Uber: impazza la febbre per Nokia Here. Vale davvero tanto?

Uber ha lanciato un'offerta stratosferica per Here, la divisione Mappe di Nokia sfidando,ora, anche le Case auto interessate all'acquisto

13 maggio 2015 - 10:00

C'è stata un'onda “tsunamica” che permetterà ad Uber, l'app dei guidatori fai-da-te, di “surfarla” verso affari interessanti. Il servizio di trasporto privato ha in programma un nuovo giro di finanziamenti da 1,5 miliardi di dollari, che fanno lievitare la quotazione implicita della società, che a febbraio ammontava sui 40 miliardi. I nuovi fondi serviranno per espandere l'attività in altre città nel mondo e “acquistare” ciò che serve per fare ulteriori salti di qualità. All'orizzonte di questo ingarbugliato giro di acquisizione, la battaglia per conquistare la maggioranza di Here si fa sempre più ardua. Infatti, oltre ad Uber, qualche giorno fa vi avevamo raccontato dell'interessamento di BMW, Mercedes-Benz e Audi (capaci anche di coinvolgere il colosso cinese Baidu) verso la Here, solo che Uber sarebbe pronta a mettere sul piatto 3 miliardi di dollari.

LE TRE “SORELLE” NON DEMORDONO – Quando la notizia dell'unione tra Bmw, Audi e Mercedes-Benz fece capolino, stupì un po' tutti; ad ogni modo da subito è risultata affascinante l'idea di vedere all'opera, insieme, i tre grandi marchi tedeschi. Gli stessi, non contenti e per rafforzare la loro immagine pretenziosa, si sono presentati con al loro fianco l'internet company Baidu. Il Wall Street Journal aveva decantato l'unione delle tre, o meglio quattro, ora l'indiscrezione trapelata dalle pagine del New York Times ci regala un inevitabile colpo di scena.  Anche Uber ha assaporato l'occasione: pur essendo utilizzata da un decimo dell'utenza di Google (Maps serve un miliardo di utenti mobile, inclusi quelli della stessa app per “ordinare” un autista via smartphone), la piattaforma di Here è infatti il servizio più utilizzato in ambito automotive, presente sull'80% dei sistemi infotainment e installato su circa 10 milioni di nuove auto ogni anno. Ecco perché ci aspettiamo un ritorno delle tedesche, ma Uber difficilmente mollerà.

IL TASSELLO MANCANTE – Vi starete chiedendo il senso di questo titoletto, ebbene, il vostro dubbio sarà subito accontentato da una logica e intuitiva spiegazione: per completare la strategia di espansione tanto desiderata dai vertici di Uber, serve Here! Perché?  Aiuterebbe l'espansione in tutti gli ambiti della logistica e dei trasporti (inclusi quelli autonomi). Anche se l'offerta di 3 miliardi non è ancora stata ufficialmente confermata (ma neanche smentita), ci aiuta a stabilire tutto l'interesse che Uber ha nell'acquisizione di Here; tra l'altro Uber corre verso un  fatturato di 10 miliardi di dollari entro la fine dell'anno.

SARA' UNA VOLATA FINALE – Pare che oltre alle tre “sorelle” e a Uber ci sia anche qualche noto nome a sentinella di eventuali accadimenti, pronto a inserirsi nel momento in cui la scacchiera inizia a delineare le prime mosse definitive. Ad ogni modo crediamo che, se l'affare si farà, sarà una volata “fino all'ultimo sangue”, in cui chi gioca al rialzo con fare spocchioso, potrà portarsi a casa la maggioranza di Here. Sempre che poi si decida per cederla, dopo tutto, molte altre volte siamo stati spettatori di telenovele affaristiche poi svanite nel nulla.

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