Tragitto casa-lavoro più stressante del lavoro stesso!

Gli automobilisti europei arrivano già stanchi al lavoro. Lo rivela una ricerca Ford condotta su un campione di 5.500 cittadini di 6 città europee

5 maggio 2015 - 9:00

Il traffico cittadino arriva a stressare così tanto il guidatore da mettere a repentaglio la prestazione del conducente, e la sicurezza stradale: questo è risaputo, e SicurAUTO.it ne ha messo in risalto i pericoli più volte. Ma ora una ricerca Ford sullo stress rivela che, per gli europei, il tragitto casa-lavoro è più stressante del lavoro stesso. Lo studio, condotto su un campione di 5.500 cittadini di 6 città europee, evidenzia l'andamento dei livelli di stress rispetto ai tempi e alle modalità del tragitto casa-lavoro. Un intervistato su 3 ritiene che il tragitto casa-lavoro stia diventando progressivamente sempre più stressante, mentre 1 su 4 ne considera la durata sempre meno prevedibile. Il 63% del campione ammette di arrivare in ritardo al lavoro almeno una volta al mese a causa di rallentamenti ed eventi imprevisti, e il 15% lascia casa con almeno 30 minuti di anticipo rispetto all'orario ideale per non rischiare di ritardare al lavoro. I lavoratori più giovani, quelli della fascia d'età 18-34, e quelli che utilizzano più mezzi di traporto per raggiungere i posti di lavoro, sono quelli che statisticamente impiegano più tempo ed evidenziano livelli di stress più elevati.

PER UNA SMART MOBILITY – Alla conferenza Sustainable Brands 2015 di Barcellona, il vicepresidente Ambiente e Sostenibilità di Ford Europa Andreas Ostendorf, ha presentanto la vision Ford per la smart mobility e le soluzioni in grado di rendere più efficienti e integrati i trasporti urbani. Ford collabora con istituzioni di tutto il mondo per identificare e affrontare le sfide della mobilità del futuro che emergeranno dall'evoluzione dei processi di urbanizzazione. “Per molte persone la sensazione che si prova prima ancora di aver messo piede in ufficio è già quella di una profonda stanchezza”, ha spiegato Ostendorf. “La società continua a urbanizzarsi sempre di più, e le città si stanno estendendo oltre i propri confini. Abbiamo bisogno di un'infrastruttura del sistema dei trasporti che sia in grado di accompagnare questa espansione. Proteggere la libertà di spostarsi richiede un cambio di prospettiva che vada oltre il semplice incremento di strade o linee ferroviarie. E' necessario creare un network di soluzioni multimodali sostenibili e interconnesse”.

A CACCIA DI SOLUZIONI – “Siamo in contatto con un elevato numero di autorità cittadine in tutto il mondo per lavorare congiuntamente a soluzioni di trasporto accessibili, efficienti e sostenibili”, ha aggiunto Ostendorf. “Auto, treni, bus, tram, pedoni, ciclisti, semafori, segnaletica, dovranno tutti essere connessi e integrati per ottimizzare la mobilità del futuro”. Nell'ambito del progetto Ford Smart Mobility, l'Ovale Blu ha di recente svelato l'esperimento “Handle On Mobility” e presentato 2 e-bike interconnesse e un'app di gestione intermodale per la pianificazione efficiente del proprio tragitto.

ROMA INFERNALE – Lo studio Ford ha evidenziato che proprio Roma è la città in cui i cittadini sono più propensi a ritenere che gli spostamenti cittadini stiano diventando sempre più stressanti (57%). Seguono Londra (41%) e Parigi (35%). Secondo la ricerca, i livelli più elevati di stress sono in generale riscontrabili nei pendolari che utilizzano 3 o più mezzi di trasporto. Per molti l'impossibilità di prevedere con certezza la durata degli spostamenti, si traduce nella difficoltà di rispettare gli orari. Il 63% del campione ammette di arrivare in ritardo al lavoro almeno una volta al mese a causa di rallentamenti ed eventi imprevisti, il 27% è in ritardo almeno 3 volte al mese, e il 15% lascia casa con almeno 30 minuti di anticipo rispetto all'orario ideale per non rischiare di ritardare al lavoro. A Roma, dove il livello di stress relativo al tragitto casa-lavoro sono i più elevati, l'8% dei lavoratori arriva ad anticiparsi anche di un'ora per non rischiare di arrivare in ritardo. Addirittura il 43% ha ammesso di non essere riuscito a raggiungere il posto di lavoro almeno 1 volta nei 12 mesi precedenti, principalmente a causa di scioperi e interruzioni dei servizi di trasporto pubblico. In generale, solo il 19% ritiene che i propri spostamenti non siano stressanti, con un dato che scende al 10% tra gli under 24.

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