Truffe Uber, così i drivers spillano soldi ai clienti negli USA

Se l'auto si sporca Uber fa pagare una penale ai clienti, ma negli ultimi tempi i drivers avrebbero avanzato rimborsi anomali per la pulizia dei sedil

24 luglio 2018 - 13:29

Se vi capiterà di salire a bordo di una delle auto Uber dove il servizio di taxi su richiesta tramite app non è stato bandito (in Europa Londra è il mercato chiave per l'azienda di San Francisco) per evitare di finire al centro della truffa che alcuni drivers avrebbero messo su ai danni dei clienti sarà meglio fare attenzione ad alcuni consigli. Se state rientrando da una cena con il vostro partner è meglio tenere a bada i bollenti spiriti, se state andando al lavoro meglio finire il caffè prima di salire in auto, ma soprattutto non dare di stomaco se avete alzato un po' il gomito a qualche festa. Sono infatti le situazioni tipo che avrebbero permesso a dei drivers disonesti di avanzare richieste di pulizia extra dei sedili che Uber ha addebitato ai clienti, con cifre sottratte dalle carte di credito che arrivano fino a 150 dollari a seconda del presunto danno denunciato dai drivers.

LA TRUFFA DEI SEDILI SPORCHI? Secondo un rapporto del giornale Miami Herald  – che ha soprannominato il fenomeno “frode da vomito” i Drivers di Uber hanno messo a punto un espediente che avrebbe tutte le fattezze di una vera e propria truffa: spillare soldi ai clienti in particolari situazioni che da contratto gli permetterebbero di guadagnare denaro extra. La denuncia ricorda il caso di alcune compagnie di noleggio più volte bacchettate dall'Antitrust per danni alle auto che i clienti hanno dichiarato di non aver mai procurato. E così avrebbero fatto anche diversi drivers di Uber, che avrebbero più colte denunciato all'azienda episodi di danneggiamento (sedili sporchi di liquidi vari) con l'intento di ottenere un risarcimento dall'azienda. Risarcimento che poi Uber, sulla base delle prove documentate dai drivers avrebbe addebitato sulla carta di credito dei clienti.

DA 80 A 150 DOLLARI LE PENALI PER LE MACCHIE A giudicare dalle penali che i drivers possono incassare come rimborso per la pulizia extra e i danni subiti dalle auto i risarcimenti sono tutt'altro che marginali: con una corsa (a prescindere dal fatto che il danno sia stato realmente causato o sia una messa in scena dell'autista) si va da una penale di 80 dollari per chi non riesce a tenere per se quello che ha mangiato e bevuto, ma anche per qualsiasi liquido versato sui sedili e le portiere. Se poi il driver ha evidenti prove di quantità significative di liquidi corporei sugli interni dell'auto la penale applicata da Uber sale fino a 150 dollari.

LA RISPOSTA DI UBER Secondo il giornale Miami Herald un cliente sarebbe stato truffato (circostanza che auspichiamo venga verificata) almeno due volte in una sola notte a Miami, mentre un'altra cliente che avrebbe rilasciato la sua dichiarazione, dopo aver “incassato” il colpo della penale ingiusta di 98  dollari contabilizzata sulla sua carta di credito, Uber le avrebbe anche chiuso l'account. Insomma a quanto pare una politica che sembrerebbe ancora sconosciuta al nuovo indirizzo dettato dal nuovo CEO Dara Khosrowshahi che ha promesso più controlli sui drivers e maggiore trasparenza verso le autorità a Londra. Oltreoceano però la visione sulla vicenda sembrerebbe piuttosto diversa, dal commento che avrebbe ricevuto Miami Herald: “Con 15 milioni di viaggi al giorno, Uber non è purtroppo immune da questi incidenti”. Occhi aperti quindi quando salite a bordo di un'auto Uber!

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