Utenti deboli della strada: riforma o solo parole?

La commissione Trasporti della Camera vuole riformare il Codice della strada. Se ne parla da anni. Con pochi risultati...

11 luglio 2013 - 7:00

Si torna a parlare di riforma del Codice della strada, e di tutela degli utenti deboli: la commissione Trasporti della Camera ha ripreso i lavori iniziati dallo stesso organo durante la precedente legislatura.

IN TEORIA, TUTTI D'ACCORDO – Sulla carta, non si può che condividere il progetto di riforma. Lo fa anche Confindustria Ancma, l'Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori: accoglie con soddisfazione l'iniziativa, che “significa dimostrare un profondo senso di responsabilità e impegno nei confronti della collettività tutta”. In effetti, la riforma del Codice della strada è un provvedimento importante “che punta a razionalizzare al massimo la normativa esistente e, soprattutto, a mettere in sicurezza la mobilità delle persone”, afferma Deborah Bergamini (Pdl), vicepresidente della commissione Trasporti della Camera.

SIAMO INDIETRO – Il fatto, ricorda la stessa Bergamini, è che l'Italia deve colmare, anche armonizzando le proprie disposizioni con quelle dell'Ue, un gap importante che la divide dall'Europa: quello relativo alla tutela dei soggetti deboli della strada, ossia ciclisti e motociclisti. Tra le modifiche contenute nella delega al Governo, si ricorda l'inserimento degli utenti di ciclomotori e motocicli nella definizione di utenti deboli della strada; l'introduzione di disposizioni atte a favorire la diffusione e l'installazione sulle strade di infrastrutture che garantiscano la sicurezza degli utilizzatori dei veicoli a due ruote; la riforma della disciplina della segnaletica stradale orizzontale e verticale; il libero accesso dei mezzi a due ruote nelle corsie riservate ai mezzi pubblici; l'assunzione di misure che diano l'opportunità di muoversi anche a persone più anziane.

IN ATTESA DEI FATTI – Tuttavia, è doveroso ricordare che si parla da anni di riforma del Codice della strada; la stessa commissione Trasporti ci sta lavorando da parecchio tempo. In ballo, non ci sono solo le norme a favore degli utenti deboli, ma anche misure contro la pirateria stradale dovute a sostanze che alterano lo stato psicofisico, nonché la razionalizzazione del Codice della strada, ampliato di continuo da decreti dei vari Governi dal 1993 a oggi. Dopo queste parole (condivisibili), si arriverà finalmente al dunque? Veramente si aiuteranno i “deboli” delle strade?

1 commento

Paoblog
12:09, 11 luglio 2013

Il vero “gap” che dobbiamo colmare è quello del rispetto delle norme del Codice della Strada. Se tutti facessero la loro parte non si parlerebbe più di “utenti deboli”, ma di utenti.
°°°
La cronaca ci riporta dell'ennesimo pirata della strada che scappa dopo aver investita ed uccisa una 16enne, ma sulla falsariga dei post di Maurizio Caprino sul suo Blog “Strade sicure” anch'io cerco di tratte da questa drammatica vicenda degli spunti che ci permettano di imparare dagli errori, dai comportamenti.
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Ed allora se ladinamica è quella raccontata dalla stampa, con la ragazza scagliata a decine di metri (scrivono 70), non si può non pensare che in ogni caso andasse troppo forte.
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Se è scappato, lo avrà fatto perchè preso dal panico? Perchè ubriaco o drogato? Perchè senza assicurazione? Perchè è un criminale? Le spiegazioni sono tante, tutte valide e nessuna può giustificare la fuga.
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Però, considerando che la ragazza era in giro in bicicletta, su una Statale poco (o male) illuminata, mi chiedo se indosasse il gilet ad alta visibilità che, ricordiamocelo, è obbligatorio. La risposta non ce l'ho, magari lo indossava, anche se ho i miei dubbi. Gilet che FA la differenza, come potete vedere dal video: http://youtu.be/FuS5haCEejA
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Un qualsiasi automobilista a 70 kmh (in genere è questo il limite sulle Statali) avrebbe visto una bicicletta invisibile nel buio? Certo, non sarebbe scappato, ma si sopravvive se investiti a 60-70 kmh.? Dubito…
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Ed allora, forse, così come servirebbe il reato di Omicidio stradale, servirebbe anche che tutti gli utenti della strada, qualunque sia il numero delle ruote, rispettasse le regole e/o usasse il buonsenso per tutelarsi.

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