Tuning cerchi e ruote: primi chiarimenti sul decreto

Non si può definire propriamente tuning ma il decreto cerchi e ruote esonererà dall'obbligo del nullaosta

25 marzo 2013 - 18:26

Il decreto attuativo riguardante il tuning dei cerchi e degli pneumatici, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 56 del 7 marzo 2013, definisce in maniera univoca le norme da rispettare per l'installazione e l'omologazione dei sistemi ruota (cioè cerchio, pneumatico, distanziali e colonnette di fissaggio) diversi da quelli indicati sul libretto di circolazione. Tuttavia ciò che inizialmente sembrava una vittoria per gli appassionati di tuning (dopo quella dei freni), va letto con moderazione: il decreto impone infatti dei paletti piuttosto restrittivi sulle possibilità di variazione delle dimensioni delle ruote ma sicuramente costituisce un grande passo verso la tutela dei produttori di cerchi di qualità e della sicurezza dei consumatori. Cerchiamo di fare chiarezza sulle reali opportunità che gli automobilisti avranno nel prossimo futuro senza per questo mettere arepentaglio la sicurezza stradale.

AGGIORNAMENTO: Tuning cerchi e ruote: c'è ancora troppa confusione

QUANDO NON SERVE O SERVE IL NULLAOSTA – La normativa  promette di snellire il calvario burocratico che gli appassionati dovevano subirsi per regolarizzare la personalizzazione della propria auto. In futuro, infatti, non sarà più necessario chiedere il nullaosta alla Casa costruttrice dell'auto se si monteranno cerchi e pneumatici diversi da quelli riportati sul libretto, a patto di rispettare le condizioni imposte dal decreto (ovvero che i cerchi siano stati omologati in origine dal produttore e riportino la marcatura che ne evidenzi l'omologazione). Pertanto, se l'installazione di cerchi e pneumatici diversi (purché omologati) non comporta la sostituzione o la modifica di parti dell'auto (compresi i parafanghi), e l'installazione del nuovo “sistema ruota” può avvenire in modo che si possa tornare alla configurazione originaria semplicemente rimpiazzandolo con i ricambi originari non sarà più necessario chiedere l'approvazione della modifica alla Casa costruttrice (il famoso nullaosta). Basterà ottenere la certificazione dell'officina che esegue il montaggio dei cerchi (omologati e certificati) secondo le istruzioni del Produttore del sistema e della Casa Costruttrice auto, per richiedere la “visita e prova” alla Motorizzazione e il successivo aggiornamento del libretto di circolazione. Il nullaosta del Costruttore resta ineluttabile (come già avviene oggi) quando la modifica richiede l'utilizzo di parti meccaniche diverse da quelle originali o software per la gestione dei sistemi ABS, ASR e ESC diversi da quelli adottati dal Costruttore.

QUALI PROVE SONO NECESSARIE – Salvo la parte normativa che riguarda l'omologazione del “sistemi ruota” (di competenza del Produttore), il nuovo decreto sembra davvero guardare ai Paesi dove personalizzare l'auto è più semplice e tollerato. Vediamo in che modo l'automobilista è tutelato dalla nuova procedura: la richiesta di omologazione del Produttore al Ministero dei Trasporti comporta una serie di prove statiche e dinamiche sul singolo tipo di veicolo per il quale è richiesta l'omologazione (alcune particolarmente severe e non previste dalla normativa di altri paesi, costituiranno il vero tema di discussione sull'attuabilità del decreto che richiederà sicuramente alcune “limature” per essere realmente attuabile e permettere ai costruttori di cerchi di immettere nel mercato cerchi “modificati” nel rispetto del decreto). Successivamente, ottenuto l'ok dal Ministero dei Trasporti, il codice di omologazione sarà impresso sul sistema ruota ed indicherà in maniera univoca la comprovata compatibilità del sistema omologato con una famiglia o un modello di auto. L'acquirente non dovrà fare altro che controllare prima dell'acquisto se la sua auto rientra tra quelle per le quali il sistema è stato omologato e successivamente farlo installare da un'officina autorizzata. Lo stesso codice impresso su cerchi e pneumatici sarà oggetto di verifiche da parte delle Forze di polizia, che verificheranno durante i controlli di routine la corrispondenza tra il certificato di omologazione, il sistema ruota e l'aggiornamento del libretto.

I LIMITI CHE IL PRODUTTORE NON DEVE SUPERARE – Affinché un “sistema ruota” sia idoneo all'omologazione per un'auto specifica (a parte i test per ottenere l'omologazione), il decreto concede un incremento percentuale contenuto rispetto alle dimensioni riportate sul libretto di circolazione. In particolare, è ammesso che la circonferenza di rotolamento esterna sia contenuta in una variazione del +/-2% rispetto alla circonferenza intermedia degli pneumatici previsti in origine (si ottiene tramite un calcolo meccanico-ingegneristico). Molto più immediata è la variazione massima del diametro nominale esterno, che non dovrà essere superiore di oltre l'1% rispetto al massimo diametro degli pneumatici previsto dal Costruttore. La larghezza degli pneumatici non dovrà superare, invece, del 10% la larghezza massima degli pneumatici prescritti dal libretto. Indice di carico, indice di velocità e pressione di gonfiaggio potranno essere uguali o superiori a quelli originali. Fin qui s'intuisce che l'imposizione dei limiti dimensionali sia una misura cautelativa per impedire che una ruota di dimensioni inadeguate interferisca con gli organi meccanici.

SI AGLI PNEUMATICI LARGHI E RIBASSATI – Ciò che lascerà con l'amaro in bocca gli appassionati del tuning è il ridotto margine di modifica permesso dall'attuale decreto ai costruttori di cerchi. Facendo un esempio specifico, infatti uno pneumatico potrebbe essere scartato potenzialmente anche se superasse le prove dinamiche previste dal decreto. Facciamo un esempio pratico : ipotizziamo di studiare la sostituzione degli pneumatici 185/60 R14 (in alternativa 185/55 R15 per il libretto) con degli pneumatici più larghi e ribassati. Secondo le disposizioni normative, la larghezza degli pneumatici massima omologabile sarebbe 203,5 mm (185+10%), ma attualmente il mercato propone gomme solo da 205 mm (fuori limite) o 195 mm. Dopo aver verificato la larghezza massima utile dello pneumatico, Il Produttore che intende omologare il nuovo sistema ruota dovrà anche calcolare il diametro esterno massimo, che nel nostro caso sarà di 56,58 cm (56,02 cm+1%). Queste cifre apparentemente “ridicole” consentirebbero tuttavia alla nostra vettura di calzare regolarmente con il nuovo decreto pneumatici ribassati fino a 195/45 R16 su cerchi in lega da 16 pollici. E' inteso che la regolarità del veicolo equipaggiato con il nuovo sistema ruota debba rispettare le condizioni sopra descritte, ma soprattutto che il Produttore faccia omologare queste misure prima di mettere in commercio il kit di modifica. Senza dimenticare che l'installazione del kit dovrà essere effettuata e certificata da un'officina autorizzata e che successivamente si dovrà aggiornare la carta di circolazione.

COMMENTI – Il decreto, che sicuramente è efficace nel tutelare la qualità dei cerchi (e questo è senz'altro un titolo di merito) rispetto al tuning per come è stato concepito, appare tardivo e (tanto per cambiare) macchinoso poiché solo parzialmente migliora la precedente situazione e non mette i costruttori in condizione di poter attuare il decreto stesso per via della “particolarità” di alcuni test di verifica che non sono previsti da alcuna normativa vigente comunitaria (nemmeno tedesca) pertanto ne limita l'attuabilità (salvo ulteriori specifiche da parte del Ministero). Poi è chiaro che all'interno dei limiti imposti, bisogna sempre fare i conti con le misure standard di pneumatici e cerchi offerti dal mercato. In un paese “normale” ed efficiente si potrebbe anche eliminare il collaudo presso la Motorizzazione: basterebbe la verifica visiva dei marchi di omologazione di gomme e cerchi presso qualsiasi officina abilitata alle revisioni (peraltro già abilitata dal Ministero dei Trasporti!). Ci sono voluti oltre 2 anni per la stesura del decreto che avrebbe dovuto semplificare e chiarire le norme in merito al tuning dei cerchi e degli pneumatici, tuttavia la norma appare ancora oscura; forse tra un paio di giorni a Roma ne capiremo di più, parlandone con il Ministero dei trasporti e la Polizia stradale. Guardando al futuro c'è da aspettarsi un prossimo decreto su paraurti sportivi, luci diurne DRL aftermarket e kit luci xeno. Riusciremo a vederli in Gazzetta quando le auto avranno ancora quattro ruote e si muoveranno su strada?..

Si ringrazia il Centro di Ricerche per la Sicurezza Stradale Universitario DISS per aver contribuito a far luce su alcuni aspetti del decreto.

23 commenti

ANDREA
15:58, 6 settembre 2018

Salve, mi chiedevo considerando che sul libretto ho due misure con i 14″…se ci sono limiti per aumentare il cerchi di 2 misure..ovvero montare i 16″ stando dentro alle percentuale di variazioni che avete menzionato. La mia auto e' una Ford Mondeo del 1994, a libretto riporta i 185/65 14″ oppure 195/60 14″. Ho chieso til nulla osta a ford italia e cosi mi ha risposto..ma vorrei sapere se montando poi i 16″ ho problemi al collaudo per via che sono 2 misure oltre i 14″. Mail Ford: le misure 195/55 R15 e 205/45 R16 sono autorizzabili su questo veicolo mediante calcolo delle tolleranze, qualora il cliente vorrà procedere dovrà sceglierne una sola per la quale potremo preparare il nulla osta.

Nell'eventuale nulla osta verrebbe però specificato che spetta all'installatore specializzato verificare che il tipo di cerchio utilizzato presenti larghezza ed off-set compatibili con le dimensioni dell'alloggiamento ruota; che l'installazione dei nuovi pneumatici non crei contatti e/o interferenze con i tubi flessibili dei freni, archetti passaruota, etc; che l'installazione non comporti la fuoriuscita degli pneumatici dalla carrozzeria del veicolo al fine di non modificare le dimensioni massime di ingombro ed anche che Ford Italia si ritiene sollevata in caso di usura anomala o precoce degli pneumatici.

Inoltre, qualora i nuovi cerchi fossero acquistati fuori dalla rete Ford, in base al Decreto Ministeriale n.20 datato 01.10.2015 dovranno avere una marcatura europea ECE/124 o NAD, e pertanto, senza tale marcatura, il collaudo in Motorizzazione potrebbe essere respinto.

Quindi, all'eventuale nulla osta, sarà allegata una lettera nella quale verrà specificato che Ford Italia si ritiene sollevata da eventuali rivalse in caso di collaudo respinto a causa della mancata marcatura sui nuovi cerchi.

Se i cerchi sono ricambi originali Ford, ho bisogno del part number reperito su ECAT e di una foto del part number impresso sul cerchio stesso.

Qualora volessi procedere, ho bisogno di copia libretto e modulo RDO debitamente compilato.

Cordiali saluti

Biagio
23:51, 23 aprile 2013

Come ha fatto i conti sul diametro delle 185-60-14? Ha sbagliato !!
Secondo la tabella cuna ha una circonferenza di 1760, percio' un diametro di 56,05cm e non 58,44….. Iniziamo bene con i chiarimenti.
Qualcuno mi sa chiarire questo punto?
E poi, con questo nuovo decreto, se io volessi mettere gomme piú larghe facendo proprio riferimento alla tabella cuna, lo posso fare?
Grazie in anticipo se qualcuno mi chiarira'.
Biagio

Donato
16:02, 24 aprile 2013

Gentile Biagio Senese,
la ringraziamo per averci fatto notare l'errore anche se non comprendiamo l'altezzosità con cui scrive.
Abbiamo provveduto a rettificare la proiezione del decreto puramente esemplificativa che, come già spiegato nell'articolo, non deve e non può in alcun modo autorizzare gli automobilisti ad installare in modo arbitrario pneumatici diversi da quelli del libretto senza attenersi alla procedura (in parte ancora lacunosa purtroppo) dettata dal decreto.
Tuttavia è bene precisare che, per quanto l'altezza degli pneumatici 185/60R14 sia 56,02 cm e non 59,02, le misure alternative degli pneumatici che sarebbero installabili secondo il decreto (e che citiamo sempre a scopo di esempio) restano le stesse.
Riguardo alla sua domanda, può trovare risposta nello stesso articolo commentato.
Cordiali saluti

Corny
1:33, 25 aprile 2013

Scusatemi ma se ci son voluti piu di due anni per stendere un decreto del genere certi personaggi sarebbe meglio cambiassero mestiere. L'Italia è quella che la deve fare sempre fare fuori dal vaso sul decreto c'è scritto all'art 9 che saranno presi in considerazione le omologazioni dei paesi membri della UE… ok pero poi si sono inventati altri test a cui sottoporre i cerchi che vengono prodotti x il mercato Italiano visto che in Italia si puo girare a trecento all'ora in autostrada e le strade sono piste da motocross …non capisco queste regole da che menti possano essere partorite??? L'unica cosa che ho capito è che cosi invece di pagare un sistema ruota che si può acquistare nei paesi membri UE a 1400 Euro in Italia lo si pagherà 2400 alla faccia della crisi …ma questi ci hanno presi x gente con gli orecchini al naso e le sveglie al collo , ma che economia pensano di rilanciare faran si che le persone si indignino e girino sempre con le vetture come mamma le ha fatte!!

Corny
2:49, 25 aprile 2013

Penso che l'altezzosita del Sig Biagio Senese che per altro in parte condivido sia dovuta al fatto che la sopportazione di noi appassionati del genere tuning sia gia stata messa a dura prova capite quando continui aleggere interventi fatti da persone incompetenti che in merito a meccanica ingegneria e sicurezza parlano solo perche lo hanno letto sui blog ma non sanno nemmeno tenere una chiave inglese in mano e poi si prendono la briga di fare uno scempio di decreto come questo allora scoppi…. Vedete in Italia si parla tanto di sicurezza ma allora il Sig. Grilli cortesemente visto che sono parole uscite dalla sua bocca mi spiega come è possibile che in Italia si possano vendere cerchi con nessun tipo di omologazione che non si sa neppure dove vengono prodotti purche abbiano una misura a libretto e poi fa tante storie x riconoscere in motorizzazione un cerchio prodotto in Italia o nella comunita UE con tanto di OMOLOGAZIONE TEDESCA T.U.V. che peraltro rotola gia da almeno otto anni sotto autovetture Europee. Vedete questo fa indignare piu di due anni di riunioni per aver partorito un aborto bisognerebbe vergognarsi a parlare di semplificazione burrocratica semplice non si può fare niente per non parlare poi di chi ha scritto meno oneroso, quando in Italia un sistema ruota lo paghi una volta e mezza di quello che lo paghi in Germania

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