Ubriaco contromano in autostrada: per la Cassazione non è omicidio doloso

Uccise 4 persone sotto l'effetto di alcol, la Cassazione annulla la condanna a 21 anni. Asaps indignata su omicidio stradale: "Il Parlamento si muova"

16 marzo 2015 - 9:00

Bevi alcol oltre misura, ti droghi, poi ti metti al volante e uccidi: l'hai fatto apposta? Per la Cassazione no. Quindi, si applica l'omicidio colposo (per imperizia, imprudenza). La Cassazione ha infatti annullato con rinvio la condanna a 21 anni di reclusione inflitta, in appello a Torino, a Ilir Beti. Parliamo dell'imprenditore albanese che il 13 agosto 2011 imboccò la A26 contromano e la percorse per oltre 20 chilometri. Nell'impatto con il suo Suv morirono quattro ragazzi francesi, in un'altra auto (foto): Beti era sotto l'effetto di alcol e droga. Il caso ritorna ora in appello per essere riesaminato.

ASAPS POLEMICA – “La Cassazione ha confermato – dice l'Asaps (Amici Polstrada) – che con le leggi attuali il dolo eventuale per morti provocati da comportamenti altamente pericolosi e pieni di rischio alla guida è inapplicabile. Questo sgombra il campo da tutte le discussioni teoriche sul fatto che le leggi esistono già e basta applicarle. Dimostra chiaramente un vuoto legislativo che fa sì che chi uccide sulla strada resti di fatto impunito. Pertanto solo l'introduzione di una fattispecie specifica, come l'omicidio stradale, può aiutare i giudici a rendere giustizia”. E ancora: “Di fronte ad incidenti di estrema gravità si ripete la solita sequenza. I giudici di primo grado e spesso anche quelli dell'appello tentano di infliggere condanne severe con l'applicazione del reato di omicidio con dolo eventuale. Ma quasi mai queste condanne vengono confermate in Cassazione. Per questo come promotori, con le associazioni Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni, della proposta, con la raccolta di quasi 80.000 firme, per l'introduzione del reato di omicidio stradale insistiamo“. Un reato simile a quello di omicidio doloso, ossia volontario, con pene molto più severe, con un duplice obiettivo: fare da deterrente per chi intende bere o drogarsi prima di guidare, e sanzionare in modo equo chi commette reati così gravi. E, conclude l'Asaps, “il Parlamento deve decidersi a decidere”, visto che da parecchi anni giacciono in Aula diversi disegni legge aventi oggetto proprio l'omicidio stradale.

VITTIME DELLA STRADA: SERVONO MODIFICHE DI LEGGE – Quasi sulla stessa linea l'Associazione vittime della strada: “Sappiamo che Ilir Beti ubriaco ha percorso 30 km contromano ed ha ucciso quattro giovani francesi il 13 agosto del 2011. Eravamo rimasti sconcertati quando abbiamo appreso che il magistrato Sara Pozzetti dopo due giorni dalla strage aveva lasciato in libertà il criminale stradale. Una decisione che registrava una forte dissonanza sociale. Ma in appello la condanna esemplare di 21 anni ci aveva restituito fiducia nella giustizia. In Cassazione, di fronte a tortuose discussioni tra colpa e dolo, il procuratore generale Gabriele Mazzotta ha affermato che ‘la categoria della colpa non è residuale nel diritto e se applicata in un caso così estremo avrebbe consentito di infliggere la stessa condanna comminata all'imputato con tutte le aggravanti possibili, senza forzare la categoria del dolo'. Tenuto conto di tali affermazioni, la Corte d'appello che dovrà rifare il processo, dovrà egualmente arrivare ad applicare una pena di 21 anni. In attesa che il Procuratore Generale Mazzotta chiarisca quale calcolatrice utilizzare per arrivare ad una condanna equivalente, ci aspettiamo che, almeno per il giudizio di rinvio, la magistratura sappia essere coerente, applicando il massimo della pena prevista per l'omicidio colposo comprensiva delle aggravanti. Purtroppo stiamo ancora ad aspettare che si apportino modifiche migliorative all'omicidio colposo stradale, che già esiste nel codice penale e che annulla ogni controversia interpretativa, stabilendo però pene commisurate alla gravità del danno e della colpa”.

UNA SPINTA VERSO L'OMICIDIO STRADALE? – Secondo Maurizio Caprino (Sole 24 Ore), la sentenza della Cassazione è una spinta verso l'istituzione del reato di omicidio stradale: si è ripetuto il meccanismo che da anni porta varie associazioni a invocare una nuova figura di reato, appunto l'omicidio stradale, osteggiata però da molti per possibile incostituzionalità. A queste obiezioni si accompagna la tesi secondo cui si può arrivare lo stesso alle condanne pesanti previste per l'omicidio volontario, configurando appunto il dolo eventuale. “Ma la sentenza della Cassazione sul caso-Beti – dice Caprino – suona come una demolizione di questa tesi: da quanto è trapelato finora (le motivazioni saranno depositate prevedibilmente tra alcune settimane), il dolo eventuale è “caduto” perché non è stato possibile dimostrare che ce ne fossero i presupposti. Cioè che Beti, con la sua condotta di guida, volesse raggiungere un determinato scopo (che secondo l'accusa era impressionare con la sua presunta abilità di guida la ragazza che era in auto con lui) a tutti i costi, accettando il prevedibile rischio di uccidere qualcuno. E, se la Cassazione ha bocciato il dolo eventuale stavolta, diventa molto difficile che lo ammetta in altri casi: sulla vicenda, la Polizia stradale aveva mobilitato le proprie migliori risorse investigative, ricostruendo nei dettagli il pomeriggio e la serata di Beti, proprio per dimostrare l'elemento psicologico del reato”.

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