Veicoli elettrici: il mondo li vuole "a lungo raggio?
In un'ottica a breve - medio termine, le ibride plug-in continueranno a fare la voce grossa. Le strategie di sviluppo della mobilità a zero emissioni
In un'ottica a breve - medio termine
In un'ottica a breve - medio termine, le ibride plug-in continueranno a fare la voce grossa. Le strategie di sviluppo della mobilità a zero emissioni
La prossima sfida eco friendly si giocherà sulle proposte ibride plug-in; almeno, in un arco di tempo di 3 – 4 anni. E' quanto indica, in queste ore, uno studio della growth partnership company Frost & Sullivan, che ha analizzato le tendenze tecnologiche della mobilità “pulita”. In sintesi: il settore dei veicoli elettrici ha compiuto negli ultimi anni grandi passi in avanti; il 70% dei veicoli a zero emissioni sono BEV, cioè totalmente elettrici e alimentati a batteria, mentre il 25% sono PHEV, cioè ibridi plug-in. Tuttavia, sono proprio questi ultimi ad essere indicati come quelli cui le Case auto punteranno nel futuro a breve – medio termine. I motivi? E' presto detto: necessità di poter contare su veicoli dall'autonomia adeguata, in primo luogo; ma anche – come avevamo evidenziato nei giorni scorsi – la diffusione delle infrastrutture per la ricarica (necessità ormai non più rimandabile) e costo delle batterie. Sono questi gli elementi che, almeno per i prossimi 3 – 4 anni, contribuiranno a far giocare il mercato a favore dei veicoli ibridi plug-in.
IL MERCATO VUOLE VEICOLI A LUNGA AUTONOMIA – Dati alla mano, attualmente il mercato globale dei veicoli a zero emissioni premia la tecnologia elettrica BEV rispetto alla ibrida plug-in (70% contro 25%): in termini assoluti, l'analisi Frost & Sullivan rileva che che i veicoli elettrici hanno registrato vendite per 304.683 unità nel 2014 e stima che questa cifra raggiungerà quota 466.407 unità nel 2015. Alla fine dell'anno, il Nord America continuerà ad essere in testa con una quota di mercato del 36%, seguito da Europa e Cina con una quota del 27 e 24 per cento, rispettivamente. Lo studio riguarda PHEV, BEV, veicoli elettrici di quartiere ed eREV. Tuttavia, la maggiore probabilità di più ampia diffusione per il futuro a breve – medio termine premierà i veicoli ibridi plug-in, per il motivo espresso in precedenza: la domanda più elevata andrà ai veicoli “a lungo raggio”: in grado, cioè, di coprire distanze superiori rispetto a quelli totalmente elettrici.
CRESCONO LE VENDITE, MA NON RAGGIUNGONO LE ASPETTATIVE – Il mercato dei veicoli elettrici (ad oggi sono 55 i modelli disponibili a livello mondiale) risulta complessivamente in crescita. E però, i livelli di vendita non raggiungono le aspettative delle Case produttrici, in questo caso per il fatto che il cliente finale si dimostra restio ad adottare le nuove tecnologie, appunto a causa dei lunghi tempi di ricarica; ma anche perché mediamente non è consapevole in pieno sugli effettivi benefici che i veicoli totalmente elettrici portano in dote. Un dato su tutti la dice lunga: negli USA, Paese dove in passato si puntava sull'obiettivo di un milione di veicoli elettrici per il 2015, le vendite sono, sì, aumentate del 30% in confronto al 2013, ma in termini assoluti il numero di veicoli elettrici (totalmente elettrici e ibridi plug-in) oggi si assesta su 162.000 unità.
IL FUTURO SI GIOCHERA' ANCHE SULLE PARTNERSHIP STRATEGICHE – Sulla tendenza di mercato per i veicoli totalmente elettrici pesano diversi fattori, ai quali ultimamente le Case auto coinvolte cercano di porre rimedio con strategie innovative, e che vanno di pari passo con lo sviluppo tecnologico. E' il caso di BMW, Tesla e Daimler, che – osserva Prajyot Sathe, analista di Frost & Sullivan – “Prevedono di beneficiare degli incentivi e dei sussidi in Cina e, di conseguenza, hanno ideato strategie di crescita per affermarsi nel mercato. Tuttavia, in seguito alla diminuzione annuale degli incentivi del 5% in Cina, alcuni produttori stanno cercando di offrire tecnologie alternative, come i veicoli a celle a combustibile, in modo da qualificarsi per gli incentivi”. Interviene, allora, il miglioramento dell'accessibilità con l'obiettivo di incrementare ulteriormente le vendite: uno step che viene condotto attraverso lo sviluppo di reti di ricarica per veicoli elettrici mediante partnership strategiche, come è nel caso della stessa Tesla, per la quale una rete di super – ricarica è in via di realizzazione e dispone di 120 stazioni negli Stati Uniti, 75 in Europa e 25 in Asia, ma si prevede che le installazioni raddoppieranno entro la fine di quest'anno. Proprio in Europa, nel 2014 sono poco più di 65.000 gli autoveicoli a zero emissioni venduti (la rilevazione, effettuata qualche settimana fa, porta la firma dell'Associazione europea per l'auto ibrida ed elettrica AVERE). E tuttavia in relativa crescita rispetto al 2011 e al 2013: in questo caso, il motivo va visto nel graduale aumento delle infrastrutture per la ricarica delle batterie e in una costante diminuzione dei costi delle batterie stesse, come ha indicato nei giorni scorsi un'analisi Bloomberg New Energy Finance.
“OTTIMIZZARE I COSTI” E' LA PAROLA D'ORDINE – La questione cruciale, riguardo allo sviluppo della mobilità a zero emissioni, è quindi relativa ai costi. A questo proposito, Volkswagen possiede sul proprio taccuino delle priorità lo sviluppo di un singolo modulo di batterie con l'obiettivo di ottimizzare i costi della componentistica per le autoelettriche: un unico tipo di batteria agli ioni di litio da sviluppare per adattarlo successivamente a tutti i propri modelli elettrici (leggi qui come Volkswagen taglierà i costi di produzione delle proprie auto elettriche). Si tratta di un progetto in via di definizione, come ha anticipato nei giorni scorsi Heinz – Jacob Neusser, responsabile della Divisione Sviluppo del Gruppo Volkswagen. Tuttavia, l'obiettivo è ambizioso: un drastico abbattimento dei costi di produzione delle auto elettriche, nell'ottica di renderle più competitive in un mercato che le accetta con una certa fatica.