Truffa multe a Roma: il conto sale a 5 milioni di euro
La vicenda annunciata delle sanzioni cancellate per accesso alle Ztl si arricchisce di particolari sconvolgenti: tra i favoriti vip e imprenditori
La vicenda annunciata delle sanzioni cancellate per accesso alle Ztl si arricchisce di particolari sconvolgenti: tra i favoriti vip e imprenditori
La vicenda annunciata delle sanzioni cancellate per accesso alle Ztl si arricchisce di particolari sconvolgenti: tra i favoriti vip e imprenditori
Roma: la triste telenovela della truffa delle multe diventa sconvolgente. La seconda puntata vede infatti il caso allargarsi a dismisura, con conseguenze nefaste per la Città Eterna. La cui immagine è già stata devastata abbastanza dagli scandali di Mafia Capitale. Pare ci siano anche appartenenti alle forze dell'ordine tra i multati che non hanno saldato il debito con la capitale. La vicenda, tre giorni fa, ha portato nei guai, fra gli altri, tre dirigenti e due dipendenti del Comune. Tutto nasce nell'Ufficio contravvenzioni di via Ostiense: nella lista dei verbali spariti (bastava introdursi nel database e fare un clic, a quanto sembra) compaiono anche targhe di auto delle forze dell'ordine.
UN LISTONE DI PRIVILEGIATI – Ma la lista degli automobilisti baciati dalla mano dei cinque funzionari indagati per falso, abuso d'ufficio e truffa, è lunghissima. Tra loro imprenditori, vip, notabili romani. Sono migliaia i verbali sequestrati dal nucleo di polizia Tributaria della guardia di finanza su mandato del pubblico ministero Francesco Dall'Olio. E non si sarebbero limitati a eliminare una sfilza di multe dal sistema informatico dell'ufficio Contravvenzioni di via Ostiense, favorendo amici e conoscenti. Avrebbero anche fatto sparire una serie di cartelle esattoriali, relative a sanzioni già notificate e chieste in pagamento da Equitalia. Così si legge nel decreto di perquisizione firmato dal pm Francesco dall'Olio.
RECORD MONDIALE – Secondo prime indiscrezioni, il recordman delle agevolazioni, ovvero colui che in cinque anni (dal 2015 a oggi) si è visto condonare addirittura 600.000 euro di multe, sarebbe un imprenditore di una società di pullman turistici che ha violato la Ztl, senza avere il permesso, migliaia di volte all'anno. Pazzesco. Il danno prodotto dai cinque funzionari dell'Ufficio Contravvenzioni è di milioni di euro: cifre da capogiro, dai 2 ai 5 milioni, sottratte dalle casse del Comune di Roma. Per questo Patrizia del Vecchio, Paola Sbriccoli e Pasquale Pelusi, ex capo di quella struttura, oltre ai due dipendenti indagati dovranno chiarire alla magistratura il motivo per cui in tutti questi anni hanno lavorato contro la stessa pubblica amministrazione. Forse per tangenti, forse per semplice scambio di favori.
COMPUTER BOLLENTI – Nei dati dei computer sequestrati negli uffici di via Ostiense si nascondono verità inquietanti, e si sussurra che siano in parecchi a tremare: si tratta di reati, roba da Codice penale. Ma qualcuno aveva intuito che nell'ufficio Contravvenzioni succedevano cose strane. In particolare, racconta repubblica.it, l'ex assessore alla Legalità Alfonso Sabella che, nel suo programma di riorganizzazione della pubblica amministrazione, in funzione di un piano anticorruzione messo a punto con Raffaele Cantone, individuò proprio nella sede dell'Ostiense uno dei punti più critici. Tanto che il 13 agosto scorso spostò, grazie alla rotazione, i tre dirigenti e i due dipendenti che da troppi anni erano alle Contravvenzioni. Sabella portò in Procura carte che lo avevano fortemente insospettito. Il pubblico ministero Francesco Dall'Olio ha fatto il resto e ieri ha dato mandato ai finanzieri del nucleo Tributario, guidati dal colonnello Cosimo Di Gesù, di eseguire le perquisizioni, nelle sedi del Campidoglio dove i cinque dipendenti hanno prestato e attualmente prestano servizio e nelle loro abitazioni, col sequestro di documentazione che ora andrà vagliata.