Auto elettriche: così Volkswagen taglierà i costi di produzione

Auto elettriche: così Volkswagen taglierà i costi di produzione Un modulo unico di batteria agli ioni di litio da adattare ai modelli a zero emissioni invece dei singoli forniti da Panasonic e Samsung per ogni auto

Un modulo unico di batteria agli ioni di litio da adattare ai modelli a zero emissioni invece dei singoli forniti da Panasonic e Samsung per ogni auto

27 Aprile 2015 - 09:04

Una nuova strategia è sul taccuino degli impegni per Volkswagen: lo sviluppo di un singolo modulo di batterie con l'obiettivo di ottimizzare i costi della componentistica per le auto elettriche. Una filosofia industriale non certo nuova negli intenti (ricordiamo, per fare un esempio, la realizzazione delle piattaforme modulari – come, per restare “in casa Volkswagen”, la MQB, Modular Querbaukasten, che ha debuttato nel 2012 come base per la nuova Audi A3 (leggi la prova su strada dell'Audi A3 a metano) e per VW Golf 7 e in procinto di costituire l'ossatura di gran parte dei modelli di nuovo sviluppo per il Gruppo Vag – Volkswagen Audi). Tuttavia l'idea consolidata si prefigura tuttoggi innovativa se si considera il target al quale si rivolge, cioè le auto a zero emissioni con batterie al litio “universali”.

LE BATTERIE COSTERANNO MENO DELLA META' – In estrema sintesi, il progetto Volkswagen prevede la realizzazione di un unico modulo di batteria agli ioni di litio per adattarlo successivamente a tutti i propri modelli elettrici. La novità, ancora in via di definizione, è stata annunciata nelle scorse ore da Heinz – Jacob Neusser, responsabile della Divisione Sviluppo del Gruppo Volkswagen, e prontamente raccolta dal Web. In termini pratici, l'obiettivo è di arrivare a un drastico abbattimento dei costi di produzione delle auto elettriche, nell'ottica di renderle più competitive in un mercato che le accetta con una certa fatica. La strategia indicata dal dirigente del Gruppo Volkswagen prevede un taglio del 66%, in modo da permettere cifre di acquisto più abbordabili per il cliente finale. L'attuale tecnologia di autoveicoli a zero emissioni per il Gruppo Volkswagen si basa sull'impiego di diversi tipi di batterie agli ioni di litio, a seconda dei modelli. E' così per e-Golf (la versione elettrica del modello più venduto nella storia produttiva di Wolfsburg), le cui batterie vengono fornite da Panasonic, che a sua volta è supplier per VW Golf Gte a tecnologia ibrida plug-in, nonché per Audi A3 e-tron. Mentre da Samsung arrivano i componenti per le prossime Volkswagen Passat GTE ed elettriche Audi.

IL MERCATO VIBRA – La questione del costo delle auto elettriche è cruciale per lo sfruttamento commerciale di questa particolare categoria di veicoli, da diversi anni al centro di continui programmi di sviluppo: nella sola Europa, il 2014 ha totalizzato poco più di 65.000 autoveicoli a zero emissioni venduti (la rilevazione, effettuata qualche settimana fa, porta la firma dell'Associazione europea per l'auto ibrida ed elettrica AVERE). Nel nostro Continente l'auto elettrica più venduta (14.385 unità) è stata Nissan Leaf (leggi la nostra prova sui consumi reali) davanti a Renault Zoe. Allo stato attuale, l'incidenza dei veicoli a zero emissioni sul mercato globale è dello 0,5%: un valore decisamente basso, seppure quintuplicatorispetto alle vendite globali registrate nel 2011 e, a livello europeo, in crescita del 61% rispetto al 2013. Il motivo di questa relativa crescita va visto, oltre che in un graduale aumento delle infrastrutture per la ricarica delle batterie, anche in una costante diminuzione dei costi delle batterie stesse, come ha indicato nei giorni scorsi un'analisi Bloomberg New Energy Finance. Dati alla mano, il prezzo delle batterie agli ioni di litio è sceso del 60% dal 2010, e non mancherà di diminuire ulteriormente, su livelli costanti. In un futuro a lungo termine (indicativamente: in un decennio) il prezzo degli autoveicoli a zero emissioni dovrebbe avvicinarsi a quello delle autovetture alimentate a motore termico.

ECONOMIA DI SCALA E MULTIBRAND – A questo punto, la questione si sposta sotto un punto di vista utilitaristico. E' ragionevole ipotizzare che Gruppi di primo piano come Volkswagen potrebbero trarre un innegabile vantaggio dalla nuova strategia industriale della condivisione di un unico modulo di batterie agli ioni di litio per più modelli. Resta da vedere se lo sviluppo della “batteria universale” (la chiamiamo così, per motivi di praticità) debba restare una prerogativa Volkswagen (e Audi, Seat, Skoda nonché Porsche), oppure se altri big player della produzione automotive potranno essere interessati a questa strategia, in un futuro a medio – lungo termine. E' chiaro che in questo modo i costi produttivi dell'auto elettrica risulterebbero “tagliati” in maniera notevole, con un innegabile riflesso sulle vendite. Tuttavia, in tempi recenti proprio Panasonic, in qualità di supplier delle batterie alla factory californiana Tesla, ha espresso il proprio parere negativo al numero uno di Tesla, Elon Musk, all'eventualità di liberalizzare una parte dei brevetti del costruttore americano. Inoltre nelle scorse settimane, Kazuhiro Tsuga, presidente di Panasonic Corporation, a proposito della partnership con il marchio creato da Elon Musk, ha dichiarato a Fortune che l'alleanza è finalizzata allo sviluppo di un grande centro per la produzione di batterie agli ioni di litio, la “Gigafactory” attualmente in fase di realizzazione nel deserto del Nevada. Il target indicato raddoppierebbe l'attuale produzione a livello mondiale con conseguente riduzione dei costi, e permetterebbe a Tesla di arrivare alla vendita di 500.000 veicoli elettrici nel 2020.

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