lasciati sulla strada dall'urto si è anch'essa danneggiata al punto che una passeggera di 22 anni ha subito diversi traumi; i due guidatori hanno avuto soltanto lesioni lievi. Il giudice Ralph Ehestaedt ha scritto una pagina della storia giudiziaria tedesca quando ha condannato entrambi i guidatori all'ergastolo per omicidio, una sentenza mai pronunciata prima. Gli imputati sono sembrati annichiliti quando le sentenze sono state pronunciate, entrambe di condanna “all'ergastolo per omicidio con aggressione aggravata”. Ai due è stata anche ritirata la patente a vita e la cosa non deve sembrare contraddittoria perché in Germania l'ergastolo è in realtà la condanna massima, pari a 20 anni di carcere.

OMICIDIO STRADALE, LEGGE SBAGLIATA? Il giudice ha accolto le richieste del Pubblico Ministero che, pur non ravvisando gli estremi dell'omicidio premeditato, ha sostenuto come i guidatori avessero ampiamente sottovalutato le possibili conseguenze della loro condotta scriteriata. È questo il senso della condanna, per la quale è stato già preannunciato il ricorso in appello, emessa anche per l'altro conducente che, pur non avendo urato la Jeep, ha agito con la stessa incoscienza dell'altro. Il precedente creato è significativo: finora chi partecipava a gare clandestine era sanzionato con 400 euro e la sospensione della patente per un mese. Se si provocavano vittime la prassi era una condanna per omicidio colposo, un reato che veniva facilmente commutato in pene alternative o in un'ammenda. A pesare in questo inasprimento forse il ricordo della strage dei Mercatini di Natale, avvenuta ad opera del terrorista Anis Amri nei pressi del luogo di quest'altro impatto. La piaga dei pirati della strada (leggi di come il fondo di Garanzia risarcisce anche senza testimoni iniziali) riguarda ovviamente anche l'Italia che, dopo molte interrogazioni e proposte, ha approvato la legge sull'Omicidio Stradale. La situazione sembra però ben diversa da quella tedesca: non solo i tribunali italiani lentissimi hanno catalizzato la giustizia fai-da-te ma la formulazione della Legge prevede automatismi tali che anche incidenti lievi finivano nel penale, con tutte le conseguenze deleterie del caso (leggi di come un incidente banale può costare caro). Urgono quindi la riformulazione della Legge, che ha angosciosamente rimbalzato da pene troppo lievi ad altre eccessive, e (cosa ben più difficile) un ripensamento generale della Giustizia e dei suoi meccanismi.

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